Modo di ascoltare la Santa Messa

Modo di ascoltare la Santa Messa

MEDITANDO LA PASSIONE DI GESÙ CRISTO

Al principio della S. Messa. — Gesù dal Cenacolo va al Getsemani, dove prosteso a terra, prega e suda sangue.  

Confesso, o mio Gesù, che i miei peccati sono stati la cagione della vostra dolorosa agonia. Lo confesso dinanzi a voi, a Maria sempre Vergine, agli Angeli agli Apostoli ed a tutti i Santi. Troppo vi ho offeso ed oltraggiato; ma ora me ne pento con tutto il cuore e prego la Vergine beatissima, gli Angeli, gli Apostoli e tutti i Santi del paradiso, affinché intercedano per me misericordia e salute.

Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me. (1oo g. 1 v.).

Al bacio dell’Altare e al Kyrie. — Gesù è tradito con un bacio da Giuda, e, legato dai manigoldi, viene trascinato a Gerusalemme fra mille strazi e tormenti.

Voi, o caro Gesù, sottomettendovi interamente alla volontà dell’eterno Padre, e sospirando l’ora di patire e morire per me, andate coraggiosamente incontro ai vostri stessi nemici. Ohimè! Giuda con un bacio vi tradisce e vi vende. Signore, abbiate pietà di me, tenetemi bene le mani sul capo e non permettete che abusi delle pratiche di pietà e dei Sacramenti per offendervi. (300 g.1 v).

Al Gloria ed Oremus.Gesù, abbandonato dai discepoli e rinnegato da Pietro, converte quest’ultimo con uno sguardo di misericordia.    

Al vedervi catturato e trascinato ai tribunali, i vostri discepoli, o Gesù se ne fuggirono. Pietro solo vi seguì da lontano; ma quando si trovò fra mezzo ai vostri persecutori, vi rinnegò replicatamente. Deh! fate che

io fugga sempre le cattive compagnie e le occasioni pericolose, non ceda mai al rispetto umano, ma vi confessi e glorifichi ognora anche in faccia dei vostri nemici.

All’Epistola. – Gesù riceve un forte schiaffo davanti ad Anna ed è trascinato nel pretorio di Pilato e da Erode.

 O buon Gesù, Pilato vi dichiarò innocente e vi mandò ad Erode che vi tratto da pazzo, e Voi soffriste per amor mio questa nuova umiliazione. Deh! fate che io mi rassegni sempre volentieri a quanto vorrà disporre di me la Provvidenza divina, e in tutte le avversità dica:

Sia fatta, lodata ed in eterno esaltata la giustissima, altissima ed amabilissima volontà di Dio in tutte le cose. (Ind. 100 g. 1 v. – Pio VII, 1818).

Al Vangelo. — Pilato condanna Gesù alla flagellazione, quantunque lo abbia riconosciuto innocente.

0h Signore, quanti per rispetto umano arrossiscono del vostro Vangelo! Deh! non permettete mai che ciò si abbia a dire di me: quindi io faccio il segno della croce sulla mia + fronte,  affinché non mi vergogni mai del vostro Vangelo; sulla mia + bocca, acciò sia pronto a confessarlo innanzi al mondo tutto; sul mio + cuore,  affinché sia sempre disposto ad offrire sangue e vita per la verità del medesimo.

La Croce è la mia certa salute: la Croce io sempre adoro: la Croce del Signore è con me: la Croce è il mio rifugio. (Ind. 300 g. 1 v. – Pio IX, 1874).

Al Credo.Pilato chiede al popolo, se vuol libero Gesù o o Barabba.  

Quantunque Gesù sia legato come un malfattore, vestito da pazzo, ed in mille modi schernito e disprezzato, tuttavia Egli è il Dio adorato, servito ed onorato da tutti gli Angel (Recita il Credo).

Allo scoprirsi del calice e dall’Offertorio. Gesù è spogliato, coronato di spine, sputacchiato e deriso

Gesù legato e flagellato alla colonna, si offre per noi all’Eterno Padre, epperò io vi offro, Signore, tutte lepene che potranno affliggermi, sopportandole volentieri per amor vostro ed in penitenza dei miei peccati.

Eterno Padre, vi offro il sacrificio che di se stesso fece sulla croce, ed ora rinnova su questo altare il vostro diletto figlio Gesù, e ve l’offro a nome di tutte le creature colle Messe, che si sono celebrate e si celebreranno in tutto il mondo, per adorarvi e darvi l’onore che meritate, per rendervi le debite grazie degli innumerevoli vostri benefizi, per placare l’ira vostra pei tanti nostri peccati e darvene degna soddi­sfazione, e per supplicarvi per me, per la S. Chiesa, pel mondo tutto e per le anime benedette del Pur­gatorio. (Ind. di 3 anni durante la messa).

