Art. 7 – Le apparizioni e il messaggio Di Fatima: Le ultime tre apparizioni e il miracolo del sole

La sempre più larga diffusione della notizia degli avvenimenti della Cova da Iria, portò inevitabilmente le autorità a prendere ancora più sul serio la situazione così le persecuzioni nei confronti dei tre pastorelli divennero sempre più aspre. Tant’è che la mattina del 13 Agosto 1917 arrivò per Lucia un ordine del sindaco di recarsi a casa dei suoi zii dove l’aspettava con i suoi cuginetti per interrogarli e per obbligarli a promettere che non si sarebbero più recati alla Cova da Iria. Non ottenendo nulla egli decise di arrestare i tre bambini e di portarli in prigione. Ma anche questo, nonostante le minacce di friggerli in padella se non avessero ammesso di essersi inventati tutto, non servì così i tre dovettero restare in cella almeno per un paio di giorni, riuscendo peraltro, con la loro semplicità, a coinvolgere anche gli altri detenuti nella preghiera del S. Rosario. Allo stesso tempo, però, tanta era la loro angoscia pensando che la Madonna non avrebbe voluto più vederli per aver mancato all’appuntamento del 13.

E invece, una volta tornati a casa, qualche giorno dopo, e precisamente il 19 agosto, la Vergine Maria tornò ad apparire loro presso i Valinhos, una località situata lungo la via che collegava Aljustrel, paese dei tre pastorelli e la Cova da Iria. Ed ecco cosa disse loro la Madonna in quel giorno: “Voglio che continuiate ad andare alla Cova da Iria il giorno 13; che continuiate a recitare il Rosario tutti i giorni. Nell’ultimo mese farò il miracolo, perché tutti credano”. A questo punto Lucia chiese cosa desiderasse che si facesse del denaro che la gente lasciava alla Cova da Iria. Rispose: “Si facciano due portantine: una la porterai tu con Giacinta e altre due bambine; l’altra la porterà Francesco con altri tre bambini. Il denaro raccolto nelle portantine è per la festa della Madonna del Rosario, e quel che avanza è per la costruzione di una cappella, che mi vorranno fare”. Lucia riprese chiedendo la guarigione di alcuni ammalati e la risposta fu: “Sì, alcuni li guarirò entro l’anno. Pregate, pregate molto; e fate molti sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all’inferno, non essendoci nessuno che si sacrifichi e preghi per loro”.

Il 13 Settembre la Madonna apparse nuovamente ai tre fanciulli sull’elce alla Cova da Iria: “Continuate a recitare il Rosario per ottenere la fine della guerra. In ottobre verrà anche Nostro Signore, la Madonna Addolorata e del Carmine, S. Giuseppe con il Bambin Gesù, per benedire il mondo. Dio è contento dei vostri sacrifici, ma non vuole che dormiate con la corda. Portatela soltanto di giorno”. Anche questa volta Lucia chiese di guarire degli ammalati e la Vergine rispose: “Sì, alcuni li guarirò; altri no. In ottobre farò il miracolo, perché tutti credano.

Arriviamo dunque al fatidico 13 Ottobre. Il popolo era accorso in massa alla Cova da Iria e cadeva una pioggia torrenziale, ma Lucia chiese alla gente di chiudere gli ombrelli per la recita del Rosario. Ed ecco la Madonna apparve sull’elce e disse: “Voglio dirti che costruiscano qui una cappella in mio onore, che io sono la Madonna del Rosario, che continuino sempre a recitare il Rosario tutti i giorni. La guerra sta per finire e i soldati ritorneranno presto alle loro case”. Quindi Lucia chiese la guarigione di alcuni malati e la conversione dei peccatori e la Vergine rispose: “Alcuni sì; altri no. Devono cambiar vita; chiedano perdono dei loro peccati. Non offendano più Nostro Signore, che è già tanto offeso”. A questo punto, racconta Lucia nelle sue Memorie, La Madonna, aprendo le braccia, le fece riflettere nel sole, motivo per cui la bambina gridò alla gente che guardassero verso il sole. Allorché la Madonna scomparve nel firmamento, vide, accanto al sole, S. Giuseppe con il Bambino, che parevano benedire il mondo, e la Madonna vestita di bianco e un manto azzurro. Poco dopo, dileguatasi questa apparizione, vide il Signore (anch’Egli benediceva il mondo) e la Madonna Addolorata. Mentre i tre pastorelli erano assorti in estasi per l’apparizione, la folla si trovò di fronte al miracolo del sole. Erano presenti circa 70.000 persone e moltissimi poterono testimoniare l’evento, compreso addirittura il giornale massonico di Lisbona O seculo che scrisse: “L’astro sembra una placca d’argento opaco ed è possibile fissarlo senza il minimo sforzo. Non scalda, non acceca. Ma ecco che si alza un grido possente e agli spettatori che son vicini giunge la voce: miracolo! Miracolo! Meraviglia, meraviglia! Il sole tremò ed ebbe movimenti bruschi, non mai visti e contro tutte le leggi cosmiche: il sole ballò”. “Cessò la pioggia, il sole girava su se stesso e roteava attorno alle nubi”, riportò un altro giornale, Il giorno. Terminato questo evento, la folla che era inzuppata dalla pioggia, si ritrovò completamente asciutta.     

