LA GIORNATA CON MARIA

OSSIA

LA VITA DI UNIONE CON MARIA

Necessità

La levata con Maria

La benedizione della Madonna

La Madonna e la Preghiera

La Madonna e la Meditazione

L’esame di coscienza con Maria

La lettura spirituale con Maria

Gli esercizi spirituali con Maria

L’Ufficio con Maria

Il lavoro manuale

Lo studio con Maria

La Madonna e la corrispondenza

La Madonna e l’apostolato

La Maria e le nostre croci

Maria e i pasti

La Madonna e i nostri svaghi

Maria e la carità per i poveri

Pie pratiche per vivere con Maria

Le preghiere della sera con Maria

Il riposo con Maria


Necessità

L’essenza e l’eccellenza della S. Schiavitù consiste nell’applicarsi, per quanto è possibile, in ogni istante della vita, a vivere in unione ed in dipendenza da Maria : Andare a Gesù per Maria ; Lavorare sempre con Mària; Dimorare sempre in Maria; Fare tutto per piacere a Maria.

Non ti spaventare nè credere ciò impossibile: prova e vedrai. La Vera Devozione non consiste in molte pratiche, ma in un grande amore generoso ed in un abbandono illimitato fra le braccia di una sì tenera Madre. Ora la confidenza e l’amore sono alla por­tata di tutti. Da questa radice e da questo tronco spunteranno necessariamente i tralci e le foglie di pie pratiche, che non sono la vera devozione, ma ne sono il naturale sviluppo e manifestazione. Non è possibile aver vero amore e non sentire il bisogno di espri­merlo. Le pie pratiche a loro volta conservano, fo­mentano ed accrescono sempre più l’amore, come le foglie permettono alle radici ed al tronco di vivere e svilupparsi. Le radici senza i rami sarebbero impos­sibili. Cerca quindi di piantare profondamente nella tua anima l’albero della Divozione alla Madonna, e produca esso fiori di pie pratiche e frutti di buone opere. Ma come i frutti risentono della natura della radice così i pensieri, le parole e le opere, la vita insomma tutta quanta d’un vero Figlio e Schiavo di Maria, deve risentire di Maria, avere l’impronta di Colei che è diventata l’anima dell’anima sua.

Non tutte le pratiche sono da adottarsi.

«Nella Chiesa, dice Mons. Saint-Clair, vi è una grande quantità di divote pratiche e di pie formolo, intro­dotte dai Santi e da lei approvate; è una ricchissima e svariatissima farmacia. Non vi è malattia spirituale che non vi possa trovare il suo conveniente rimedio. Ma è forse necessario sovraccaricarsi di una molti­tudine di queste pratiche? Ditemi un po’: andando in una farmacia comprate tutte le medicine che vi si trovano? No, certo, ma vi accontentate di scegliere quelle che vi abbisognano. Fate la stessa cosa a ri­guardo delle diverse pratiche che vi presento, tutte buone e sante, ma non tutte adattate ad ogni genere di persone ed in tutti i periodi della vita. Scegliete secondo la ricetta del vostro medico curante, cioè se­condo il consiglio del vostro Confessore o Padre Spi­rituale».

L’importante non è l’aggiunta di nuove pratiche, ma il far meglio quelle che già fai; dare loro l’intona­zione mariana, facendole in unione con Maria, nel suo spirito, anche senza pronunziarne il nome.’ Nep­pure è necessario abbia sempre il pensiero alla Ma­donna, ma bisogna però che abitualmente lavori per Lei, sicché basta che lì per lì pensi solo a fare bene ciò che fai, ma in fondo al cuore ci deve essere l’a­more che ti spinge appunto a far bene il tuo dovere per piacere a Maria. Se si chiede ad una madre, affacCendata nelle sue mansioni: A che pensi? rispon­derà. che pensa a fare ciò che fa. Ma se si insiste a domandarle: «Perché fai con tanta diligenza e gioia il tuo lavoro, che quasi non sembra ne senta la fatica?». Risponderà che è l’amore del figlio, il pen­siero di giovargli o fargli piacere che la spinge, ed il ricordo del figlio senza volerlo le torna mille volte al pensiero, quasi senza accorgersene e senza impedirle il suo lavoro. Così a poco a poco, col crescere nell’amore, sarà di te a riguardo di Maria.

Utilità e necessità di un regolamento di vita
specialmente per ehi vuole tendere alla perfezione.

1) Dovendo in tutto fare la volontà della tua Pa­drona, non devi lasciarti guidare dal capriccio, dall’impressione del momento; la regola del tuo operare non deve più essere il tuo gusto, ma il piacere di Maria espresso dal tuo Regolamento. Se vivi in comu­nità il tuo Regolamento la Madonna te lo dà bell’e fatto e non hai che da farvi pochissime aggiunte. Anche se vivi nel mondo puoi con tutta facilità cono­scere la volontà di Maria. Perché, quando ti sei fatto un buon metodo di vita, abbastanza elastico per adat­tarti alle più ordinarie vicende della giornata, quando il confessore, che deve essere per te il portavoce della Madonna, l’avrà approvato, non devi più riguardarlo come opera tua, come una legge che ti sei imposta da te, ma come espressione della volontà di Maria SS, anche nelle minime circostanze della vita.

Non devi cambiare il tuo metodo di vita, se non quando i superiori, la necessità o la carità ti consi­gliano in quella data occasione di tralasciare o posti­cipare quella data pratica. Non mancare mai alla carità, all’obbedienza e neppur alla condiscendenza ragionevole, quando si tratta solo delle pratiche del Regolamento, che ti sei imposto, le quali per sè non obbligano neppur sotto pena di peccato veniale. Non avere una santità triste e sgarbata, ma ricordati che devi spandere attorno a te la dolcezza e l’amabilità della Madonna.

2) Il metodo di vita fa sì che tu santifichi anche le azioni più umili, come il mangiare ed il dormire ; tutte le tue azioni saranno come una continua pre­ghiera, perchè in tutte non cercherai che di servire e piacere alla tua amabile Padrona.

3) Il regolamento ti abituerà ad una continua e tanto necessaria rinuncia alla tua volontà per ubbi­dire alla Madonna li svuoterà a poco a poco di te stesso, ti farà morire a te stesso, ai tuoi gusti, al tuo giudizio, alla tua volontà, ciò che forma il primo passo sulla via della santità.

4) Il Regolamento ti darà la costanza nel bene, senza lasciarti guidare dal fervore momentaneo, che ci fa abbracciare tutto, per abbandonare poi tutto, appena cessato quel fuoco di paglia. Non abbando­nare mai le tue pratiche perchè ti senti arido, senza gusto: ricordati che è il tempo allora di mostrar la tua fedeltà e che meno gusto ci proverai tu, più gusto ci proverà la Madonna.

5) L’osservanza del metodo è una continua rinno­vazione della tua consacrazione, perchè siccome te lo sei imposto per poter davvero vivere la consacrazione, ogni sforzo che farai per osservarlo è come un dire alla Madonna: Sono tutto vostro, a voi sola veglio piacere e non a mè stesso. Sicché senza accorgerti:

6) Ti abituerai a far con perfezione, anche le più piccole azioni e, ciò che è della massima importanza,

7) A fare tutto per puro amore. Deciditi adunque a porre tutta la tua vita al servizio di Maria, a sfor­zarti di seguire in tutte le tue azioni il maggior gusto di Maria. Studia ai piedi di Maria il tuo regolamento di vita e domandale la costanza di osservarlo. Puoi anche solo segnare con una matita, fra le pratiche che indicherò in seguito, quelle che vuoi adottare e scrivere in un foglietto, quelle speciali risoluzioni adattate agli speciali bisogni della tua anima e alle condizioni della tua vita.

La levata con Maria

Il risveglio. — Non ti farai mai santo se non saprai importi il sacrificio di alzarti ad ora fissa e per tempo, Dalla levata dipende tutta la giornata. Riguarda la voce della campana, della sveglia o dei superiori, come la voce dì Maria che ti chiama alla chiesa. Figurati di sentire l’angelo custode che dice a te, come alla B. Labouré: Alzati, la Madonna ti aspetta in cappella !

Il tuo primo pensiero, il primo sguardo, la prima parola sia rivolta a Gesù ed a Maria, « Appena ti svegli, diceva Gesù a S. Matilde, saluta il mio Cuore ed offrimi il tuo ». «Dal momento che mi sveglio, diceva il B. Susone, la mia anima si rivolge a Maria» E’ quest’atto iniziale che dà come il tono, la nota do­minante della giornata. Come Maria è gelosa delle primizie! Accanto al tuo letto vi è la Madonna col divin Figlio, che attende il tuo risveglio, ma vi è pure il demonio che le contende il tuo primo pensiero, il tuo primo palpito del cuore. A chi lo darai?

Dopo che la Madonna ha tenuto tutta la notte il suo sguardo protettore posato su di te, ed ora al tuo primo svegliarti, come una tenera madre ripiegata sulla culla del suo bimbo, aspetta il tuo primo sguardo, il tuo primo sorriso, tu ti rivolgerai dall’altra parte e non la degnerai d’un saluto?

Per vincere subito la pigrizia, che ti invita a cro­giolarti in quel pericoloso dormiveglia del mattino, accendi la luce, siediti sul letto, fa il Segno di Croce, ricevendo la benedizione della Madonna, stampa un bel bacio sulla tua medaglia, e rinnova brevemente la tua consacrazione dicendo una delle seguenti giacu­latorie :

Viva Gesù ! Viva Maria !

Io sono tutto tuo e tutto quanto posseggo, te l’offro, amabile mio Gesù, per mezzo di Maria, tua SS. Madre ! (ind. 300 g. o. v.)

Rinuncio a me stesso e mi consacro a te, mia cara Madre ; deh. ! prega, lavora, soffri e agiaci Tu in me !

S. Cuore di Gesù io mi consacro a Voi per mezzo di Maria. (ind. 300 g. o. v.)

O Vergine Santa, presso il mio guanciale questa notte, amorosa, m’hai vegliato ; Deh, proteggimi ancor contro ogni male, in questo giorno appena incominciato.

ESEMPI. « Ogni mattino mi prostravo a terra, rìngravo e lo­davo Dio pel suo Essere e per le influite perfezioni, e per aver mi creata dal nulla. Ponevo l’anima mia nelle sue mani, domandando che disponesse di me a suo beneplacito per quel giorno e per tutta la vita, e m’insegnassc ciò che gli fosse di maggior gradimento, per adempirlo. Come mia discepola voglio che mi Imiti in quest’eser­cizio ». (La Madonna alla Ven. Agreda)

S, Vincenzo balzato da letto si prostrava e baciava la terra ado­rando umilmente la SS. Trinità e diceva : Benedìcta sit sanata et individua Trinitàs, nunc et semper et per infinita saecula saecu­lorum. Amen. Sancta Dei Genitrix sit nobis auxiliatrix et protrerix. Poi baciava di nuovo la terra. Altri santi usavano prostrarsi verso la chiesa o il santuario piu vicino e adorarvi Gesù in Sacramento e ricevervi la benedizione della Madonna.

S, Rosa Da Lima, ancor fanciulla, aveva grandemente a cuore dì alzarsi al mattinò per tempo onde intrattenersi con Dio in quelle prime ore della giornata. Ma siccome per le veglie protratte in ora­zione ben difficilmente riusciva a svegliarsi, con infantile semplicità pregò la Madonna a volerle fare da mamma e svegliarla ogni mat­tina quand’era tempo d’alzarsi» La sua preghiera fu esaudita ed ogni mattina, come se la Madonna venisse a chiamarla, all’ora fissata si svegliava.         

S. Giovanni Berkmans scriveva : Dal modo con cui si passano i primi istanti che seguono lo svegliarsi dipende in gran parte il buon esito della meditazione del mattino. Perciò al primo segno della levata, pensa che Dio stesso ti chiama: fa subito il segno di croce e alzati dicendo : Che volete ch’io faccia, o Signore? Il mio cuore è pronto, mio Dio, il mio cuore è pronto! Sarò diligentissimo ad alzarmi prontamente e, sbandito ogni altro pensiero, percorrerò i punti della meditazione. Prima di indossare l’abito lo bacierò con­tento di portare un giorno ancora le livree di Gesù C. Ogni mat­tina mi sceglierò un santo che mi protegga in modo speciale, nella giornata che sto per incominciare ».

Il Beato Simon Garzia soleva dire ogni volta che si svegliava: Io Vi salato, o Figlia dell’Eterno Padre; io Vi saluto, o Madre del divin Figlio; io Vi saluto, o Sposa dello Spirito Santo; io Vi sa­luto, o Tempio augusto dell’adorabile Trinità.

Vestendoti 

1) Vestiti con prontezza: tutti i  minuti che resti a letto dopo l’ora fissata sono dati al demonio.

2) Vestiti con modestia, alla presenza di Dio, sotto lo sguardo di Maria e del tuo Angelo ; specialmente se vi sono altri che dormono nella stessa camera. Ma con certe mode del giorno d’oggi.. con certe camere ricoperte di specchi.. come è possibile la modestia?E dire che al disopra del letto pende il crocifisso e  l’immagine della Vergine.. oh, se potessero, quei quadri scapperebbero via..