Al Lavabo. — Pilato proclama di nuovo Gesù innocente e si lava le mani.

Perdonatemi, Signore, e fate che io possa sempre realmente dire di avere le mani, il cuore e la mente puri e netti da ogni colpa, per comparir poi innocenti innanzi a voi al giudizio.

Dolcissimo Gesù, non vogliate essermi Giudice, ma Salvatore. (Ind. 50 g. 1 v. – Pio IX, 1851).

All’Orate Fratres. Pilato mostra al popolo Gesù tutto lacerato e grondante di sangue, dicendo: Ecco l’Uomo!

Se i Giudei avessero conosciuto Gesù, giammai l’avrebbero ridotto a si compassionevole stato; ma io lo conosco e so che è il mio Dio, il mio Padre: e perché non l’adoro, noi prego, non l’amo? Ah! che per l’avvenire voglio dir sempre:

Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch’io t’ami sempre più. (300 g. o. v.).

Al Prefazio. — Gesù è condannato a morte.

I vostri nemici, o Gesù, insistono con sempre maggior accanimento, perché siate crocefisso, e Pilato vi con­dannala morir sulla croce; ed in questo modo ci salvate, o Gesù, per mezzo d’un legno, come Adamo per mezzo d’un legno ci ha rovinati. Ammiro, o amabile Reden­tore, la vostra somma e industriosa bontà ed insieme alle milizie angeliche vi ringrazio col celeste cantico:

Santo, Santo, Santo siete voi, o Signore, Dio degli eserciti. Piena è la terra della vostra gloria. Gloria al Padre, gloria al Figlio, gloria allo Spirito Santo.

(Ind. 100 g. 1 v.).

Dopo il Sanctus. — Gesù è caricato della croce.

Qual pena atroce per voi, o Gesù, quando vi si caricò sulle spalle piagate la croce! Ma voi l’avete accolta e abbracciata con gioia, e vi incamminaste al Calvario, lieto di poter presto consumare su di essa l’olocausto della vostra vita. Deh! Signor mio, datemi una scintilla del vostro amore, e allora anch’io avrò sempre cara la Croce, amerò le pene e troverò dolce il patire.

Ai segni di Croce. — Gesù viene inchiodato sulla Croce.

Oh! quanto furono crudeli, o Gesù, i carnefici che vi stesero e inchiodarono sulla Croce! Ma più crudeli sono coloro che colle loro iniquità vi configgono di nuovo su quel legno e riaprono le vostre piaghe. Ah! pur troppo io sono di questo numero. Grande è la mia confusione, grande il mio dolore. Perdonatemi per le vostre piaghe santissime; in esse racchiudetemi e per esse degnatevi liberarmi dal peccato. Gesù mio, misericordia, (ind. 300 g. o. v.).

All’elevazione dell’Ostia. — Gesù è innalzato in Croce con grande suo dolore, ed è lasciato cadere nel profondo della fossa.

Crocifisso mio Gesù, umilmente vi adoro in quel- l’Ostia sacrosanta. Credo che voi siete qui presente in corpo, sangue, anima e divinità, quale foste innalzato sulla Croce. Vi ringrazio di quanto avete patito per me e per tutti, e vi consacro tutto me stesso.

Signor mio e Dio mio. (7 a. e 7 quarant. guardando l’Ostia).

Sia lodato e ringraziato ogni momento il santissimo e divinissimo Sacramento, (ind. 300 g. o. v.).

All’elevazione del Calice. — Gesù sulla Croce versa il Sangue dalle piaghe.

Credo, o Signore, che in quel calice si contiene lo stesso preziosissimo Sangue che fu visto venir fuori dalle vostre adorabilissime piaghe, quando voi stavate spasimando sul patibolo della Croce. Vi adoro e voglio col vostro aiuto combattere sempre le mie malnate passioni, e anche a costo del mio sangue zelare il vostro amore.

Eterno Padre, io vi offro il Sangue preziosissimo di Gesù C. in isconto de’ miei peccati, e per i bisogni di santa Chiesa. (ind g. o. v.).

Dopo l’elevazione. — Gesù in Croce è bestemmiato e schernito, ed egli prega l’Eterno Padre per i suoi crocifissori.

