Exsurge Christianitas!

Lega di preghiera per la restaurazione dell'Ordine Tradizionale Cattolico

La passione di Gesù Cristo - padre Gaetano da Bergamo - Gesù incontra le pie donne

La Passione di Gesù Cristo – 10 novembre

Gesù è compatito dalle donne di Gerusalemme

Punto III – Gesù, vedendo quanta pena provano per Lui quelle donne, a sua volta si muove a compassione per loro. Nonostante quelle lacrime abbiano poco valore perché prodotte da un sentimento naturale e non dalla fede, le gradisce ugualmente e ricompensa quell’ umile e sincero dispiacere con suggerimenti idonei a suscitare nei loro cuori il dolore perfetto. “Non dovete piangere tanto per la mia Passione – Egli dice – quanto per coloro che da essa non traggono profitto. La mia Passione sarà più dannosa per voi di quanto non sia dolorosa per me, se mi lascerete soffrire in questo modo per riscattare i vostri peccati senza pentirvi di averli commessi. Se persisterete nei vostri errori, un giorno sarete puniti con eterni tormenti. Beato chi, quel giorno, porterà nelle sue mani mortificazioni e penitenze. Non piangete, dunque, nel vedermi andare alla morte come Redentore, ma fatelo pensando a quando verrò nella mia maestà a giudicare il mondo con giustizia”.

Riflessione – Impara, anima mia, quanto è grande la misericordia del tuo Salvatore, che, nonostante sia oppresso nel corpo e nell’anima da tanti dolori, quasi dimentico di sé, cerca con tutte le sue forze di rendere fruttuosa la sua Passione per quelle anime che lo compatiscono. Egli offre loro ispirazioni ed insegnamenti che sono i più carichi di vigore tra tutti quelli del suo ministero terreno. Gesù gradisce immensamente ogni tenera dimostrazione d’affetto, ma insieme si preoccupa di suggerire come rendere efficace la meditazione sui suoi dolori, affinché la tenerezza non si riduca ad uno sterile sentimento di pietà, senza sfociare nel desiderio di imitarlo.

Colloquio – Che sarà di me, mio Redentore, nel giorno del giudizio, se non avrò ricavato frutto dai tuoi esempi? Se ti seguo con la croce, sopportando le avversità e mortificando me stesso per amor tuo, sono certo che mi salverò. Ma se rifiuto la croce accontentando i desideri dei sensi e la mentalità del mondo, posso aspettarmi solo di entrare a far parte del numero di quei disperati che, come tu hai detto, nell’ Inferno invocano la morte senza poter morire mai. Purtroppo mi accorgo di non aver tratto alcun vantaggio dalla tua Passione, perché, invece di crescere nelle virtù, fino ad oggi non ho fatto altro che moltiplicare i miei peccati. Pieno di vergogna mi prostro davanti a te, mio Gesù, e invoco misericordia, perché solo se mi sosterrai tu con la tua grazia io potrò cooperare alla tua Passione.

Pratica – Ricorderò spesso i novissimi: la morte, il giudizio, l’eternità, che mi porteranno gioia o disperazione a seconda se avrò imitato o no Gesù nella sua santa Passione.