Facciamo digiuno da “Infernet”

Smettete di offendere mio Figlio, altrimenti, ad una guerra, ne succederà una ancora più tremenda!” Ecco l’ingiunzione della Madonna a Fatima che richiede esplicitamente preghiera e penitenza di riparazione, oltre alla consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato.

Leggo proprio ora in un articolo su Tempi di Maria una citazione dal diario di Maria Valtorta:

“Se non fosse per le cure di Maria, per le preghiere di Maria, la razza umana non sarebbe più. L’avrei cancellata perché veramente il vostro vivere ha toccato il profondo del Male e la Giustizia è ferita, e la Pazienza è colmata, e la Punizione è pronta. Ma c’è Maria che vi ripara col suo manto, e se Io posso, con un volger di sguardo, far prostrare il Paradiso e tremare gli astri, non posso nulla contro mia Madre.”

Osservando l’andamento della situazione, vengono forti dubbi sul fatto che sia ancora possibile fermare il braccio giustiziere di Nostro Signore e sul fatto che si possano evitare pesanti castighi per l’umanità, la quale continua imperterrita a procedere verso il baratro come quei maiali, penetrati dagli spiriti immondi, della famosa parabola dell’indemoniato di Gerasa, i quali finirono per gettarsi in fondo ad un burrone (Mc, 5, 1-20).

Per quel che ci riguarda, il nostro compito è comunque quello di mantenere le posizioni ed impegnarci sempre di più nella guerra spirituale, incuranti del suo esito che, in fin dei conti, non ci riguarda (pur essendo il distacco estremamente difficile).

Allo scopo quindi di rendere ancora più efficace la nostra battaglia, oggi vogliamo proporvi una pratica che ci è stata sollecitata dallo stesso figlio spirituale di Padre Pio citato nell’articolo precedente.

Sappiamo che il digiuno e la preghiera sono armi fondamentali per lotta spirituale. Quello che proponiamo ora è un digiuno, ma non un digiuno da un cibo fisico, ma da un cibo di natura diversa del quale però facciamo oggi un uso smodato e che costituisce uno dei mezzi più potenti e pervasivi utilizzati dalle forze sataniche. Questo mezzo è internet definito dalla persona sopra citata come infernet,

Quello che vi propongo è quindi un digiuno da infernet, ovvero di calare drasticamente il tempo che ogni giorno, in modo spesso morboso ed ipnotico, dedichiamo a siti, whatsapp, facebook, twitter, telegram ed altro. Pur infatti condividendo e leggendo cose utili, non ci accorgiamo di quanto questa attività divenga a volte inutile e addirittura dannosa. Innanzitutto perché, questa foga di condividere informazioni non fa che alimentare uno stato negativo di paura, preoccupazione e rabbia. Esso alimenta il pessimismo e non ci aiuta a stare nella luce. In un certo senso, perdendo tanto tempo sulla rete, facciamo il gioco del Nemico, il quale non è certo spaventato da questa attività. Anzi, egli la alimenta di proposito, dal momento che questo ci tiene lontano da ciò che egli teme di più: la preghiera e la penitenza!

Alla luce di questa consapevolezza ci si rende conto di quanto sia azzeccato l’appellativo di infernet e quanto si renda necessario togliere tempo ed energie a questa attività. Possiamo partire facendoci un piano di riduzione (ad esempio del 50%) ma poi accorre ridurre il tempo di esposizione all’essenziale. Scopriremo probabilmente di avere molto più tempo di quanto pensiamo da dedicare alla preghiera e ad altre attività costruttive. Possiamo ad esempio, nel nostro piano di riduzione, convertire il tempo risparmiato, in Ore di Guardia ed Adorazione. Sarà sicuramente tutto di guadagnato per noi e per la causa dell’Immacolata. Ed avremo meno tempo perso di cui rendere conto a Dio.

Un pensiero su “Facciamo digiuno da “Infernet”

  1. daniele MOLINARO

    Come ci diceva il grande pesatore cattolico Ivan Illich uno strumento (come è internet) se supera una certa soglia di utilizzo diventa contro-produttivo. Importante è quindi avere il senso della misura, evitare l’abuso che diventa vizio. E questo dipende da noi. Non esistono piloti automatici che ci dicono quando abusiamo di uno strumento ma solo la nostra coscienza e la consapevolezza che l’uomo é limitato, non onnipotente. Ma soprattutto sapere che lo strumento tecnologico è di fatto aumento di potere e il potere, come sempre Illich ci ricorda citando Luca 4,5 é dispensato dal demonio.

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