Riguardate, o Signore, dal vostro Santuario e dal l’eccelsa abitazione del cielo, e mirate quest’Ostia sacrosanta che vi offre il nostro Sommo Pontefice e SS. vostro Figlio Gesù pei peccati de’ suoi fratelli, e perdonateci la moltitudine dei nostri peccati. Ecco la voce del sangue del nostro fratello Gesù, che grida! a voi dalla croce. Esauditeci, o Signore, placatevi, riguardateci e non indugiate per la tanta vostra bontà, perché il vostro nome è invocato sopra di noi, su questo luogo e su tutto il vostro! popolo, e portatevi con noi conforme alla vostra misericordia. Così sia.

Eterno Padre, vi offriamo il Sangue, la Passione e Morte di Gesù C., i dolori di Maria SS. e di S. Giuseppe in isconto dei nostri peccati, in suffragio delle anime sante del purgatorio, pei bisogni della S. Madre Chiesa, e per la conversione dei peccatori.(Ind. 100 g. 1 v. — Pio IX, 1860).

O Sangue preziosissimo di vita eterna, mercede e riscatto di tutto l’universo, bevanda e lavacro delle anime nostre, che proteggete continuamente la causa degli uomini presso il trono della suprema Misericordia, profondamente io vi adoro, e vorrei, per quanto mi è possibile, compensarvi delle ingiurie e degli strapazzi che voi ricevete di continuo dalle umane creature e specialmente da quelle che ardiscono temerariamente di bestemmiarvi, E chi non benedirà questo Sangue d’infinito valore? Chi noti si sentirà infiammato d’af­fetto verso Gesù, che lo sparse? Chi l’ha cavato dalle vene del mio Signore fino all’ultima stilla? Ah! questo è sfato certamente l’amore. O amore immenso, che ci hai donato questo balsamo salutevolissimo! O bal­samo inestimabile, scaturito dalla sorgente di un amore immenso, deh! fa che tutti i cuori, tutte le lingue ti possano lodare, encomiare e ringraziare adesso e per sempre e fino al giorno dell’eternità. Amen.

(Ind. 300 g. 1 v.)

Al Pater. — Gesù è abbeverato di aceto, lascia a noi Maria SS. per Madre, raccomanda l’anima sua al Padre, agonizza per tre ore, ed abbassando il capo, muore.

O Divino Gesù, incarnato Figlio di Dio, che vi degnaste per la nostra salvezza nascere in un presepio, menare la vita nella povertà, nelle tribolazioni e nella miseria, e morire fra i dolori della Croce; dite, vi prego, al divin vostro Padre nel punto della mia morte: Padre, perdonategli; dite alla diletta vostra Madre: Ecco il tuo figlio; e dite all’anima mia: Oggi sarai meco in Paradiso. Mio Dio, mio Dio, non mi abban­donate in quell’ora. Ho sete: sì, mio Dio, la mia anima ha sete di voi, il quale siete la fonte di acqua viva. La mia vita passa siccome un’ombra; un altro poco ancora e tutto sarà consumato. Epperciò, o mio adorabile Salvatore, da questo momento per tutta l’eternità nelle vostre mani raccomando il mio spirito, O Signore Gesù, ricevete l’anima mia. Così sia.

  (Ind. 300 g. o. v.).

All’Agnus Dei.Gesù appena morto, ferito nel cuore, versa sangue ed acqua: Maria SS. e le pie donne piangono Gesù, e molti dei presenti percuoten­dosi- il petto lo confessano per vero Dio.

Oh! me miserabile, che finora, o mio Gesù, non ho mai pianto, come è mio dovere, la vostra dolorosa passione e morte, e neppure i miei peccati, che sono stati causa di tanti vostri patimenti; deh! perdonatemi, e datemi grazia di piangerli almeno in avvenire.

Ecco fin dove è giunta la carità vostra eccessiva, o Gesù mio amabilissimo. Voi delle vostre carni e del vostro sangue mi avete apprestata una mensa divina per donarmi tutto voi stesso. Chi mai vi spinse a tali trasporti di, amore? Non altri certamente, che il vostro amorosissimo Cuore. O Cuore adorabile del mio Gesù, fornace ardentissima del divino amore, ricevete nella vostra piaga sacratissima l’anima mia, affinché in questa scuola di carità io impari a riamare quel Dio, che mi diè prove sì ammirabili dell’amor suo; e così sia. (ind. 100 g. 1 v.).

Alla Comunione. — Gesù, de posto dalla. Croce, è dato in grembo a sua. Madre e quindi messo nel sepolcro.

