Editoriale Santo Natale 2020

Newsletter n°12 – venerdì 25 dicembre 2020
Santo Natale del Signore 


Carissimi fratelli e sorelle, amici in Cristo e militanti,
sia Lodato Gesù Cristo! Ave Maria!

Questo è il primo Natale per Exsurge Christianitas peraltro in un anno veramente particolare, ma sappiamo che il Signore non permette mai delle prove al di là delle nostre forze e ci dona anche i mezzi per affrontarle e superarle. Inoltre quanto più ci avviciniamo sull’orlo del precipizio, tanto più si approssima il trionfo del Cuore Immacolato di Maria! Conserviamo questa fiducia. In questi primi mesi abbiamo costruito una piccola famiglia di anime unite dall’amore alla Verità, all’Immacolata e, per suo tramite, a Gesù Sacramentato. Una famiglia per ora “virtuale” sul piano della conoscenza personale, ma non per questo meno reale nell’ordine spirituale, dal punto di vista della comunione nella preghiera. Come cattolici siamo da un lato chiamati ad un sano realismo, che legittima la necessità di approfondire le dinamiche che, nostro malgrado, l’attualità sottopone alla nostra attenzione, cosa che cerchiamo di fare (oltre al primo impegno della preghiera del S. Rosario e dell’Adorazione del Santissimo Sacramento), anche attraverso il nostro umile apostolato; dall’alto lato, sempre come cattolici, siamo chiamati a non cadere nella disperazione, anzi ad essere portatori di quella speranza di cui il mondo e l’umanità hanno tanto bisogno: la vera speranza cristiana che, a differenza di quella umana riposta in qualche persona o cosa che possono deludere, è piuttosto una certezza – la vita eterna – per coloro che accolgono il dono della redenzione di Cristo. Perché per questo Egli si è incarnato, per salvarci dal peccato, ridarci la vita di grazia che avevamo perduto a causa del peccato originale, e portarci con Lui in Paradiso.Pertanto, pur essendo necessario formarsi, conoscere le realtà del mondo e della società in cui viviamo, ciò non dovrà mai essere causa di scoraggiamento o di un animo triste e sempre pronto a lamentarsi. Un cristiano triste non è un buon cristiano. Qui ovviamente non parliamo della falsa gioia buonista di cui è ricca tanta predicazione modernista e la propaganda laicista, ma della vera gioia, della letizia francescana, quella che conserva l’anima nella pace anche quando è nella tribolazione perché sa di fare la Volontà di Dio.S. Massimiliano M. Kolbe, a guerra già iniziata, dopo essere già stato per un primo periodo in un lager e rientrato per un po’ a Niepokalanow (la città dell’Immacolata che aveva fondato in Polonia) sebbene tutte le attività di apostolato fossero ormai ferme, così si rivolgeva ai suoi frati affranti e forse anche un po’ scoraggiati per l’evolversi della situazione: “Qualche animuccia può affliggersi e dire: che stiamo a fare qua se le macchine sono ferme, se non pubblichiamo più il Cavaliere e non stampiamo niente? (…) Il fine di Niepokalanow è adoperarsi per la santificazione delle anime attraverso l’Immacolata. Niepokalanow non la fanno gli edifici, gli steccati, le macchine, ma i frati, i loro cuori, ovunque essi si trovino lì c’è Niepokalanow (…) il pensiero che nulla avviene senza la permissione di Dio ed è per il nostro bene, è capace di tranquillizzare chiunque (…) Infelice quell’anima che non vuole permettere di essere guidata dall’Immacolata, che continuamente si divincola dalle Sue mani, perché l’Immacolata non può utilizzarla per la Sua missione, e oltre ad essere infelice, scontenta e criticona, rende infelici anche quelli che la circondano” (Dalla Conferenza n. 242, Le Conferenze di San Massimiliano M. Kolbe, Casa Mariana Editrice).Questo è il nostro augurio, che estendiamo ai vostri cari e alle vostre famiglie, per questo Santo Natale: che possiamo conservare la pace e la letizia del cuore! Non quella effimera del mondo, delle bandiere colorate, dei trattati fra Stati (per lo più frutto della rivoluzione illuminista e pertanto nati nel “peccato originale” di macchinazioni massoniche) o strutture sovranazionali prive di qualsiasi legittimazione dei popoli, o ancora degli accordi ecumenici traditori dell’unica Vera Fede Cattolica; bensì la pace vera, la tranquillità dell’ordine in cui ogni cosa è rettamente orientata al suo fine secondo la propria natura, la pace che ci dà Gesù. Preghiamo il buon Dio affinchè tutti noi possiamo essere tante piccole luci riflesse dell’unica vera Luce che proviene dalla grotta di Betlemme, in questo mondo di tenebre. Guardiamo spesso il Presepio, meditiamo su quella realtà e su come agisce Dio. Dio ha salvato il mondo nel silenzio, nell’umiltà, apparendo come un Bambino tra le braccia della Sua Mamma! Et Verbum caro factum est. Et habitavit in nobis.. Teniamo infine ad aggiungere ai nostri auguri, un sentito ringraziamento per il fervore che dimostrate per in “nostro” comune progetto. Siamo contenti del fatto che Exsurge possa contribuire, come in tanti ci scrivete, a dare speranza e fiducia. Nonostante le poche risorse disponibili che non ci consentono di attuare tante idee che vorremmo realizzare già da ora, l’entusiasmo è grande per la bellezza insita nella nostra visione… Instaurare omnia in Christo… ci può essere qualcosa di più nobile, bello e per cui valga la pena combattere e morire? La risposta è no! Chiediamo a tutti voi di mantenere alto il morale e di aiutarci a diffondere la nostra rete di preghiera… Sursum corda!Un Santo Natale a tutti voi.

Lo staff di Exsurge Christianitas

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