3) Vestiti con divozione pensando al soggetto della meditazione, o alla comunione o pregando Maria a rivestirti, come Rebecca, delle virtù di Gesù Cristo e delle sue. Puoi recitare la seguente preghiera: Indue. me, Domina, novum hominem in qui secundum Deum creatus est in justitia et sanctitate veritatis. Amen

La toeletta. — Lavandoti, prega la Madonna a purificarti l’anima e renderla degna di comparir da- vanti a Dio nella preghiera e riceverlo nella S. Co­munione.

Una schiava di Maria andrà vestita pulitamente, in modo conveniente alla sua condizione, ma eviterà ogni vana ricercatezza. Non cambiare in oggetto di vanità le vesti che sono testimoni della nostra vergogna. La necessità delle vesti è conseguenza del peccato origi­nale. Come può la Madonna accogliere fra le sue predilette quelle che tanto le dissomigliano nella mo­destia del vestire? Come oseranno chiamarsi schiave di Maria quelle che vanno procacemente a mettere in mostra la loro carne di peccato? Spreca meno tempo davanti allo specchio e ne troverai a sufficienza per specchiarti in Maria nella Meditazione. Copri pure con l’acqua di colonia il cattivo odore che emana dal nostro miserabile corpo, ma ricordati che il mi­glior odore è non averne alcuno. Invece di appestare il prossimo con certi odori troppo piccanti e sensuali espandi intorno a te il buon odore delle virtù di Cristo e di Maria.

Pulizia adunque, proprietà, anche eleganza, per ri­spetto a noi stessi, al prossimo e specialmente a Dio; ma non può piacere a Maria chi cerca di piacere al mondo ; non può essere schiava della Madonna chi è schiava della moda. Quanto denaro ti resterà per le opere buone se non ti farai schiava della moda sì vo­lubile e ridicola.

ESEMPI. Il Ven. Olier aspettava a rivestire gli abiti nuovi in sa­bato e andava ad offrirli alla Madonna pregandola a non permettere di profanare quegli abiti con il peccato. Egli confessa che la Ma­donna doveva gustare quell’atto, perchè tutte le volte che l’ometteva presto o gli abiti si sporcavano, o si strappavano o si sciupavano ; sicché anche adulto dovette continuare in questa pratica appresa da ragazzo.                        , Anche il B. Susone quando vestiva una nuova tonaca bianca (dome­nicana) andava nella cappella a ringraziare la Vergine d’aver dato quella bianca livrea ai Frati Predicatori e le domandava ardente­mente la purezza di cui quella bianchezza era simbolo. Quando il barbiere con la grande tonsura domenicana sembrava porre attorno al suo capo una corona di capelli che gli dava un bell’aspetto dì fresca gioventù, diceva alla Madonna : Vergine Maria, se il mio volto avesse la freschezza vermiglia della rosa, il vostro servo non offri­rebbe questa bellezza che a Voi.

La benedizione della Madonna

Terminata la tua toeletta recita davanti al tuo altarino le preghiere del mattino e, se non puoi recarti in chiesa per la messa, procura di fare almeno un quarto d’ora di Meditazione. Prima però d’uscire di camera non scordare di domandare la benedizione della Madonna, dicendo per esempio : Beneditemi, o Maria, con la mano del vostro Gesù: nel nome del Padre, ecc.

ESEMPI. S. Liduina, S. Giovanni Eudes, S. Giovanni Berkmans, S. Filippo Neri, e tanti altri santi non uscivano di camera senza aver prima domandata la benedizione della Madonna. Il B. Cottolengo mise un’immagine di Maria presso la porta della Piccola Casa, affinché tutti entrando od uscendo la salutassero e domandassero la sua benedizione.

II Card. Pie aveva. la stessa pratica, e un prete racconta che, essendo un giorno uscito dal suo Palazzo, vi rientrò subito, come uno che ha scordato qualcosa : aveva omesso di baciare i piedi della sua celeste Madre.

Alla B. Angela da Foligno un giorno, dopo l’elevazione, apparve la Vergine e le disse: «Mia cara figlia, prediletta del mio Figlio, il tuo Salvatore t’ha visitata e ti ha data la sua benedizione. E’ ragionevole che riceva anche la mia ». Ciò detto la benedisse ricordandole l’obbligo inestimabile di amare ardentemente il suo celeste Sposo, da cui era tanto amata.

S. Stanislao sempre la domandava entrando ed uscendo di camera, così pure Suor Maria Vela, cistercense, che un giorno si sentì rispondere dalla Madonna «La mia benedizione e quella di mio Figlio discenda su di te».

La Beata Maria dell’Incarnazione, carmelitana, mai usciva di camera senza baciare i piedi del suo crocifisso. Pratica diffusa in molti ordini religiosi. La Vergine appariva spesso al Cardinale di Berulle e lo benediceva colla manina di Gesù che teneva fra le braccia. Lo stesso cardinale, quando doveva benedire, invitava la Madonna a farlo al suo posto e diceva : Nos cum prole pia benedicat Virgo Maria; in nomine Patris,, ecc,

S. Bernardo afferma che non può dubitare della benedizione di Dio, chi è stato benedetto da Maria ; e che può star sicuro di essere annoverato nel finale giudizio fra coloro cui saranno rivolte queste dolci parole :Venite o benedetti dal Padre, e dalla Madre mia.

La Madonna e la preghiera

Maria maestra e modello di preghiera. — E’ specialmente nelle pratiche di pietà che devi tener presente Maria il Vas insigne devotionis, l’Orante per eccellenza  il più perfetto modello, la più. abile maestra della grande arte di pregare. Scrive perciò con ra­gione il B. di Montfort: «Sii persuaso che più ri- guarderai Maria nelle tue orazioni, contemplazioni, azioni e patimenti, se non con una vista distinta e chiara, almeno con una vista generale ed impercetti­bile, più perfettamente troverai Gesù Cristo, che è sempre con Lei, potente, grande, operante e incom­prensibile, più che nel cielo ed in qualsiasi altra crea­tura dell’universo ». (Trat. n. 165).

ESEMPI. Maria SS. nelle sue numerose apparizioni non si stanca mai di inculcare la preghiera o insegnarne nuove formule. Così fu Lei che ci portò il Rosario, Lei che ci insegnò la bella giaculatoria : O Maria., concepita ecc., Lei che a Lourdes e a Fatima, si mostra col Rosario in mano e si degna raccomandarlo e insegnarci a recitarlo.

Apparendo alla Ven. Agreda si compiacque raccomandare la re­cita del CREDO, dicendo alla sua confidente che Ella stessa lo reci­tava sovente in ginocchio, col più profondò rispetto. Alle parole «Nato da Maria Vergine» si prostrava con tale umiltà e ricono­scenza verso Dio che nessuna creatura può comprendere. «Facendo questi atti pensavo a tutti i mortali, a nome dei quali io li tacevo, anche per supplire all’irriverenza con cui essi avrebbero pronunziato parole sì venerabili. E’ dietro mia preghiera che Dio ispiro alla Chiesa di ripetere sì sovente nell’ufficio divino il Credo, il Pater e l’Ave. Figlia mia, sii dunque ben penetrata dalla venerazione con cui devi pronunziare il Credo, il Pater e l’Ave e guardati dal cadere nell’irriverenza grossolana in cui cadono tanti fedeli. Il fatto del ripe­tere frequentemente tali preghiere non è una causa per perdere il ri­spetto loro dovuto. Questa temeraria mancanza dipende dal fatto che sì pronunziano a fior di labbra senza riflettere a ciò che significano e racchiudono. Quanto a te voglio ne faccia oggetto continuo di me­ditazione : ed è cosa gradita a Dio ed a me il portarne indosso la formolo scritta ed il leggerla frequentemente. Consiglia la stessa pratica alle tue suddite».

La Beata Veronica da Binasco s’era messa con gran lena ad im­parare a leggere per poter essere ammessa nel monastero di S. Marta in Milano. Siccome di giorno era occupata nei lavori della campagna,  vi attendeva la notte, pregando ardentemente la Vergine a degnarsi  di aiutarla onde realizzare il suo sogno. Le apparve allora la Vergine tutta fulgente di luce, che le disse : «Figlia mia, non affannarti a imparare le lettere umane, non hai bisogno che di conoscere tre lettere: una è bianca e significa che devi conservare il cuore puro da ogni affetto che non sia pel mio divin Figlio e per me; la seconda è nera e ti ammonisce a non scandalizzarti nè mormorare di qualunque cosa faccia il tuo prossimo, anche contro di te; la terza rossa esprime il mio desiderio che tu mediti ogni giorno una parte della Passione del mio Figliuolo. Con la conoscenza di queste tre lettere sei dotta abbastanza ; se vuoi, impara pure quel che desideri ma non darti troppa sollecitudine». Ciò detto scomparve.
Racconta il devoto Cesario d’un giovane certosino chiamato Cri­stiano, che essendosi una notte addormentato, dopo Mattutino, sui gradini dell’altare, la Madonna, di cui era devotissimo, scuotendola dolcemente gli disse : « Cristiano, non è questo il luogo per dormire, ma per pregare ». Svegliatosi di soprassalto ebbe ancora la gioia di vedere il dorso della Madonna, mentre ella si allontanava.

1) Prega con Maria. — Procura di unire le tue preghiere a quelle che la Madonna faceva in vita, a quelle che ora fa continuamente per noi in cielo. Fi­gurati Maria SS. in orazione e unisciti ai perfettis­simi atti di lode, di adorazione, di ringraziamento, di riparazione e di domanda che innalza a Dio per sè e per gli uomini. Chi può immaginare le compia­cerne che Dio prendeva alle preghiere di Maria? Tutte le lodi, i canti e i concenti angelici erano un nulla in paragone degli amorosi sospiri che uscivano dal cuore di quella verginella, nascosta nel tempio di Gerusalemme e nella casa di Nazaret, Orbene se le compagne della Bernardetta amavano tanto pregare accanto a lei, fiduciose che così le loro preghiere sa­rebbero state più facilmente esaudite, con che fede devi tu unirti alle preghiere di Maria, nasconderti dietro di Lei, affinchè Gesù non veda la tua indegnità, ma la santità della Madre sua?

2) Respice in faciem Matris tuae, possiamo dire a Gesù; ascolta la Madre tua che ti prega in favor mio, e ciò è un Pregare per mezzo di Maria, cioè prendendo Maria come Mediatrice presso Gesù, «Se volete che le vostre domande siano accolte presso il trono di Dio, non mancate di offrirle per le mani di Maria». (S. Bernardo). Prega la tua buona Mamma celeste dì compiere verso di te ciò che faceva un giorno la tua madre terrena: Mater, doce nos orare: O Madre, insegnami a pregare, come insegnasti a S. Ber­nardetta a fare il segno della croce, facendolo tu per la prima, proprio come fa la mamma col suo bambino. Insegna anche a me, come lo insegnasti alla tua far lunata figlia, a dire il rosario e prega con me, e in me come pregavi con la tua privilegiata figlia. Sì, o Maria, vieni e vivi in me e sii il cuore del mio cuore, l’anima della mia anima, sicché ogni mio atto sia atto tuo. Fa   che si possa dire di me ciò che si diceva di quel tuo servo: Egli è un ipnotizzato, un posseduto da Maria!

3) Prega in Maria. –  Raccogliendo il tuo spirito in questo sacro tempio della Trinità, in questo oratorio del Verbo incarnato. «Maria, dice il Montfort, è l’Oratorio in cui poter fare tutte le proprie preghiere senza timore d’esser rigettati da Dio». Pregare in Maria vuol dire pregare fondandoti sulle sue disposizioni e meriti; vuol dire unirti alle sue purissime intenzioni, dimenticare i tuoi interessi per non aver a cuore che gli interessi di Maria.

4) Prega Maria. — Non solo pregare con Maria, in Maria, ma pregare Maria direttamente, pagando anche a Lei il tuo tributo di lode e di ringraziamento. Recita con speciale fervore le preghiere mariane, si- curo che in tal modo loderai e ringrazierai nel modo più perfetto ed invocherai nel modo più efficace Dio, essendo Maria, come dice il Montfort, l’Eco di Dio.

Non trascurare le solite pratiche. — Fa, d’accordo col tuo confessore, una prudente scelta di pratiche, ma siivi poi fedele. Torna qui a proposito la massima di quel gran servo di Maria, S. Giovanni Berkmans: Quidquid minimum, dummodo constans: Scegli anche poche e brevi pratiche, ma siivi fedele ogni giorno.

S. Giovanni di Dio un giorno fece una sì grave caduta da cavallo, che restò mezzo morto, perdendo sangue dal naso e dalla bocca. Ebbe però tanta forza da invocare la Vergine. E questa venne in aiuto sotto le apparenze d’una pastorella, che gli porse una bibita tonificante. Riavutosi, domandò il nome della sua benefattrice. «Sono la Vergine, sentì rispondersi, che hai chiamato in tuo aiuto, ma tu sei stato ben imprudente nell’esporti ad un tale pericolo senza il soccorso della preghiera». E disparve. Comprese il santo l’incidente essergli occorso per non aver pagato alla Vergine il suo quotidiano tributo di preghiere, ed inginocchiatosi, con gli occhi pieni di lagrime, soddisfece al suo debito di riconoscenza.