O Gesù infinitamente amabile! Mi pento di aver peccato, e sono pronto per amor vostro a farne la penitenza. O Gesù, diletto dell’anima mia, poiché ora non posso ricevervi sacramentalmente, venite spiritual­mente nel mio povero cuore: possedetelo tutto, e fate che sia sempre unito al vostro nel tempo e nell’eternità.

Dopo la Comunione. — O Gesù dolcissimo, come già venuto vi abbraccio e tutto a voi mi unisco; non permettete ch’io m’abbia mai a separare da voi. O Gesù, quanto siete stato e siete buono per me! ed io quanto ingrato per voi! O cuore infinitamente buono dimenticate tutto, e fatemi la grazia di emendarmi anche dei più leggeri difetti; specialmente aiutatemi a correggermi da (qui nomina un tuo difetto).

Accogliete, o Signore, tutta la mia libertà. Ricevete la memoria, l’intelletto e tutta la volontà. Qualunque cosa io abbia o possegga, è tutto vostro dono: il tutto a voi restituisco ed alla vostra volontà interamente io consegno a custodire. Donatemi soltanto il vostro amore colla vostra grazia, e mi stimo ricco a sufficienza, né più altro io domando, 0

Alle ultime orazioni. — Gesù risuscitato compare alla Madre ed ai Discepoli.

Oh! come furono ricompensati nel vostro risorgi­mento, o Gesù, gli strazi della vostra passione! lo mi rallegro con voi, che per tal modo avete vinta la morte, e tolte le porte dell’inferno. Deh! fate ch’io pure risorga una volta da miei peccati per non rica­dervi mai più,  affinché, conformando sempre la mia vita alla santa vostra volontà, possa risorgere un giorno con voi alla gloria.

O clementissimo Gesù, voi siete la salute, ia vita e la risurrezione nostra. Vi preghiamo dunque a non abbandonarci nelle nostre angustie e tribolazione; ma per l’agonia del vostro SS. Cuore, e per i dolori della vostra Madre immacolata, soccorrete i vostri servi che avete redenti col vostro sangue prezioso.

(Ind. 100 g. 1 v. — Pio IX, 1870).

Alla Benedizione. — Gesù benedice gli apostoli e discepoli prima di salire al Cielo e manda sopra di loro lo Spirito Santo.

Eterno Padre, vi offriamo il sangue preziosissimo di Gesù sparso per noi con tanto amore e dolore dalla piaga della sua mano destra; e per i meriti e virtù di esso supplichiamo la divina vostra maestà di concederci la S. Benedizione, affinché in virtù di essa possiamo esser difesi dai nostri nemici ed esser libe­rati da tutti i mali: Benedictio Dei omnipoténtis, Patris, et Filii, et Spiritus Sancti descéndat super nos, et maneat semper. Amen.

(Dicasi un Pater, Ave e Gloria. Ind. 100 g. o. v. — 1823).

All’ultimo Evangelo. — Gesù manda gli Apostoli a predicare il S. Vangelo in ogni parte del mondo.

Signor mio G.C., che per salvare il mondo voleste nascere in una povera capanna, essere circonciso, riprovato dai Giudei, tradito da Giuda con un sacrilego bacio, e qual agnello mansueto ed innocente, con funi legato, ed obbrobriosamente trascinato alla pre­senza di Anna, Caifa, Pilato ed Erode: voleste da falsi testimonii essere accusato, straziato da flagelli e da obbrobri, coronato di spine, percosso con schiaffi, insultato con sputi ; e, velato il vostro divin volto, esser percosso colla canna, e spogliato dalle vostre vesti, confitto ed elevato in croce fra due ladroni, abbeverato di fiele e aceto, e con una lancia trafitto. Deh! mio Redentore, per queste santissime pene da voi per amor mio tollerate, le quali io, benché indegnissimo, vado considerando, e per la santa croce e morte vostra, liberatemi dalle pene dell’inferno, e degnatevi di accogliermi in paradiso, ove conduceste il pentito ladro crocifisso con voi. Gesù mio, che col Padre e collo Spirito Santo vivete e regnate Dio per tutti i secoli dei secoli. Così sia.

Dopo Messa. Dio onnipotente, santissima Trinità, vi ringrazio di avermi ammesso a questo gran Sacri­ficio; perdonatemi ogni mia colpa commessa nell’assistervi. Conservatene in me il frutto con una viva fede, una ferma speranza e un’ardente carità. Così sia.

Preghiere del Sacerdote dopo la messa.

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