Anche da questi tre messaggi possiamo trarre spunti molto importanti per la nostra vita spirituale, ma anche per la nostra formazione cristiana, affinché possiamo acquisire un pensiero che sia squisitamente cattolico e non intriso di menzogne e compromessi che spesso la teologia e la predicazione moderne ci propinano. La Madonna è molto chiara sul fatto che l’inferno esiste e che sono molte le anime che vi finiscono e che ciò avviene, non solo per la responsabilità personale della singola anima per i propri peccati, ma anche perché “non c’è nessuno che preghi o offra sacrifici per loro. Mettiamoci dunque in discussione tutti e facciamo un esame di coscienza su questo punto perché dobbiamo sapere che forse potremmo fare di più per le anime dei nostri fratelli e che questa Carità supera infinitamente qualsiasi atto di bontà.

Un altro spunto interessante è che Dio gradisce i nostri sacrifici. Anche su questo ci sarebbe da dire molto dato che, a sentire certa predicazione, pare che oggi il cristianesimo non sia diventato altro che un programma politico per la difesa dei diritti umani quasi che la Chiesa sia una sorta di ONU, per la convivenza pacifica, gioiosa ed ecologica dei popoli su questa terra; programma che però spesso bandisce il mistero della Croce e quindi il tema della sofferenza offerta e redentrice, così che Cristo diventa solo un pretesto per parlare di altri temi.

Infine riflettiamo sul fatto che la guarigione, sia fisica che spirituale, non è concessa a tutti indistintamente da Dio e che essa può avvenire se da parte nostra c’è un serio impegno ad intraprendere un cammino di conversione: “devono cambiare vita! Chiedano perdono per i loro peccati! Non offendano più Dio che è già tanto offeso!” dice la Madonna. Sono parole estremamente chiare, decise e che non lasciano spazio a diverse interpretazioni!  

Con questo articolo abbiamo concluso la narrazione delle sei apparizioni della Madonna a Fatima, almeno quelle più “famose” (sappiamo infatti che anche altre furono le rivelazioni private e le esperienze mistiche dei tre pastorelli, in particolare di Lucia che, a differenza dei suoi due cuginetti, ha avuto una lunghissima vita terrena). Ma non è ancora terminata la nostra riflessione su Fatima. Nei prossimi articoli, infatti, cercheremo di completarla dedicandoci ad un approfondimento sulla devozione al Cuore Immacolato di Maria e in generale su quello che può considerarsi il messaggio spirituale di queste apparizioni. Qualcosa abbiamo già accennato commentando gli eventi accaduti e i singoli messaggi di Maria, ma dalle parole della Vergine possiamo individuare una vera e propria teologia che naturalmente è in perfetta sintonia con la Parola di Dio e la Tradizione della Chiesa, quasi ad essere una loro spiegazione ed interpretazione autentica che ci viene direttamente dal Cielo e che quindi è assolutamente opportuno riepilogare e presentare almeno nei suoi punti fondamentali perché ci renderemo conto come questa “teologia di Fatima” non è certo qualcosa che rimane solo su un piano astratto, bensì essa si può tranquillamente tradurre in una traccia di vita per ciascuno di noi, una scuola in cui la maestra è  l’Immacolata stessa e allora è bene ascoltare quello che la Madre di Dio e Madre nostra vuole dirci in profondità e quali appelli Ella fa alla nostra anima e alla nostra vita. A cosa ci chiama? Di questo ci occuperemo nei prossimi articoli che costituiranno l’ultima parte della nostra meditazione sul mistero di “Fatima”.

Continua …

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