La Madonna e la Meditazione

Persuaditi che la meditazione è necessaria per far progressi nella vita spirituale, e specialmente per com­prendere e praticare la S. Schiavitù; che la meditazione è facile e alla portata di tutti. Devi dunque de­ciderti e sceglierti un libro di meditazione e comin­ciando da domani trovare (chi cerca trova) almeno un quarto d’ora da consacrare alla Meditazione.

Come per ogni altra azione, Maria ti deve essere Modello, Compagna e Supplemento. Anche questa azione devi farla per mezzo di Maria, con Maria, in Marta; rinunciando a te stesso, riconoscendoti inca­pace di accostarti da te a Dio per parlargli a tu per tu e sentendo quindi il bisogno di farti accompagnare da Maria.

Medita ai piedi di Maria. — Nella sua prima apparizione, la Vergine permise alla sua serva fedele Suor Caterina Labouré d’inginocchiarsi davanti a Lei, porre le mani sulle sue ginocchia, mirare il suo bel volto e ascoltare le sue divine parole. Perchè non pos­siamo collocarci anche noi nella stessa umile e confi­dente posizione e ascoltare Maria SS. a parlarci sul- l’argomento che stiamo per meditare ? Quante cose ci dirà la Madonna se sapremo ascoltarla facendo il silenzio attorno a noi, cioè allontanando ogni altra preoccupazione!

Ascoltiamo Maria, parliamo a Maria: una conver­sazione fatta in tal modo qual fruttuosa meditazione sarà! Se non sai far altro riposati sul suo cuore ma­terno, mescola le tue lacrime con le sue. Piangi la vita vissuta lontana da lei; presentale i tuoi bisogni, le anime che si perdono, Gesù oltraggiato… Ripeto: Mettiti bene alla presenza di Gesù e Maria e la tua meditazione è fatta.

Esempio di meditazione. — La meditazione si riduce a quattro cose : Un pensiero della mente: Una parola del cuore ; Una risoluzione della volontà ; Una preghiera dell’anima.

a) Un pensiero della mente. Maria è mia Madre e Regina, io sono suo ed Ella è mia. Per quanto miserabile non mi abbandonerà mai, mi amerà sempre e provvederà a tutti i miei bisogni… mi difenderà., mi porterà fra le sue braccia per la via del cielo., purché io mi conservi sempre suo schiavo d’amore, cioè resti sempre il suo piccolo bambino…

b) Una parola del cuore, O Gesù! grazie dell’ avermi dato a Maria! O cara Madre mia, quanto vi amo!… in voi ho riposto ogni mia fiducia, in voi mi abbandono interamente senza riserva. Perchè non ho compreso prima quanto sia bello e dolce l’amarvi e l’appartenervi?

c) Una risoluzione della volontà. Non voglio più assolutamente cercare i miei gusti, ma i vostri; voglio comportarmi da vero vostro schiavo d’amore, specialmente in quella tale e tal’altra circostanza (indicarla). Voglio vivere come un vostro vero figlio: vivere alla vostra presenza, con Voi, per piacere a Voi.

d) Una preghiera dell’anima. O Maria, venite in aiuto della mia debolezza ed incostanza. Pazzo che fui per il passato! ho perduto il mio tempo! Da questo momento voglio cominciare una vita che realizzi vera­mente la mia consacrazione. Voglio che stasera possa dire: Oggi sono vissuto per Voi, oggi ho lavorato per Voi. Fate che possa dire altrettanto al termine della giornata della mia vita.

Scegli il tuo mazzetto spirituale : una giaculatoria, una massima da ripetere lungo il giorno. «Ecché? per amor di Maria, non vorrai vincerti in quest’oc­casione ?».

ESEMPIO. S. Giovanni Berkmans scriveva sul suo diario: «Sé faccio bene la mia meditazione, non correrò alcun rischio di abban­donare la mia vocazione e di perdere l’anima. Voglio perciò adope­rare ogni mezzo per diventare un uomo d’orazione, perchè essa è la sorgente di tutti i beni. Chi fa bene la sua orazione ha un pa­radiso in terra per l’abbondanza delle consolazioni divine, e poi avrà la felicità eterna ».

Si alzava con grande raccoglimento pensando alla meditazione che stava per incominciare e si eccitava con queste domande che rivol­geva a sè stesso: — Dove vai? — Dal Signore. — A che fare? — A trattenermi con Lui. Passava l’ora intera della meditazione ingi- nocchiato senza appoggiarsi da nessuna parte e giunse a tale grado di unione con Dio, che non soffriva più nè distrazioni, nè divaga­zioni. La violenza dell’amore, strappava al suo cuore sospiri e ge­miti. Spesso prendeva fra mani l’immagine della Madonna che era solito tenere davanti, la guardava e la baciava con veemente affetto, magari dieci volte di seguito. Al termine della sua meditazione non mancava mai di notare i pensieri, che l’avevano maggiormente colpito e le risoluzioni pratiche che aveva fatte. Nulla di straordinario vi era in tutta la sua vita in­teriore; di straordinario ed ammirevole vi era solo la sua costante- e tenace volontà di fare bene ogni cosa con l’aiuto della Ma­donna.

L’esame di coscienza con Maria

Importanza. — Non v’è  forse pratica più utile per il progresso spirituale; eppure purtroppo non pratica più trascurata di questa, anche nelle comunità, dove facilmente diventa una cosa meccanica senza efficacia. E’ inutile: la natura non ha nessun torna­conto a rientrare in sè e constatare la propria miseria, la propria incostanza, le continue ricadute, e quindi rifugge da tutte quelle pratiche di pietà che la invitane a questo necessario ripiegamento su di sè, non per compiacervisi o scoraggiarsi, ma per poter spiccare quindi il volo più, umile e confidente verso Dio. Fra queste pratiche una delle principali è l’esame, la pra­tica centrale e regolatrice di tutta la vita spirituale. Per non viaggiare a caso e perdere il tempo bisogna sapere : dove si è — dove si vuol andare — qual di­rezione prendere — quali pericoli si possono incon­trare — quali sono i mezzi per evitarli. Tutto ciò ce lo insegna l’esame di coscienza, che, al dir di San Basilio, deve essere come una sentinella in testa a tutti i nostri pensieri per frenarli e dirigerli.

La tua meta è giungere all’Unione abituale con Maria, rinunziando a te stesso; ma per giungervi devi fissarti qualche meta più vicina, più particolare, cioè la vittoria sopra il vizio predominante, o l’acquisto d’una virtù: è ciò che gli scrittori chiamano la pra­tica per eccellenza. A ciò tende l’esame. Vi sono quattro esami :

L’esame di previdenza, che si fa al mattino dopo la meditazione, prevedendo le occasioni di eser­citarci nella pratica, o stabilendo un certo numero di atti della virtù prescelta. Si può dire per esempio: O mia tenera Madre, oggi voglio ad ogni costo pia cere a Gesù. Voglio perciò vivere con voi affinché mi indichiate le occasioni di imitarvi e rinunziare a me stesso. Col vostro aiuto prometto di fare almeno (si indica il numero) atti della virtù della (indicare la virtù). Voi purificateli, uniteli agli atti perfettissimi che voi praticaste di detta virtù e presentateli al vostro Gesù.

L’esame abituale consiste nella disposizione di accettare dalle mani di Maria le differenti occa­sioni di esercitar la nostra pratica. Bisogna che tu stia come in agguato delle buone occasioni di fare degli atti della tua virtù; bisogna che ne vada in cerca. Questo esercizio ti abitua a cercar abitualmente di piacere a Gesù per Maria, a vivere in loro unione, a metter di mezzo Maria, anche nelle più piccole azioni, ad operare sempre per motivi soprannaturali. Questo breve richiamo alla risoluzione del mattino, questo breve sguardo interiore, per vedere se la tua anima non ha deviato dalla direzione in cui era stata messa, lo si può fare specialmente al suono dell’o­rologio. (Vedi in seguito Pie Pratiche per vivere con Maria).

L’esame particolare è l’unione dei due prece­denti e la constatazione del risultato. Si fa prima di pranzo e prima di cena: consiste in 3 atti:

  • Metterti alla presenza di Dio e invocare la luce necessaria. Basta un atto di fede, il segno di croce, o il Veni Sancte che è bene recitare prima dell’esame, o uno sguardo al crocifisso o alla Madonna: Maria, mia luce, aiutatemi.
  • Sguardo generale se hai conservato il cuore a posto e ricerca delle colpe commesse. « Che cosa mi ero proposto? Quanti atti della pratica ho fatto? Quante omissioni o colpe contro la pratica? Perchè?
  • Contrizione e risoluzione. «Perdono, o Gesù In penitenza della mia negligenza farò la tal morti­ficazione. O Maria, aiutatemi a far meglio questa sera. Voglio cominciar sul serio a servirvi».

In seguito recita il De profundis che esprime be­nissimo il gemito dell’anima, conscia della propria miseria e piena di fiducia nella sovrabbondante reden­zione di Cristo. Il pensiero del purgatorio è pure effi­cace per eccitare il pentimento delle colpe veniali. In seguito l’Angelus ti colloca nelle disposizioni di Maria, di cercar solo Dio e la sua volontà, e te ne impetra la grazia.

L’esame generale, che si fa durante le pre­ghiere della sera, completa gli altri tre. Esso si ag­gira non più sulla pratica, ma su tutte le azioni:

Come ho fatte le mie pratiche di pietà? Come mi sono comportato col prossimo? Come ho compiuto i miei doveri? Colpe di pensieri, parole, opere ed omissioni… Oggi ho servito davvero la mia Padrona? Mi sono sforzato di vivere in sua unione?

L’esame generale è parte integrante delle preghiere della sera, le quali costituiscono gli atti preparatori: Presenza di Dio — Ringraziamento dei benefici ricevuti nella giornata — Invocazione dell’aiuto di Dio e di Maria. Fatto l’esame di coscienza, recita l’Atto di do­lore e poniti in quelle disposizioni in cui vorresti tro­varti in punto di morte. Non addormentarti mai, dico mai, con il peccato mortale sull’anima: confessati o eccitati sinceramente alla contrizione.

La lettura spirituale con Maria

Utilità. — Non vi è nulla di più indispensabile della lettura spirituale per chi vuol far progressi nella vita spirituale (S. Atanasio). Essa è il nutrimento del­l’anima, la rende intrepida e forte contro le tenta­zioni, le ispira santi pensieri, un ardente amore del cielo ; illumina l’intelligenza, riscalda la volontà; con­sola nelle pene ed è la sorgente di quella gioia spi­rituale, che è la sola vera e secondo il cuor di Dio (S. Ambrogio). I buoni libri sono come lettere che ci vengono dal cielo (S. Agostino); quando preghiamo parliamo a Dio, quando leggiamo è Dio che parla a noi

Quanti debbono la loro conversione e la loro san­tità ad una buona lettura, come un S. Agostino, un S. Ignazio. Ma quanti debbono però la loro rovina ad un libro perverso. Non illuderti, non è possibile mettere insieme S. Schiavitù, frequenza di sacramenti e letture pornografiche, riviste e giornali peggio che mondani. Di tali schiave che non arrossiscono più a certe letture, a certe illustrazioni, la Madonna non sa proprio che farsene. Una divoratrice di romanzi non potrà mai gustare la Vera Devozione, la pietà per essa sara un’emozione come un’altra, ma senza in­fluenza sulla vita.

Trova adunque una mezz’ora o almeno un quarto d’ora ogni giorno per la lettura. Lo si trova per leg- gere il giornale, per discorrere di mille futilità, per ascoltare i pettegolezzi grandi e piccoli, e non lo si troverà per ascoltare la voce di Dio? Abbi il libro pronto per evitar perdita di tempo in ricerche.

Che cosa leggere: Leggi il Vangelo, il libro dei libri, l’imitazione di Cristo, il Trattato ed il Segreto di Maria del Montfort; leggi le vite dei Santi; nulla è più atto di esse ad infervorarci, diceva S. Filippo. Ma scegli quei santi non troppo straordinari, quelli possibilmente che vissero nelle tue condizioni: eviterai molte illusioni. Non cercar libri troppo sublimi o sen­timentali: consigliati con un buon direttore. Non vo­ler leggere tutti i nuovi libri che escono, ma abbine pochi, ben scelti, e rileggili senza stancarti, S. Fran­cesco di Sales portò con sè per più di venti anni il Combattimento Spirituale dello Scupoli. Come non è bene cambiar spesso il confessore, così non è bene mutar troppo spesso quei libri fondamentali che sono diventati la guida delle nostre anime. E’ come uno scolaro che volesse di tratto in tratto cambiar gram­matica; rimarrebbe disorientato e perderebbe il suo tempo.

