Art.3 – Le apparizioni e il messaggio di Fatima

Le prime due apparizioni della Madonna

In questo articolo iniziamo l’approfondimento sule apparizioni della Madonna a Fatima con le stesse parole con cui le racconta Sr. Lucia nelle sue Memorie.

Il 13 Maggio i pastorelli decisero di portare il gregge alla Cova da Iria, proprietà dei genitori di Lucia. Mentre giocavano a costruire un muricciolo intorno ad un boschetto i tre bambini videro, all’improvviso verso mezzogiorno, qualcosa come un lampo. Temendo l’arrivo di un temporale pensarono di rincasare, ma mentre scendevano da un pendio, videro un altro lampo e subito si accorsero che sopra un leccio c’era “una Signora vestita di bianco, più splendente del sole”. Furono avvolti da questa grande luce che la Signore promanava e s’impaurirono, ma ecco che la Signora cominciò a parlare loro (in corsivo riportiamo le parole della Madonna così come le riporta Sr. Lucia): “Non abbiate paura, Non voglio farvi del male”; “Di dove siete?”, domando Lucia; “Sono del Cielo”; “E cosa volete da me?”, ribatté la piccola pastorella; “Sono venuta a chiedervi di venire qui per sei mesi consecutivi, il giorno 13 e a questa stessa ora. Vi dirò poi chi sono e che cosa voglio. Quindi verrò di nuovo qui una settima volta”. “E andrò anch’io in Cielo?”, riprese Lucia. “Si ci andrai”. “E Giacinta?”. “Anche lei”. “E Francesco?”. “Anche lui; ma dovrà recitare molti Rosari”. Poi Lucia Le chiese di due ragazze che erano morte da poco e la Madonna rispose che una era in Cielo, mentre l’altra sarebbe dovuta restare in Purgatorio fino alla fine del mondo.  La Madonna disse ancora: “Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Lui vorrà mandarvi, in riparazione dei peccati con cui è offeso e come supplica per la conversione dei peccatori?”. “Si, lo vogliamo”. “Vi toccherà allora soffrire molto, ma la Grazia di Dio sarà il vostro conforto”.

Lucia racconta che, mentre pronunciava le parole Grazia di Dio, la Vergine “aprì le mani comunicandoci una luce così intensa, quale riflesso di Lei, che ci penetrava nel petto e nel più intimo dell’anima, facendoci vedere noi stessi in Dio, identificato in quella stessa luce, più chiaramente di quanto ci vediamo nel migliore degli specchi (…) Allora cademmo in ginocchio e ci mettemmo a ripetere nell’intimo di noi stessi: “Santissima Trinità, Vi adoro. Mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento”. Quindi la Madonna disse ancora: “Recitate il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace al mondo e la fine della guerra”. (Ricordiamo infatti che si era in piena prima guerra mondiale).

Al termine di questa giornata speciale, pur essendosi accordati tra loro di non raccontare nulla a nessuno di quello che avevano visto, la piccola Giacinta, non riuscendo a contenere la gioia e lo stupore che aveva nel cuore per questa esperienza straordinaria, ne parlò in casa. Uno degli argomenti più frequenti nei discorsi che i tre bambini facevano tra loro divenne quello di come fare dei sacrifici per ottenere la conversione dei poveri peccatori. A Francesco venne subito in mente di distribuire la loro merenda al gregge e di offrire un intero giorno di digiuno. Inoltre discorrevano sulla questione dell’inferno (dove va chi commette dei peccati e non si confessa bruciando per sempre) e del Paradiso e dell’eternità di queste realtà che non potevano più cambiare. Nella loro semplicità questi bambini dimostravano di conoscere i fondamenti della dottrina cattolica molto meglio di grandi studiosi e sedicenti teologi moderni! Così si sentivano ancora più motivati nell’offrire sacrifici per la conversione dei peccatori affinché essi non finissero all’inferno, rinunciando spesso alla merenda dandola ai poveri, mangiando ghiande e olive acerbe, addirittura non bevendo nei giorni più caldi fino ad avere dei gran mal di testa! Facevano a gara a chi ne offriva di più (Giacinta, la più piccola, era anche la più lanciata in questa gara). Ma presto iniziarono anche le persecuzioni in famiglia dove i bimbi naturalmente non erano creduti e considerati dei bugiardi. Questa divenne una grande sofferenza da offrire.

Il 13 Giugno era la festa di S. Antonio e, dopo la S. Messa, i pastorelli si recarono alla Cova da Iria. Questa volta furono raggiunti da alcune persone dei paesi vicini cui era giunta voce della prima apparizione. Dopo aver recitato il S. Rosario, di nuovo videro quel lampo improvviso e subito dopo la Madonna. Lucia Le chiese cosa volesse da loro e la Vergine rispose: “Voglio che veniate qui il 13 del prossimo mese, che recitiate il Rosario tutti i giorni e che impariate a leggere. Vi dirò dopo ciò che voglio”. Quindi Lucia chiese la guarigione di un malato. Rispose: “Se cambierà vita guarirà entro l’anno”. Riprese la pastorella: “Vorrei chiedervi di portarci in Cielo”. E la Madonna: “Sì; Giacinta e Francesco li porterò presto, ma tu resterai qui ancora per un po’. Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. A chi la abbraccia prometto la salvezza; e queste anime saranno amate da Dio come fiori posti da me ad adornare il Suo trono”. “Rimarrò qui da sola?” domandò Lucia, ma la Vergine la consolò: “No, figlia mia. Soffri molto? Ebbene, non perderti d’animo. Io non ti abbandonerò mai. Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la strada che ti porterà fino a Dio”. Pronunciando queste ultime parole, di nuovo i bambini furono avvolti in quella luce immensa nella quale si vedevano come immersi in Dio.

Sr. Lucia racconta anche che nel palmo della mano destra la Madonna aveva un Cuore coronato di spine che parevano conficcate. Compresero che era il Cuore Immacolato di Maria oltraggiato dai peccati dell’umanità che voleva riparazione.

A seguito di questi eventi, il parroco volle incontrare Lucia. Fu una conversazione tranquilla, ma alla fine egli disse che non gli pareva trattarsi di vere apparizioni e che, anzi, poteva anche trattarsi di un inganno del demonio. Questo lasciò la povera Lucia in un tormento interiore inimmaginabile, tanto che una notte sognò il diavolo che, sghignazzando per averla ingannata, l’afferrava coi suoi artigli per portarla all’inferno.

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