Come leggere.

a) Prima della lettura invoca lo Spirito Santo o recita un’Ave Maria.

b) Durante la lettura figurati che sia proprio Gesù o Maria o quel dato Santo che ti rivolgano la parola. E quindi leggi con fede, con divozione, appli­cando tutto a te stesso. Leggi adagio e domanda tratto tratto a te stesso: Credi ciò? fai tu così? Come vuoi fare per l’avvenire? Oppure ripeti come S. Agostino: “Se questi e quegli sono riusciti a farsi santi, perchè non riuscirò anch’io?”. Procura di fare una lettura meditata: intercalata da pause, riflessioni, affetti, risoluzioni, come nella meditazione, benché più breve- mente. Se ti è possibile falla in chiesa, davanti a Gesù. Evita la precipitazione che ti impedisce di ascoltare la voce di Dio e ti fa perdere gran parte del frutto della lettura. Il tuo pensiero ed il tuo sguardo passino frequentemente dal libro al crocifisso e alla statua della Madonna. Pensa come Maria leggera durante la sua vita: qual raccoglimento, qual compo­stezza, qual fervore!

c) Al fine formula qualche risoluzione che con­creti il frutto della lettura e offrila a Maria doman­dando con un’Ave la grazia di metterla in pratica.

RICORDO. Leggi, prega, lavora. Che la lettura alimenti la pre­ghiera : che la preghiera penetri il tuo lavoro.

Gli esercizi spirituali con Maria

La scuola di guerra. — Cosi il P.Kécheur, re­dentorista, chiamava in un suo libro le case per ri­tiri chiusi. Come nella scuola di guerra si forma lo Stato Maggiore dei nostri eserciti, cosi in queste pie case vengono a formarsi le truppe scelte, i battaglioni d’assalto dell’esercito di Cristo, i dirigenti dell’apo­stolato cattolico. Ora Maria essendo il generale in capo di questo esercito, deve avere una parte prepon­derante nella formazione dei suoi soldati e ufficiali, cioè degli apostoli e dei santi

«Volete diventar dei santi? Andate a chiudervi in prigione in qualche casa d’esercizi; fatevi detenuti di Maria. Abbandonatevi completamente a Lei senza ri­serva, per alcuni giorni; passate questo tempo ad onorarla, pregarla, amarla, e pensare con Lei le grandi verità della fede, i grandi vostri doveri a domandarle il piano della vostra battaglia spirituale contro le vostre passioni e contro i nemici di Cristo e di Maria, e vi assicuro che voi sarete l’oggetto di una di quelle operazioni divine affidate da Dio alla Vergine, operazione e trasformazione che segnerà una data decisiva nella vostra vita ».

Felice chi può fare, almeno una volta in vita, gli esercizi chiusi! Tutti però possono trovare durante l’anno un periodo di tempo da consacrare unicamente all’anima. Si trova ben il tempo per prendersi le ferie onde riposare il corpo… Perchè non potrete anche voi, magari con la scusa delle ferie, andare a passare qualche giorno in una casa religiosa o all’ombra di un romito santuario di Maria, per ritemprarvi nello spirito?

Gli esercizi e la Madonna. — Perchè tanti eser­cizi sono senza frutto? Perchè chi li fa e spesso anche chi li predica, lasciano in un canto Maria. Si entra nel Cenacolo, come gli Apostoli, quando fecero il primo ritiro chiuso, ma non ci si entra, come essi con Maria, Madre di Gesù. Senza nè pensarlo; nè dirlo, si agisce un poco come se non si credesse Maria ci è necessaria, per ottenere la buona riuscita degli esercizi. Si aspetta il buon esito, dalla celebrità del predicatore, dall’abilità dei dirigenti, dalla buona volontà dei partecipanti, da tutto, eccetto che dall’in­te evento di Colei a cui si deve, secondo tutti i santi, la straordinaria effusione di Spirito S. sugli Apo­stoli. La Madonna fa la sua comparsa di parata, più o meno solenne, in una predica degli esercizi, come fa la sua comparsa il Vescovo, o un pezzo grosso dei dirigenti. Non si pensa che se Maria è Regina, è più di tutto Madre e Maestra, e lo è in modo speciale durante gli esercizi, che sono tempi decisivi per la nostra vita spirituale. Non già che in ogni predica si ! debba parlar di Maria, benché molti santi lo faces­sero, ma Maria deve entrar con noi, e dobbiamo sen­tirla presente durante tutto il tempo del nostro ritiro.

Non è forse Maria che ha ispirati e direi dettati i primi esercizi a S.Ignazio, sicché con ragione se ne può chiamare l’istitutrice? Quindi i migliori esercizi sono quelli che più partecipano dell’origine, cioè gli esercizi mariani, anche solo nel senso sopra indicato. E’ Maria che ci deve far comprendere e deve pene­trarci delle verità eterne; è Lei che ci deve far bene leggere al fondo dell’anima, per scoprire ciò che c’è dà mettere a posto; è Lei che ci deve ispirare le buone risoluzioni; è ai suoi piedi che dobbiamo de­porle per aver un po’ di speranza di poterle mettere in pratica.

Per il Ritiro Mensile, come pure per la Messa, la Confessione, la Comunione e per altre Pratiche di pietà vedi l’indice.

L’Ufficio con Maria

Prendendo il Breviario. – Maria prima di me ha recitato tante volte questi stessi salmi ed essi conservano ancora il profumo che hanno attinto al contatto delle sue labbra verginali; essi sono come una  reliquia del suo cuore. Oh potessi io avvicinarmi anche lontanamente alla sua fede, al suo fervore, al suo amore! Unisco almeno la mia recita alla sua.

Questi salmi erano per Maria SS. fonte, di pro­fonde meditazioni, di ineffabili consolazioni e, pas­sando attraverso al suo cuore, i sospiri di Davide, che sono i sospiri dell’umanità decaduta che invoca il Redentore salivano come un odoratissimo incenso al cospetto di Dio; ed io li recito con tanta freddezza e indifferenza!

Maria Corredentrice ha recitato questi salmi a nome dell’umanità, invocando soccorso per le innume­revoli sue necessità. Tu devi, come Cristo e come Maria, raccogliere nel tuo cuore tutte le miserie umane e dare alla preghiera, che tu reciti in nome della Chiesa, questa universalità che le compete.

Pensa alla guerra che si muove a Dio dalla Mas­soneria; alla scristianizzazione della Russia, alle orri­bili persecuzioni del Messico e della Spagna, all’innu­merevole numero di anime che si perde anche nella nostra patria, e sentirai allora il bisogno di pregar Dio ad aver pietà della sua Chiesa, e sentirai il bi­sogno di lodare ed amare Dio per tanti che lo odiano e lo combattono.

Prima dell’ufficio penetrati profondamente del pensiero che vai davanti a Dio a rappresentare la Chiesa intera per lodarlo a nome suo ed a perorare per tutti i suoi bisogni. Qual santità, qual fervore sarebbero necessari! Persuaso della tua indegnità umiliati profondamente, rinunzia a te stesso ed uni­sciti a Maria. Figurati di vederla prostrata davanti a Dio, nell’atteggiamento dell’Orante in cui è rap­presentata nelle Catacombe, o nell’atteggiamento di Mediatrice, in cui è manifestata nella 2a apparizione della Medaglia Miracolosa, mentre prega per il mondo intero che tiene fra le sue mani. Nasconditi dietro a Lei e domandale di far passare attraverso al suo cuore ed alle sue labbra ogni sillaba del tuo ufficio.

Durante l’Ufficio tieni sottocchio un’immagine di Maria e ferma di tratto in tratto il tuo sguardo su di Lei per raccoglierti, accendere il tuo fervore e rinnovare la tua unione con Lei. L’ufficio e ogni sua ora si apre con un’invocazione alla Vergine per mezzo dell’Ave Maria. Quest’Ave sia un’altra occasione per richiamarti il pensiero della Madonna. Le lodi e com­pieta si chiudono sempre con un’antifona mariana, che devi recitare con speciale divozione. Quanti versetti dei salmi si possono meravigliosa­mente applicare alla Madonna ed ai suoi schiavi! Non mancare di assaporarli con speciale gusto spi­rituale. Alcuni si figurano di dire l’ufficio facendo coro con la Madonna. Oh che bella compagnia !

Al termine dell’Ufficio, prostrato umilmente da­vanti a Dio, recita adagio il Sacrosanctae, domandando perdono a Dio delle negligenze, e pregando Maria a supplire alle tue deficienze, offrendo in compenso tutte le lodi da Lei date a Dio durante la sua vita. Queste stesse considerazioni servono per la recita del Piccolo Ufficio della Madonna.

Il lavoro manuale

S. Vincenzo diceva che dobbiamo amare Dio con il sudore della nostra fronte. Lo stesso si può dire della Madonna: un servo ed un figlio devono mostrare il loro amore e la loro fedeltà lavorando molto lavo rondo bene, senza risparmiarsi, facendo ciò che la propria Madre e Padrona vuole, nel tempo e nel modo che essa vuole, e facendolo non per vile interesse, non per genialità, ma perché Ella lo vuole desiderando che di piacere a Lei. Il lavoro è l’opera­zione che occupa la maggior parte della nostra gior­nata e della nostra vita: è quindi della massima im­portanza santificarlo e marializzarlo, cioè compierlo da veri schiavi di Maria.

Ricevi il lavoro da Maria : è Maria che vuole che faccia questo lavoro. Ella ti manifesta la sua volontà per mezzo dei superiori, dei doveri del tuo stato; e sarebbe un grande errore il trascurare i propri do­veri per darsi alla preghiera o ad altri lavori geniali. Questo lavoro e Maria che lo vuole: come questo pensiero lo rende bello e leggero! Anche compiendo il più umile ufficio io posso piacere a Maria! Come è buona Maria accontentandosi di sì poco!

Lavora con Maria : cioè in sua compagnia alla SUA PRESENZA. Procura di aver un’immagine di Maria nella camera di lavoro e di rallegrarla con giacula­torie, sguardi amorosi, canto di lodi. Verificherai così la parola del Salmo: Gli sguardi della schiava sono sempre attenti ai minimi cenni della sua Padrona Lavorando così con Maria ci si stanca meno, si lavora meglio, si merita di più.

Lavora come Maria, cioè prendi inoltre Maria come tuo modello. Maria fu un perfetto modello di operaia. Figlia di operai, Sposa di un operaio, Madre di un operaio, operaia autentica essa stessa tutta la sua vita, fece tutti quei lavori di casa, che si addi­cono ad una buona massaia. Come è consolante pen­sare che quegli stessi lavori che stai facendo furono fatti da Maria SS. con una tal perfezione e purezza d’intenzione che, al dir del B. di Montfort, dava mag­gior gloria a Dio con la minima delle sue azioni, per esempio filando la sua rocca, dando un punto d’ago, di S. Lorenzo sopra la sua graticola, anzi di tutti i Santi con le loro più eroiche virtù. (Tratt. n. 222).

Lavora con Maria, non fidandoti della tua capa citò, ma nel suo aiuto. Procura che il tuo lavoro sia sempre chiuso fra due Ave Maria.

Lavora in Maria, cioè cercando di appropriarti i sentimenti con cui Ella lavorava. Per Lei il lavoro era obbedienza, era amore di Dio e amore anche dei suoi figli, il suo lavoro era redenzione. Per noi il la­voro deve essere anche espiazione. Tutti, anche i ricchi devono lavorare, se non ne han bisogno per sé, lavo­rino per i poveri, per le missioni, per le chiese po­vere: così faceva Maria, specialmente dopo l’Ascen­sione di Gesù.

Lavora per Maria. Ella ha sempre lavorato per te, come una madre lavora pei figli, e noi godiamo il frutto dei suoi sudori, cioè i suoi meriti, che tutta la nostra ricchezza nella nostra estrema miseria. Dobbiamo lavorare per Lei perchè siamo suoi, perché il nostro corpo è suo, perchè il nostro tempo è suo. Tutto ciò che non è fatto per Lei è perduto, è tempo rubato a Maria. Nota però come Maria si accontenta dell’intenzione, mentre il frutto materiale del lavoro lo lascia a noi. Oh, non esser vissuti ai tempi della Madonna! fortunato Gesù e S. Giuseppe che lavora­vano sempre con Lei e per Lei, fortunati i suoi vicini che potevano prestarle direttamente qualche servizio!

Confortiamoci però, Maria vuol dare anche a noi questa consolazione. Come Gesù, Ella pure ci dice: « Ciò che farete all’ultimo dei vostri prossimi, l’avrete fatto a me ». Vuoi lavorare direttamente per Maria? Lavora per i poveri, lavora per i suoi altari ed avrai  lavorato per Maria, e Maria, da buona Padrona, se­gnerà tutto nel libro dei tuoi crediti per il paradiso.

ESEMPI. Si racconta del S. Curato d’Ars che da piccino, andando a zappare, portava seco l’inseparabile sua statuetta della Madonna e la coliocava a tre o quattro metri di distanza e poi si poneva a zap­pare con lena guardando sempre la sua Madonna per raggiungerla presto e, dopo averla baciata, ricollocarla un po’ più avanti e così tutto il giorno. La Madonna gradiva tanto quest’innocente ossequio che gli concedeva anche la forza materiale di andar di pari passo nel suo lavoro con il fratello assai più adulto di lui.
Il B. Gerarchino, quando non sapeva fare il mestiere che gli era imposto dal superiore, andava a farselo insegnare da Maria con una ingenua e fervida preghiera e la Vergine con non minore bontà e condiscendenza si faceva la sua maestra.

Lo studio con Maria

Maria ebbe da Dio una scienza infusa superiore a quella di Adamo innocente, del re Salomone e di tutti gli uomini che furono, sono e saranno; la Chiesa la saluta Sede della Sapienza e l’invoca Nostra Si­gnora dei Buoni Studi. Voi studenti e studentesse che avete scelto Maria a Guida, Maestra e Modello in tutte le azioni della vostra vita, è giusto che la invo­chiate come tale in modo speciale nei vostri studi Prima dello studio invoca Maria. Il Ven.Olier non poteva imparare nulla se non a forza di Ave Maria. Recita anche tu una breve preghiera, offrendole il tuo studio. (V. indice Studio).

Durante lo studio abbi davanti l’immagine della Vergine o un’immagine come segnalibro, e rivolgile spesso sguardi e affetti, specialmente nelle difficoltà Ricordati che Ella partecipa vivamente alle tue più infantili preoccupazioni. Va ai suoi piedi a consolarti nelle sconfitte, va pure a rallegrarti con Lei nei trionfi, dandone a Lei tutto il merito. Qual buona Maestra è Maria! Non ha bisogno di molte parole: Ella non solo insegna la scienza, ma fa ciò che nessun professore può fare, la infonde.

Studia con Maria, ma anche studia Maria nella meditazione e nella lettura spirituale e sappi anche dagli studi profani assurgere a Maria. Specialmente leggendo nelle opere letterarie i pazzi amori per mi­sere creature, vergognati di amar sì poco la Dama del tuo cuore, di saper fare sì poco per conquistarti il suo affetto, di esser sì poco generoso con Lei. Quelle frasi, che spesso sono vere bestemmie e se non altro vere sciocchezze, rivolgile con più ragione a Maria la più bella, la più amabile e la più amante di tutte le creature; la più fedele nel suo amore, la più generosa nel ricompensare i suoi amanti. Se hai qualche abilità artistica impiegala a glorificare Colei che è chiamata la Rapitrice dei cuori.

Umiltà nello studio. — Quanto plus et melius scis, tanto gravius inde judicaberis. Noli ergo extolli de ulla arte vel scientia, sed potius time de data tibi no- titia. (Imit. di Cristo).

Guai alla scienza sterile che non conduce all amor di Dio. (Bossuet).

Scientia inflat, charitas vero aedificat. (S. Paolo 1 Cor. VIII).    

Sunt qui scire volunt eo fine tantum ut sciant (la scienza per la scienza) et turpis curiositas est.
Sunt qui scire volunt ut sciantur ipsi (per farsi ve­dere) et turpis vanitas est.
Sunt qui scire volunt ut scientiam vendant, verbi gratia pro pecunia et honoribus et turpis questus est (vile mercato).                   
Sed sunt qui etiam scire volunt ut aedificentur et prudentia est.
Item qui scire volunt ut aedificent et charitas est.

Horum omnium solimi ultimi duo non inveniuntur in abusione scientiae, quippe qui ad hoc volunt intelligere ut bene agant. (S. Bernardo).

PROPOSITI.
1) Mi applicherò seriamente e costantemente allo studio (S. Giovanni Berkmans); perché Dio lo vuole, perché questo è il lavoro, che Maria vuole da me.                               

2) Procurerò di sapere molto, ma non farlo vedere (S. Filippo Neri).

  • Nelle difficoltà ricorrerò a Maria, Sede della Sapienza.
  • Studierò non solo per avere una posizione, ma per rendermi utile alla società e alla chiesa.
  • Proposito di un chierico: Mi immaginerò di avere attorno al mio tavolino le migliaia di anime che Dio mi ha destinate e che aspettano da me il pane della verità. Esse mi gridano: Studia, studia! Fa presto, ché noi periamo. Vieni e salvaci!

ESEMPI. La B. Labouré nella breve conversazione con la Madonna imparò più cose che non avrebbe imparato in molti anni dai suoi direttori. Il P. Alfonso Ratisbonne fu convertito e istruito nella fede da Maria in pochi istanti, senza neppur parlare. «La Madonna non mi ha detto nulla, confessava il convertito, ma ho capito tutto».

S. Edmondo diceva che, guardando l’immagine di Maria, non solo la sua mente restava illuminata, ma anche i suoi occhi si riposavano. Una notte studiando s’addormentò e la candela gli cadde sulla Bibbia aperta. Svegliatosi credeva di veder il suo libro rovinato, invece, avendo con un soffio spento il moccolo, trovò che il fuoco e la cera non vi avevano fatto alcun danno. Era la Vergine che gli manife­stava così il piacere che le procurava, studiando sempre come egli faceva, alla sua presenza.

Il grande teologo Suarez attribuiva alla Madonna tutta la sua scienza, e nei suoi dubbi non mancava di raccomandarsi a Lei. Il celebre storico Cesare Baronio non osò accingersi alla sua colossale opera, se non quando si fu accaparrato il favore della Regina delle scienze. La sigla della sua firma significa: Cesare, servo di Maria.

S. Caterina da Siena, di appena sette anni, desiderava di saper leggere per poter recitare l’Ufficio. Pregò fervorosamente la Ma­donna e si sentì esaudita: prese un libro e lesse correntemente, senza aver imparato neppur l’alfabeto. Il fatto è narrato dal Beato Rai­mondo che ne fu testimonio. S. Alberto Magno non deve forse a Maria la sua scienza meravigliosa ed universale? Ed il Beato Er­manno non le deve forse la guarigione miracolosa dalla sua balbuzie e la sua grande eloquenza?

Il celebre Abate Ruperto (sec. XII), Dun Scoto, il dottor sottile, furono miracolosamente dotati di scienza, che li confortò a prose­guire nello studio, in cui prima sentivano tanta difficoltà.

Il servo di Dio Giovanni Fori, aveva una sì tenera devozione per la Vergine che Ella ogni giorno lo visitava trattandolo con la più grande famigliarità, liberandolo dagli assalti del demonio e riempiendolo di delizie. Un giorno Gesù gli disse: Se sapessi ciò che mia Madre ti tiene in serbo! altra volta la Madonna in una delle sue visite lo saluta con queste parole: – Salve fratello mio! – Siate la benvenuta o mia dolce Regina, le risponde. – Ti ho chiamato fratello, riprende la Vergine, affinché tu mi parli come ad una celeste sorella. – Voi siete un orto chiuso, ardì rispondere Giovanni, o sorella mia: Hortus conclusus, soror mea. Allora, mentre egli si trovava al suo tavolo da studio, la Madonna venne a sedersi alla sua destra inondandogli l’anima di un indicibile dolcezza.

PREGHIERA. – O Maria, permettete a questo vile peccatore di chiamarvi anch’egli sorella e invitarvi a venirvi ad assidere almeno spiritualmente alla mia destra; ad ispirare i miei lavori ad illuminare la mia mente, a dirigere la mia penna, a suggerirmi le verità che volete ch’io scriva a gloria di Dio e vostra !

I premi di studio e la Madonna. In alcuni collegi dopo la distribuzione dei premi, i premiati si recano all’altare della Vergine ad offrirle gli allori che riconoscono aver conseguiti col suo aiuto.

L’Albo d’onore. Fra le altre industrie per stimolare l’emulazione dei giovani si usa in vari collegi raccogliere in un Albo d’onore 1 nomi di chi eccelle per condotta e studio. Nel Piccolo Seminario di S. Carlo di Vernoux (Francia) si volle dare a quest’uso un simpatico carattere sacro, consentaneo al carattere dell’istituto, dedicando l’Albo alla Vergine, con una graziosa dedica.

La Madonna e la corrispondenza

  1. Ricevendo la Corrispondenza. Le lettere pos­sono essere apportatrici di gioia o di tristezza : ricevi l’una e l’altra dalle mani di Maria. Ritarda a leggere la corrispondenza qualche po’ per mortificare la curio­sità ; se temi brutte notizie, va a leggerla ai piedi di Gesù sacramentato, come faceva S. Vincenzo, o ai piedi di Maria.
  2. Prima di scrivere domanda il permesso alla Madonna; domandati : Sarà Ella contenta ch’io scriva questa lettera?
  3. Mentre scrivi. Scrivi sotto lo sguardo di Maria e pregala di suggerirti ciò che devi scrivere, di gui- darti la mano. Evita le corrispondenze inutili.
  4. Invece di aver carta profumata di mondanità, usa carta con qualche simbolo sacro, o almeno poni in testa alla lettera una croce, o Viva Gesù – Viva Maria, o ancora le iniziali dei nomi di Gesù, Maria e Giuseppe (G. M. G.) oppure: Sia lodato Gesù Cristo o Venga il regno di Gesù per mezzo di Maria.
  5. Non scordare, a seconda del destinatario, di introdurre qualche buon pensiero o raccomandarti alle sue preghiere. Prima di spedire una lettera, special- mente se d’importanza, portala ai piedi del tuo alta­rino, lasciala sotto i piedi della Madonna, affinchè la Vergine benedica le tue parole.

La Madonna e l’apostolato

Sempre l’Apostolato è stato un dovere ed un bi­sogno per i veri cattolici; ma lo è in modo speciale in questi nostri tempi in cui la società va sempre più allontanandosi da Dio, escludendo Cristo dalla vita politica; ora che al clero riesce sempre più diffi­cile avvicinare il popolo. Il rifiorire dell’Azione Cat­tolica, (non già il sorgere, perchè è sempre esistita) è l’espressione di questo intensificato bisogno e di questo sempre più impellente dovere.

Inquadrati o no nei ranghi delle diverse branche dell’organizzazione cattolica, non possiamo assistere indifferenti alla rovina di tante anime, e stare inerti spettatori delle terribili lotte che combatte la Chiesa per il trionfo di Cristo. Questo dovere è più grave per ehi si gloria come te di appartenere in virtù della propria consacrazione in modo speciale a Maria SS., la grande Capitana dell’esercito di Cristo e ha as­sunto così un più stretto impegno di servirla e far propri i suoi interessi.

Ben a proposito Maria SS. è stata costituita Pa­trona dell’Azione Cattolica, e modello di ogni anima che si voglia dedicare all’apostolato; perché fu Lei che attrasse sui primi membri del laicato cattolico radunati attorno a Lei ed agli Apostoli nel Cenacolo l’abbondanza dello Spirito Santo. Fu Maria SS. che in quegli anni che sopravvisse all’Ascensione di Gesù fu la Guida, la Maestra, la Consigliera, non solo degli Apostoli, ma di quel movimento di apostolato laico, specialmente femminile, promosso dalle Pie Donne e che faceva capo alla Regina degli Apostoli. Apostolato di preghiera, apostolato dell’esempio, apo­stolato della carità e negli ambienti privati apostolato della parola, continuando e completando la predica­zione apostolica.

Anima che leggi, non invidiare le discepole della Madonna, Gesù vuole che anche tu sia un’apostolo e che lavori per il regno di Dio. Ma il tuo programma, come il loro, come quello del B. di Montfort, deve essere: Venga il Regno di Cristo per mezzo di Maria! Con Maria, in Maria e per Maria ! Che hai fatto finora? Che intendi fare per l’avvenire?

La Medaglia Miracolosa e l’Apostolato. —

  1. E’ questo, dopo la propria santificazione, il prin­cipale scopo della grande armata di apostoli che si sono raccolti sotto le insegne di Maria Immacolata.
  2. Scopo dell’Azione Cattolica non è forse quello di realizzare la 2a apparizione della Medaglia cioè che la croce di Cristo troneggi sul mondo? Ma perchè ciò si avveri bisogna che il mondo in generale e ogni anima in particolare sia fra le mani di Maria, si consacri a Lei.
  3. Maria ci insegna l’apostolato della preghiera (nella 2a apparizione si mostra nell’atto di pregare per il mondo) ; l’apostolato della sofferenza (l’“M” sor­montato dalla croce e il Cuor trafitto); l’apostolato dell’esempio (modestia delle sue vesti); apostolato della carità (raggi di grazie che fa scendere nel mondo, consolando gli afflitti, guarendo gli ammalati e elar­gendo ogni bene ai corpi e alle anime); apostolato dell’azione (viene dal cielo e porta la sua medaglia promettendo che convertirà i peccatori e produrrà in tutti un risveglio di fede ; suscita la Congregazione delle Figlie di Maria che saranno le apostole della sua medaglia e le annunziatrici dei suoi voleri).

Maria e le nostre croci

E’ certo nelle sofferenze, fisiche e spirituali, che maggiormente si sente il bisogno della presenza e dell’assistenza della madre ed è allora che maggiormente dobbiamo tenerci uniti alla Consolatrice degli afflitti, all’Aiuto dei Cristiani, alla Speranza dei di- sperati, alla Madonna della Pazienza.

1) Gli schiavi di Maria e le croci «Anche camminando verso il cielo per la via bella, breve, perfetta e facile di Maria non mancano aspre lotte da sostenere e grandi difficoltà da superare, ma questa buona Madre e Padrona si fa sì vicina e presente ai suoi fedeli servi, per rischiararli nelle loro tenebre, per illuminarli nei loro dubbi, per rassicurarli nei loro timori, per sostenerli nei loro combattimenti e nelle loro difficoltà, che davvero questa via verginale per trovare Gesù Cristo, è, paragonata ad ogni altra, una via di rose e di miele.

«Donde proviene allora che i servi fedeli di questa buona Madre hanno tante occasioni di patire, e più di coloro che non le sono ugualmente devoti? Sono invero contraddetti, perseguitati, calunniati, non li si possono soffrire, ovvero camminano fra tenebre inte- riori e per deserti ove non cade la minima stilla di rugiada celeste… Se questa devozione a Maria rende più facile la via per trovare Gesù, come mai sono essi più di ogni altro disprezzati?

2) Maria addolcisce le nostre croci. «E’ ve­rissimo che i servi più fedeli di Maria Vergine, es­sendo i suoi migliori favoriti, ricevono da lei le grazie e i favori celesti più segnalati, quali sono le croci; ma sostengo che sono altresì i servi di Maria quelli che portano queste croci con maggior facilità, merito e gloria, e che ciò che arresterebbe mille volte un altro o lo farebbe cadere, non arresta mai loro, nem­meno una volta sola, anzi li fa avanzare, perchè questa buona Madre, tutta piena di grazie e dell’unzione dello Spirito Santo, candisce tutte queste croci che loro procura, col zucchero della sua materna dolcezza e con l’unzione del puro amore: dimodoché essi le inghiottono allegramente come fossero noci candite, sebbene in realtà siano amarissime. E io credo che uno il quale voglia essere devoto e vivere piamente in Gesù Cristo e quindi soffrire persecuzioni e portare ogni dì la propria croce, non porterà mai croci grandi, ovvero non le potrà portare nè allegramente, nè sino alla fine, senza una tenera devozione alla Madonna, che è la confettura delle croci». (Trat. n. 152).

3) Tenera confidenza in Maria. « Il vero servo di Maria ricorre a Maria in tutti i suoi bisogni di corpo e di  spirito, con molta semplicità, fiducia e tenerezza, e a Lei si rivolge per aiuto, come a sua vera buona Madre, in ogni tempo, in ogni luogo e in ogni cosa: nei suoi dubbi, per essere rischiarata; nei suoi traviamenti, per essere raddrizzata; nelle sue tentazioni, per essere sostenuta; nelle sue debolezze, per essere fortificata; nelle sue cadute, per essere rialzata; nei suoi scoraggiamenti, per essere rianimata; nei suoi scrupoli, per esserne liberata; nelle sue croci, lavori e contrarietà della vita, per essere consolata. Insomma  il vero devoto di Maria, in tutti i suoi mali corporali  e spirituali, si rivolge abitualmente a lei senz’alcun timore d’importunare questa buona Madre e di dispiacere a Gesù (Tratt. n. 107).

Maria e i pasti

La S. Schiavitù ti aiuterà a santificare anche que­st’azione in sé così materiale e terrena. Bisogna che ti sforzi di nobilitare quest’atto, a cui ci dovremmo assoggettare, come ad un’umiliante necessità e che invece è per molti il pensiero dominante della vita. Quante anime pie, e anche religiose, che hanno sa­puto rinunciare a tutto, sono poi invece schiave della gola! Un’anima spirituale, creata per il cielo, nutrita del pane degli angeli, si abbassa poi a cercare con sregolata avidità un diletto che abbiamo comune con le bestie! Impariamo a mangiare da uomini, da cri­stiani, da schiavi di Maria.

1) MANGIARE, DA UOMINI. MANGIAMO PER VIVERE E NON VIVIAMO PER MANGIARE. Qual dolorosa neces­sità dover interrompere lo studio, la preghiera, le opere di carità per dover pensare a mangiare e poi a digerire… Assoggettati perciò come ad una neces­sità: e non essere di quelli che non sanno parlare d’altro che di ciò che hanno mangiato o di ciò che man­geranno,.. Non esser di quegli incontentabili che si lamentano sempre. Impara, per quando te lo permette la salute (e non gli scrupoli sanitari), impara a mangiar di tutto e trovar tutto buono.

2) MANGIARE DA CRISTIANI. Sappi condire i tuoi pasti con là preghiera e con la mortificazione. Cerca di nutrire durante i pasti anche la tua anima con qualche buon pensiero: Non di solo pane vive l’uomo. Pensa a tanti che sono senza pane… pensa alle atroci pene con cui si scontano in Purgatorio i più piccoli atti di gola… alle eterne ricompense con cui un giorno Dio rimunererà le più piccole mortificazioni: Dio farà sedere al banchetto dell’eterna felicità gli eletti ed Egli stesso, di sua mano, li servirà!

Quando Gesù mangiava non poteva non pensare all’ultima cena nella quale avrebbe trasformata quel pane e quel vino nel suo corpo e nel suo sangue per cibo dell’anima nostra… A tavola cerca di pensare più agli altri che a te stesso, procurando di rendere mille piccoli servizi ad imitazione di Gesù che diceva di essere venuto per servire e non per essere servito.
– Secondo il consiglio dello stesso Salvatore cerca l’ultimo posto, senza però esagerare nelle cerimonie.
– Non ostentare, ma copri le tue mortificazioni.

3) MANGIARE DA SCHIAVO DI MARIA. Come è di­vinamente bello pensare alla Madonna che serve Gesù a tavola, che mangia accanto a Lui. Oh, la povera Madre non pensava affatto al cibo, ma pensava al suo Gesù, al modo di trattarlo il meglio possibile, per quanto glielo permetteva la sua povertà… Sappi anche tu mangiare alla presenza di Gesù e di Maria. Maria dava i bocconi più buoni a Gesù, i santi face­vano altrettanto dando il meglio ai poveri o astenen­dosi da qualche boccone più ghiotto per offrirlo a Gesù.
Maria beveva le parole che scendevano dal labbro di Gesù, sappi anche tu introdurre qualche buona conversazione, coltivare senza sforzo qualche buon pensiero,

4) ABITUATI A VEDER IN CHI TI SERVE A TAVOLA LA MADONNA e ti sarà facile mangiare con umiltà: Io che sono il servo essere servito! Ho meritato questo cibo che mangio? Oh come la Madonna tratta bene i suoi servi! Mangerai con mortificazione: Come oserai lamentarti di ciò che ti dà la Madonna? E questa non è una fantasia: là Madonna vuole veramente che accetti in nome suo ciò che ti portano senza lamen­tarti, ringraziandone il Signore.
Recita, come S. Giovanni Berkmans, un Ave Maria prima di ogni pasto e non mancare di digiunare o fare una speciale mortificazione ogni sabato e vigilia delle feste della Madonna.

5) DOPO I PASTI recita la solita preghiera con un’altra Ave Maria, risolvendo di cominciare a ser­vire con più fervore una sì buona Padrona.

ESEMPIO. La Madre Matilde del SS. Sacramento aveva adottato per i suoi monasteri la pratica che due volte al giorno fosse portata la prima e la miglior porzione ai piedi della Vergine (quale Abba- dessa del monastero) e quindi venisse poi distribuita ai poveri.

La Madonna e i nostri svaghi

Il cristianesimo e la gioia. — Coloro che ci rappresentano il cattolicismo come la religione della tristezza, della melanconia e del pianto, le rendono un ben brutto servizio. Coloro che non sanno concepire la santità se non vestita d’un saio, coi flagelli in mano, ed un teschio davanti agli occhi, fanno il gioco dei suoi nemici. Un giorno Federico II re di Prussia, con sagace, per quanto diabolica intuizione, diceva ad un suo confidente : «Sapete voi che bisogna fare per farla finita col Cattolicismo? Bisogna farne un gufo», cioè farlo credere la religione delle tenebre e della solitaria tristezza rappresentata in quel ributtante uccello notturno.

Invece no, mille volte no, il cattolicismo invece è la religione della bellezza e della gioia, ed esso ha reso bello e tollerabile anche ciò che vi ha di più ributtante ed insopportabile nella natura e nella vita. Fin dal suo primo apparire è stato presentato come la religione della gioia: Nolite timer e, annuntio vobis gaudium magnum, dicono gli angeli ai pastori. Ed il Cristianesimo sarà il Vangelo nel senso eti­mologico della parola, cioè la Buona Novella.

Al di sopra della misera greppia, in cui riposa il Bambino divino, gli Angeli riprendono il tema della gioia, è in due parole ne procla­mano la formola eterna : Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. La gioia e la pace saranno due frutti della discesa e della abita­zione in noi, dello Spirito Consolatore. E Paolo si farà il banditore della gioia, e caratterizzerà il Cristianesimo con quelle parole: Gau­dete, iterum dico gaudete.

Se il cristianesimo è la religione della gioia, perchè è la religione della Redenzione, della riabilitazione, delle eterne speranze, lo è in particolare, perchè è la religione della Vergine, di colei che noi go­diamo chiamare Causa nostrae laetitiae ; dolcezza e speranza nostra.

Il cristianesimo adunque non ci proibisce la gioia e tutte le sue manifestazioni, purché onesto. Ecco l’unico limite che la religione pone alle manifestazioni della nostra gioia. E’ il limite oltre il quale non vi può essere vera gioia, perchè comincia il regno del disordine e del rimorso. State allegri, ma non fate peccati, ecco come un gran santo ha riassunto la legge della gioia cristiana, legge già for­mutata da S. Paolo nel suo «Gaudete in Domino semper».

La Vera Devozione a Maria, che forma una profumata aiuola nel giardino della Chiesa, è più che mai ricca del fiore sì raro della vera gioia. La nostra dolce servitù, è una servitù d’amore e quindi di gioia. La nostra buona Padrona, non è un avaro capitalista che voglia sfruttare i suoi soggetti a tutto suo vantaggio. Ella ci permette e anzi ci comanda, a tempo e luogo, leciti divertimenti e liete ricrea­zioni, assicurandoci che anche divertendoci possiamo amarla e servirla.

SANTIFICA LE TUE RICREAZIONI. Ricevendole da Maria e facendole con Maria, cioè in modo che Ella possa partecipare alle tue ricreazioni e trovarvisi bene. Maria se è possibile vi presieda dal suo trono nei laboratori, dalla sua nicchia nei cortili e negli oratori. Abbia parte alle tue ricreazioni: Pensa a Maria — Parla a Maria — Parla di Maria — Sorridi a Maria — Canta Maria — Parla e divertiti alla presenza di Maria, e così eviterai le mormorazioni e le malignità. Non par­lerai sempre di te stesso, sarai benevolo con tutti, non sarai egoista, ti farai un piacere di accontentare gli altri, di prestar loro mille piccoli servizi.
La ricreazione è una palestra di virtù: è nella con­vivenza, è al contatto e nell’attrito con gli altri che si conosce la vera pietà, che manifestiamo se la nostra virtù è soda, se siamo insomma veri schiavi di Maria.

Le vacanze e la Madonna. — Dobbiamo essere di Maria, totalmente, sempre, in ogni luogo, e quindi anche e direi in modo speciale nelle vacanze, quando è più difficile esserlo, e dove abbiamo maggiori occa­sioni di mostrare la nostra fedeltà alla nostra Consa­crazione. Quindi anche le nostre vacanze devono es­sere mariane. In che modo ?

1) Ricevendole con gratitudine dalle mani della Madonna, ammirando la generosità e la bontà con cui la nostra Padrona tratta i suoi servi. Accet­tandole con le intenzioni con cui Ella ce le concede, cioè per ritemprare le nostre forze, onde proseguire sempre maggior alacrità nel suo servizio. Prima perciò di partire per le vacanze va ai piedi della Ver­gine a ringraziarla e ad offrirle il tempo di riposo ohe ti dà, pregandola di concederti di trascorrerle senza pericolo. Se sei in collegio, giunto a casa, va quanto prima a rinnovare la tua offerta in qualche santuario o cappella di Maria.

2) Facendole con Maria. Vedi ciò che ti ho detto a riguardo delle ricreazioni. Fa partecipare Maria alle tue vacanze occupandoti di Lei: ornando i suoi altari, visitando i suoi santuari, leggendo con più agio libri mariani. Non partecipare a divertimenti o con­versazioni ove Maria non possa seguirti! Che Maria non abbia ad arrossire di te e vergognarsi del suo figlio e schiavo. Trascorri le tue vacanze con Maria cioè prendendo Maria come Modello. Modello nella purità d’intenzione, modello nella fuga dell’ozio, nella fuga delle conversazioni sciocche e mondane, modello nella modestia del vestire, modello nella bontà e nello spirito di sacrificio, cercando di renderti utile a tutti, di spargere attorno a te quella gioia innocente, che è una predica continua ed efficace.

3) Le tue vacanze devono essere mariane, spe­cialmente per l’intensificato apostolato mariano. Apo­stolato dell’esempio, apostolato della parola, aposto­lato della stampa.

  1. Apostolato dell’esempio. Non trascurare le tue pratiche di pietà, ma moltiplicale e procura di asso­ciarti i tuoi amici nelle tue devozioni. Quanti che in collegio o in città facevano la comunione frequente, andati in campagna è molto se ascoltano la messa domenicale ! La tua pietà sia allegra, socievole.
  2. Apostolato della parola. Non prediche, ma a tempo e luogo, una buona parola, un’esortazione umile, accompagnata da qualche servizio, da un sorriso affet­tuoso. Dillo a tante anime che vanno in cerca di un cuore fedele, che han sete di pace, che vi è un cuore che le comprende, che le ama più di quanto nessuna creatura potrà mai fare. Parla loro della felicità che si gode nell’amare Maria, nell’appartenere a Lei. Sono spesso anime buone, fatte per il Signore che solo l’edu­cazione, l’ambiente e l’ignoranza tengono lontane da Lui.
  3. Apostolato del libro. Tutti ormai hanno com­preso la potenza della stampa. Sappi sacrificare qualche divertimento, qualche inutile leccornia, e acquista libri mariani, seminali attorno a te, dimenticali nelle case, siano la tua mancia, il tuo ricordo. Oh, se Dio ti fa- cesse la grazia di conquistare anche un’anima sola ad un più intenso amore verso la Madre sua, come potresti riguardarti fortunato! Ricordati che la tua consacrazione è un formale impegno di lavorare per la diffusione della Vera Devozione. Non è possibile aver compresa la vera devozione e non farsene apo­stoli.

La villeggiatura. — Se poi puoi concederti il lusso di andare in villeggiatura al mare o ai monti, devi doppiamente ringraziarne la Madonna e ricono­scere che un povero schiavo non meriterebbe tanti ri­guardi. E la gratitudine sia unita ad un santo timore di quelle parole del Vangelo: Guai a voi, o ricchi, che avete in questo mondo tutto ciò che volete. Evita perciò lo sperpero per soccorrere i poveri: guai a noi, se mentre ci diamo alla bella vita vi è Lazzaro che demanda inutilmente un pane da sfamarsi. Guai a noi, perchè la sua voce salirebbe al cospetto di Dio e ci attirerebbe sul capo la sua maledizione.
Va adunque in villeggiatura con umile gratitudine e se non puoi andarvi per le tue faccende o per po­vertà, lodane Dio ugualmente. Sarai più simile alla Madonna, che certo non andava nè al mare nè ai monti.
Attenti però dove e con chi vai. Quanti sono tor­nati dalla villeggiatura non solo colla pelle, ma con l’anima annerita.
Fa la tua villeggiatura con Maria, come già dissi per le vacanze in genere. Se vai ai monti pensa che Maria è il monte di Dio, ed anche il nostro monte che ci avvicina al cielo, ove possiamo respirare un’atmo­sfera spiritualmente più pura, donde si vede meglio la bassezza e la piccolezza delle cose della terra.

Viaggiare con Maria. (V. Benedizione di Maria). Affida a Colei che è la tua Via, che è invocata N. Signora del Buon Viaggio (Santuario all’entrata della Baia delle Amazzoni), Madonna della strada, S. Maria in Via (Roma) l’esito del tuo viaggio. Pregala recitando o cantando l’Ave, Maris Stella… «iter para tutum: con­cedici viaggio tranquillo ».
Viaggia con Maria portando teco la sua medaglia, la corona. Viaggia con Maria portando teco medaglie, foglietti e libretti da diffondere e cercando ogni occasione di parlare di Lei. E’ la Ma­donna che ti manda quel vicino e compagno di viaggio affinchè gli faccia del bene.
Viaggia con Maria pensando ai suoi viaggi (Visita a S. Elisabetta – Fuga e ritorno dall’Egitto – Andata a Gerusalemme, ecc.), e pro­curando di uniformarti ai suoi sentimenti.
Pensa al grande viaggio della vita, per il cui buon esito hai più che mai bisogno di Maria. Pensa all’ultimo viaggio dalla terra al cielo, nel quale prega N. Signora della Buona Morte ad esserti guida e compagna. — Ringrazia Dio per i progressi della scienza che hanno reso sì comodi i viaggi.

La Madonna e il mare. — Nell’Istria esiste un santuario della Madonna del mare, a cui si racco­mandano coloro che si affidano al liquido elemento, che tante centinaia di vittime ogni anno seppellisce nel suo seno. Perchè non metterai anche i tuoi bagni sotto la protezione della Stella del mare? Quante vit­time di corpi fa ogni anno la spiaggia! ma special- mente quanti naufragi e vittime di anima! Sta ben unito alla Madonna, la sua medaglia, che non devi mai deporre, sia il tuo salvagente, le catene della tua schiavitù siano la tua corda di salvezza..

Sappi isolarti un poco dall’ambiente della vita della spiaggia, così materiale, così banale e purtroppo così sensuale. Davanti al maestoso aspetto del mare che ti predica in modo così eloquente la grandezza infi­nita di Dio in cui viviamo, ci muoviamo e stiamo, sappi innalzarti un po’ più in alto della vita sì sciocca della spiaggia. Medita la stoltezza dell’uomo che fa tante fatiche e spese, per aver un po’ dì benessere corporale nei mesi estivi e nulla fa per procurarsi il benessere eterno del cielo.

Abbi la buona pratica, che tanti usano senza ver­gogna, di farti il Segno della Croce prima di but­tarti in mare e, quando ti vedrai immerso nell’acqua, pensa che il mare è simbolo di Maria, serbatoio di tutte le grazie di Dio. Ricorda le parole del Montfort che dice che noi dobbiamo vivere in Maria, abbando­narci e perderci in Lei come una pietra gettata in mare[1].

Preghiera. – Oh Maria, vivete voi in me, e fate ch’io viva in Voi. Siate il mio elemento come l’acqua è l’elemento vitale del pesce, siate la mia atmosfera, siate il mio respiro, siate la mia vita. Fate che io possa fare una intensificata cura di vera devozione, e mentre l’acqua del mare ed i raggi del. sole purificano e fortificano il mio corpo, l’acqua della vostra grazia, il caldo del vostro amore, purifichino e forti­fichino l’indebolita ed anemica anima mia, sicché io possa, dopo di aver deposto non solo la pelle del corpo, ma anche la pelle dei due mistici capretti scuoiati da Giacobbe per ordine di Rebecca, cioè dopo essermi spogliato del vecchio uomo con le sue pas­sioni, rivestirmi della vostra innocenza e delle vostre virtù. Così sia.

Maria e la carità per i poveri

1) Esercita la tua carità come Maria, cioè pren­dendo per modello Colei che è la Madre della Mise­ricordia; Colei che dopo Gesù ha il cuore più com­passionevole che mai sia esistito. Oh, chi ci svelerà gli abissi di carità del cuore di Maria?

ESEMPI. S. Tommaso da Villanova faceva un giorno questa ori­ginale osservazione: «Notate che Gesù era straniero e come esule sulla terra, e Maria l’ha accolto e gli ha dato ospitalità. Ebbe fame ed Ella l’ha nutrito. Era nudo ed Ella l’ha vestito. Più tardi fu lan­guente e gemente sul letto della croce e Maria andò a visitarlo e raccolse il suo ultimo respiro e dopo morto lo seppellì». Sicché Maria esercitò verso Gesù tutte le opere di misericordia: ebbene anche tu puoi compiere gli stessi uffici presso Gesù nella persona dei poveri. Ti conceda la Vergine di compierli con la stessa sua fede, con lo stesso suo amore.
Va ai poveri con Maria come il Ven. Olier che aveva attaccato alla borsa delle elemosine pei poveri un’immagine della Madonna, che aveva costituito avvocata e custode del loro tesoro; e più d’una volta si dovette ammirare che quella borsa, ch’egli vuotava sì spesso, sembrava davvero inesauribile. Quando meno vi pensava, ecco che qualche persona gli portava di che riempirla di nuovo. «Ecco, diceva un giorno il venerabile, ecco, Colei sulla quale mi riposo, per tutti i bisogni  dei miei poveri. Io le espongo le loro necessità ed Ella ha la bontà di provvedervi. Non c’è che da abbandonarsi a Lei in ogni cosa».

2) Compi le opere di carità per amor di Maria, felice di farle piacere. E’ tale l’amore di Maria per tutti i suoi bisognosi e sofferenti figli che non puoi farle cosa più grata del venir loro in soccorso. Che farebbe Maria se fosse ancora su questa terra? Ciò che senza miracolo non può fare Lei, vuole che per Lei, in nome suo, a suo posto, lo faccia tu. Come ci sarebbe stata riconoscente una madre che durante la guerra ci avesse visti da lontano soccorrere, curare e consolare il suo figlio, verso cui nulla ella poteva fare! Ebbene Maria ti è mille volte più riconoscente e riguarda veramente come fatto a sè ciò che fai pei suoi figli. Consolo il cuore della Madre mia! Oh, come questo pensiero ti deve rendere facile ogni opera di carità, anche la più gravosa!

ESEMPIO. E’ specialmente nel giorno di sabato e nelle feste della Madonna che i santi amavano esercitare la loro carità. S. Luigi, re dì Francia per onorare e imitare Maria SS. faceva radunare ogni sabato una moltitudine di poveri nel suo palazzo. Lavava loro i piedi, glieli asciugava e baciava; poi li faceva mettere a tavola e li serviva con le sue mani reali, più soddisfatto di glorificare così la sua santa Madre, che di tutti gli omaggi che poteva ricevere dalla sua corte. La Madonna gli concesse di morire, secondo il suo desi­derio, in un sabato, coronando così con i suoi ultimi sospiri tutti gli omaggi che le aveva reso in quel giorno, durante tutta la sua santa vita.

3) Bisogna abituare di nuovo i poveri a doman­dare per amor di Dio e ricordati di domandare in ricompensa della tua carità l’elemosina delle loro pre­ghiere. Potente è la preghiera del povero al cospetto di Dio e la Madonna non potrà non esaudire le pre­ghiere dei suoi poveri.

ESEMPIO. S. Elisabetta d’Ungheria nella sua infanzia non aveva grandi beni da elargire ai poveri, ma il suo amore per la Madonna le faceva trovare mille mezzi per sollevarli nelle lóro miserie. Ma siccome era per amor di sì buona Madre che faceva l’elemosina, domandava sempre in cambio un’Ave Maria.

4) In fine, porta Maria ai poveri. Fa in modo che Ella sia la loro grande ricchezza, il loro tesoro ed ogni loro bene. Ispira loro una grande fiducia in questa sì buona Madre; affinché si abbandonino senza ri­serva alle sue cure materne. Delicatissimo pensiero è stato quello delle Damine della Carità della nostra città di consacrare le famiglie dei loro poveri alla Madonna regalando ad essi l’immagine per l’introniz­zazione. Mi auguro che il loro esempio venga, larga- mente imitato.

Preghiera. – O Vergine SS., che ultimamente vo­leste essere chiamata Madonna dei poveri, regnate sui poveri di Gesù. Siate la luce, il calore, il sole di quei focolari ove si è assisa la miseria. Consolateli, bene­diteli, riscaldateli col vostro amore. Fate che essi co­noscano le tenerezze del vostro cuore ed i frutti della vostra potente intercessione.

Pie pratiche per vivere con Maria

  1. Divozione al Nome, Feste e Mesi Mariani;
  2. Portare le sue livree e iscriversi alle sue Confraternite;
  3. Divozione del Piccolo Ufficio della Madonna e dell’immacolata;
  4. Divozione del Sabato specialmente del 1° del mese;
  5. Digiunare o almeno fare qualche mortificazione il Sabato e nelle Vigilie delle Feste Mariane;
  6. Divozione alle immagini di Maria. — a) Salutarle divotamente, come il ,B. di Montfort, il Ven. Olier e specialmente S. Bernardo che ebbe un giorno la fortuna di sentirsi rispondere al suo « Salve, o Maria ! » con un « Salve, o Bernardo ! ». Maria non commette certo l’indelicatezza di non ricambiare il saluto. Maria risponde sempre, se non sensibilmente, certo invisibilmente con una benedizione, con qualche grazia spirituale. S. Alfonso Rodriguez diceva incontrando un’immagine di Maria : O Gesù, o Maria, miei dolcissimi amori, che per voi io soffra, che per voi io muoia, ch’io sia tutto vostro e non più mio. Puoi anche adottare quest’altra invocazione : Vi saluto, o Maria, salutate Gesù da parte mia.
    b) Ornarle. — Il B. Enrico Susone aveva cura di offrire a Maria la prima rosa che sbocciasse in primavera. In seguito ne intrecciava una corona ed andava a porla sul capo della Vergine, proclaman­dola la piu bella e la più soave di tutti i fiori. Uh giorno la Ver­gine volle testimoniargli quanto Ella gradisse quell’omaggio ; parve che abbandonato l’altare si avvicinasse al Beato domandandogli di cantare questo versetto della liturgia medioevale : O vernalis rosula, o piccola rosa primaverile. Enrico obbedì e nello stesso istante la voce degli Angeli del cielo venne ad unirsi a quella del loro fratello della terra, per celebrare la loro comune Regina, la Rosa dell’Eterna Primavera.
  7. Al suono delle ore. — S. Francesco Saverio udendo suonar l’orologio diceva: Madre di Dio, ricordatevi di me! S. Alfonso interrompeva la conversazione o le sue occupazioni per recitare una Ave Maria. S. Vincenzo si scopriva il capo e diceva : Deus in adjutorium, ecc. Altri si raccoglievano e facevano una comunione spirituale e dicevano un Gloria sforzandoci di far tutto per la mag­gior gloria di Dio. – S. Alfonso Rodriguez recitava un’Ave al suono delle ore e la Madonna gradiva tanto quest’ossequio, che anche di notte mandava un angelo a svegliarlo a tutte le ore per non restarne priva neppur in quel tempo.
    Altro pensiero : La fugacità e la preziosità del tempo. Le ore, i giorni, gli anni passano e non torneranno mai più, mai più. — Si vive una sola volta : qual pazzia perder anche una sola ora di questo tempo che Dio mi ha dato per farmi santo, per conquistarmi il cielo. Il tempo vale quanto il paradiso, quanto Dio! Che fai in questo mo­mento? Ricordati che il tempo non è più tuo, ma della Madonna; devi impiegarlo tutto per Lei… Orsù, scuotiti e rinnova la tua dona­zione : Sacro Cuore di Gesù, mi consacro tutto a Voi per mezzo di Maria! – e comincia subito ad occupar meglio il tuo tempo.
  8. Lampade a Maria. — Già gli antichi Romani avevano vicino alla porta, sopra un mattone sporgente, una lampada agli dei pe­nati ; e noi onoreremo meno la nostra Padrona e l’Angelo tutelare delle nostre case? I nostri vecchi avevano meno costosi ed inutili gingilli, ornavano meno le loro sale di mobili ed arredamenti che sono solo da vedere e non servono a nulla, ma trovavano però il denaro da intronizzare la Madonna nel posto d’onore in casa o sulla facciata e davanti ad essa non mancava mai la lampada simbolica. Simbolo di Maria, nostra luce, simbolo del nostro cuore che vor­remmo si consumasse perpetuamente davanti a Lei.
  9. I Piloni ed i Tabernacoli di Maria. — Una volta se ne incon­trava un po’ dappertutto, espressivo simbolo della presenza di Maria in mezzo a noi, della sua universale padronanza e protezione su di noi e sui nostri beni. Come era dolce al pellegrino stanco il ripo­sarsi all’ombra d’un Tabernacolo dì Maria! Come esprimevano bene l’ufficio di Maria a riguardo degli uomini tutti pellegrini lungo la via della vita !
    Come era bello vedere l’agricoltore scoprirsi e salutare Maria an­dando o tornando dal lavoro con i suoi strumenti da lavoro in ispalla ! Veder le madri andar a sfogare le loro pene ai piedi di Maria, le giovani a deporre le loro speranze, i bambini a portarvi i fiori, i vecchi domandar ora pro nobis… in hora mortìs nostrae! Quante lacrime consolavano, quanti peccati impedivano, quanti tra­viati erano ricondotti sulla retta via da quei Tabernacoli! Quei po­veri Piloni supplivano alla mancanza di avere vicino un Santuario ed avevano una parte importantissima sulla formazione morale e re­ligiosa del popolo.
    Chi può dire l’influenza spirituale di quel mazzo di fiori agresti infitto sulla grata di quel rustico pilone ; di quel giornaliero saluto, di quel frequente e quasi involontario ricordo di Maria ; di quei ro­sari recitati nelle belle serate di maggio o d’ottobre, fra il profumo dei fiori o dei mosti ed il canto dei grilli? Quel canto delle litanie, che risuonava sulle colline vicine e scendeva come balsamo all’anima, trasportandola in un mondo superiore, non si dimentica più. E nep­pure Maria lo dimentica che, contenta di vedersi circondata dai suoi figli in mezzo a quei campi testimoni delle loro fatiche e delle loro speranze, ha spesso ricompensato con grazie e prodigi la fiducia e l’amore di quelle anime semplici e buone. Quanti celebri santuari debbono la loro origine a prodigi operati da Maria presso qualche suo povero pilone! Oh, chi lo può, restauri o edifichi quei e cari Piloni; non potrebbe fare cosa più gradita alla Madonna e più utile alle anime.

Preghiere della sera con Maria

Con Maria hai cominciata la tua giornata, con Maria devi terminarla; a Maria devi consacrarne gli ultimi istanti, per trovare poi in Lei il tuo riposo. Se vivi in famiglia procura di introdurre la bella pratica delle preghiere e, meglio ancora, del Rosario in co­mune davanti all’altarino, che deve essere il santuario della famiglia. Per evitare di dire le tue preghiere meccanicamente procura di metterti bene alla pre­senza di Dio e riempirti di uno di questi tre senti­menti :

  1. Sentimento di gratitudine. Dio mi ha con­servato in vita mentre 50.000 uomini oggi sono morti. Dio mi ha conservato sano e salvo mentre tante di­sgrazie e malattie hanno colpito altri. Dio mi ha con­cesso oggi mille doni temporali e spirituali. Come fu buono con me il Signore!
  2. Pentimento. Oh miserabile ! Dio fu sì buono con me ed io che feci per Lui? Che bene ho fatto? E quel po’ di bene come l’ho fatto? E ciò sarebbe il meno: quante colpe oggi ho commesso! Se dovessi morire questa notte sarei disposto? Eppure stanotte forse… Misericordia, o Gesù, voglio mutare vita… Per­donatemi…
  3. Domanda. La notte fa paura, il sonno è troppo simile alla morte. Le tenebre sono propizie al demonio. O Vergine benedetta, mettetemi sotto il vostro manto; proteggetemi questa notte, tenete lontano il nemico, liberatemi dalla morte improvvisa.

Terminate le preghiere, leggi il soggetto e qualche riga della me­ditazione del giorno dopo e quindi adempì la Pratica delle tre Ave Maria e, ricevuta la benedizione di Maria, va a riposare.

Il riposo con Maria

ANDANDO A LETTO. Spogliati con grande mo­destia, alla presenta della Madonna, recitando qualche preghiera o pensando alla meditazione di domani. Pro­cura di avere accanto al letto l’acquasantiera, aspergi il tuo letto di acqua santa e segnati dicendo : Gesù nella mia mente – Gesù nella mia bocca – Gesù nel mio cuore.

Soggiungi la triplice giaculatoria : Gesù, Giuseppe e Maria, ecc., ricevi un’ultima benedizione della Madonna, bacia il Crocifisso e la Medaglia, e, presa in mano la tua corona, coricati, riconoscente che la Ma­donna ti abbia preparato un letto sì morbido. Fortu­nato te, se al termine della tua giornata, potrai dire: Oggi ho lavorato per Maria e con Maria; la mia è stata una giornata veramente Mariana.
Nel bel Cuor di Gesù, che m’ha redento,
Con la Vergine Madre, io m’addormento!

PENSIERI ANDANDO A RIPOSO: Tutto passa! Dopo tutte le feste, i piaceri, i trionfi compare tetra la morte: E poi? Bisogna morire e comparir davanti a a Dio! — Saresti pronto se questa notte Dio ti chia­masse? Eppure stanotte puoi morire, nessuno ti può promettere il domani.,. Se non sei pronto che aspetti?

Oggi è passato e per sempre e non potrò mai più fare il bene che oggi ho trascurato di fare. Come è possibile addormentarsi senza aver l’anima tran­quilla pensando che possiamo risvegliarci nell’eter­nità? — Puoi dire d’aver servito davvero la tua Pa­drona? — Oh quando, o Signore, mi riposerò in Voi, mia unica ed eterna pace?

PENSIERI STANDO IN LETTO: Gesù non aveva una pietra ove posare il capo, ed ebbe per letto di morte una croce e io un letto si morbido… Tanti poveri sono senza tetto, senza coltri ed io qui ai caldo. Che me rito ho io più di loro? Ed oserò lamentarmi e cer­care sempre nuove comodità? l santi non dormivano volontariamente per terra o sul duro legno? – Per i miei peccati meriterei di essere nell’inferno su un letto di fiamme… per sempre… ed invece sono ancora qui e posso sperare di andare eternamente in cielo!— Pensa che un giorno, forse non lontano, giacerai su questo stesso letto cadavere… un lenzuolo ti coprirà la faccia diventata paurosa… e l’anima tua dove sarà?

ESEMPI. Un giorno Gesù apparve a S. Matilde è le disse : Se uno desidera sinceramente che ogni suo respiro durante la notte sia come un ardente atto di amore e di lode, io accoglierò il suo desiderio come se fosse realtà. — Chi vuol prendere sonno pensi a me, parli con me.
Lo stesso benignissimo Gesù diceva a S. Geltrude : Chi si appli­cherà alle necessità corporali di bere, mangiare e dormire ed altre di simile sorta, colla disposizione di offrirmi queste necessità e pre­gandomi di santificarne Caso per la gloria del mio Padre e per la salvezza dei peccatori, siccome ho fatto, essendo mortale sulla terra; chiunque, dico, vi soddisferà coll’intenzione della mia gloria e per i peccati di tutti gli uomini, sarà come scudo che mi difenderà contro gli insulti e gli oltraggi che ricevo dai peccatori.
S. Giovanni Berkmans prima di porsi a letto si segnava con l’acqua benedetta e si metteva al collo o attorno alla mano la corona come segno della sua appartenenza alla Madonna, per esserne difeso du­rante la notte, e per aver pronta la corona onde dire qualche Ave Maria, se si svegliava la notte.
Un giorno la Serva di Dio, Suor Giuseppina Nicoli, Figlia della Carità, diceva ad una fanciulla assai tentata: «Il Signore vuole da lei una piccola penitenza: che cioè ogni sera, quando è già ben aggiustata sotto le coltri e sta per addormentarsi, si alzi su a se­dere, faccia il segno di croce e dica un’Ave Maria». E poiché colei, che cercava di consolare, sorrideva incredula, soggiunse : «La Madonna mi ha fatto conoscere che questa mortificazione Le è molto gradita e che a chi la osserverà otterrà la grazia di non mancare mai gravemente contro la castità».

SVEGLIANDOTI DI NOTTE pensa a Gesù che è solo nel Tabernacolo e manda il tuo Angelo a prestargli i tuoi ossequi. — Pensa a Maria SS. che sta vegliando su di te e rivolgile un affettuoso saluto. – Pensa che un giorno ti risveglierai nell’eternità. — Pensa a tanti mo­ribondi che in quello stesso momento stanno per comparire davanti a Dio; recita qualche giaculatoria. Quando avessi fatto qualche brutto  sogno procura di svegliarti completamente, fa il Segno di Croce, bacia la Medaglia, recita un Ave Maria, intendendo dì non voler affatto compiacerti e approvare ciò che puoi aver fatto nel sogno. Se i cattivi sogni non sono stati prodotti da brutti pensieri volontari o da brutte letture non sono colpevoli e quindi uno può andar alla comunione. Bisogna però stare attenti che spesso non si pecca nel sogno, ma si pecca dopo svegliati, compiacendosi del sogno.

Ecco perchè ti consiglio di svegliarti completamente, e raccoman­darti subito alla Madonna e non rimanere in quel dormiveglia che è molto pericoloso. Alle volte per purificare la fantasia è utilissimo accendere il lume e leggere un buon pensiero in qualche libro divoto; jn ogni caso è bene fare un atto di dolore.

LA MIA VITA CON MARIA

Per andare a Gesù io invocherò Maria.
Mia guida e mio sostegno sarà Maria.
Voglio unicamente pensare e piacere a Maria.
La notte il mio cuore palpiterà d’amor per Maria.
La mia lingua allo spuntar del dì ripeterà: Maria.
E spesso io scriverò il dolce Nome di Maria.
Prenderò i miei sollievi sotto lo sguardo di Maria.
La mia gioia e la mia felicità sarà in Maria.
Nelle afflizioni offrirò i miei sospiri a Maria.
Alla vista del pericolo mi rifugerò in Maria.
Per scudo prenderò il materno Cuore di Maria.
Nel colmo del dolore chiamerò Maria.
Per rimedio dei miei mali non voglio che Maria.
E il mio ritornello d’amore sarà: Viva Maria!
La morte mi addormenterà nelle braccia di Maria.
Sulla mia tomba si leggerà, per l’onor di Maria:

UNA PICCOLA SCHIAVA D’AMORE DI MARIA.
PASSEGGERO CHE LEGGI, VIVI E SPERA IN MARIA.

Se m’accogli, o Maria, sotto il tuo manto,
Non sol sarò salvo, ma sarò santo.

FINE

[1] Occorre considerare che il libro dal quale è tratto risale ai primi decenni del ‘900 (e lo scritto può essere anche antecedente) e certamente il livello morale delle spiagge non era quello di oggi, che rende il più delle volte proibitivo, per un cattolico, la sua frequentazione.

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