Art. 9 – Le apparizioni e il messaggio Di Fatima: gli appelli di Fatima

Con questo articolo concludiamo la nostra lunga trattazione del mistero delle apparizioni mariane di Fatima, ripercorrendo i principali temi del suo messaggio spirituale che devono scuotere ed interpellare la nostra coscienza ed informare la nostra vita interiore ed azione. Lo facciamo servendoci del libro di Suor Lucia, “Gli appelli del messaggio di Fatima” (LEV) con cui la veggente risponde in maniera cumulativa alle migliaia di lettere di chiarimenti che tantissimi fedeli le hanno inviato in tanti anni.

Non è casuale che il Cielo abbia scelto tre umili pastorelli, tre bambini: la loro semplicità e totale assenza di schemi pregiudiziali avrebbe permesso di trasmettere con purezza e integrità messaggi così importanti per tutta l’umanità e la vita del mondo. Suor Lucia descrive molto bene il contesto nel quale s’innesta il mistero di Fatima: un piccolo paesino rurale, costituito da poche famiglie benedette dal sacramento del matrimonio in cui la vita era semplice e scandita dal lavoro e dalla preghiera anche in famiglia (soprattutto il S. Rosario serale); i genitori erano i primi a trasmettere le prime nozioni sulla fede ai propri bimbi, pochi concetti, ma chiari: purezza, modestia nel vestire, evitare le cattive compagnie e il peccato, il rischio dell’inferno, ecc.

Approfondendo le parole prima dell’Angelo e poi dell’Immacolata, possiamo scorgere una serie di appelli preziosi per il nostro esame di coscienza, per progredire nella vita spirituale e anche per fortificare la nostra fede in tempi di grande confusione ed apostasia nei quali viviamo, sebbene tutto il messaggio possa essere sinteticamente ricondotto ad un concetto basilare: la santa osservanza della Legge di Dio. Spesso gli uomini contestano i comandamenti di Dio perché in essi vedono un limite alla proprie passioni disordinate ma, ricorda Sr. Lucia, “la Verità non smette di esistere solo perché gli increduli la negano!

Partendo dalle preghiere dell’Angelo: “Mio Dio, io credo, adoro, spero e vi amo” e “Santissima Trinità vi adoro profondamente e vi offro …” possiamo derivare un appello alla fede, all’adorazione, alla speranza e alla Carità e un invito alla riparazione. Quanto al dovere di amare Dio, non è che Egli ne abbia bisogno, tuttavia il fatto che desideri che lo amiamo ed accetti il nostro povero amore, la nostra umile gratitudine, è ulteriore prova del Suo Amore per noi. Infatti il padre sorride felice quando, cullando tra le braccia il suo bambino, viene “ripagato” con un sorriso, una carezza, un bacio perché sente che il figlio corrisponde al suo amore. 

Un altro invito che deriva dalle parole dell’Angelo è quello al pentimento per i propri peccati ma anche “per tutti coloro che non credono, non adorano, non amano e non sperano in Dio”. Senza pentimento e impegno a cambiare vita la misericordia di Dio non ci raggiunge. L’invito alla penitenza e preghiera per la conversione dei peccatori è uno dei messaggi centrali di Fatima: “molti sono quelli che vanno all’inferno perché non c’è nessuno che preghi per loro

Al centro del messaggio di Fatima c’è poi l’invito alla partecipazione all’Eucaristia, a nutrirci del Corpo e Sangue di Cristo: “Se non mangiate la Carne del Figlio dell’uomo e non bevete il Suo Sangue, non avrete in voi la vita” (Gv. 6,53). Naturalmente la condizione è di essere in grazia di Dio: “Chiunque in modo indegno mangia o beve il calice del Signore, sarà reo del Corpo e del Sangue del Signore (…) mangia e beve la sua condanna” (1 Cor. 11, 23-29). A riprova di quanto Gesù e Maria siano inseparabili, consideriamo come il Suo Corpo Sacratissimo e il Suo Preziosissimo Sangue, Cristo li abbia ricevuti dalla Sua Santa Madre, carne della Sua carne, sangue del Suo sangue. Meditiamo inoltre come Dio abbia chiuso il Suo Verbo incarnato ed iniziato la Sua opera redentrice, nel Cuore di Maria, purissimo primo Tabernacolo ed Ostensorio di Cristo. E pensiamo ai nove mesi in cui Dio è stato fisicamente presentente nel grembo verginale e purissimo dell’Immacolata, a come i palpiti del Cuore di Gesù fossero i palpiti del Cuore di Maria, l’orazione di Gesù fosse l’orazione di Maria. E come non essere grati verso questa buona Madre che non solo ha acconsentito a diventare la Madre di Dio perché fossimo redenti, ma, fin da subito, anche ad essere la Madre nostra, Madre dei crocifissori del Suo Figlio Benedetto, offrendolo in cambio di noi, figli tante volte ingrati che osiamo ferire il suo Cuore Immacolato offendendo Gesù coi nostri peccati! Come ribadisce Suor Lucia, veramente Ella è, con Cristo, la Corredentrice del genere umano.

Un altro richiamo fondamentale che ci viene dal messaggio di Fatima, è quello alla vera devozione mariana, in particolarealla recita del S. Rosario e alla devozione e Consacrazione Suo Cuore Immacolato di Maria. La Madonna ribadisce la potenza del S. Rosario: alla domanda se Francesco sarebbe andato in Cielo, risponde: “si, ma dovrà recitare molti Rosari” e poi dice: “recitate il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra”. Suor Lucia afferma che, dopo la S. Messa, il S. Rosario è la preghiera più gradita che possiamo offrire a Dio e di maggior profitto per le anime. Il senso di questa richiesta è che bisogna pregare molto per ottenere da Dio la Grazia senza la quale non potremmo vincere le tentazioni e salvarci. Maria ci assicura la Sua protezione: “Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio”.

Insieme alla preghiera, la Madonna ci esorta alla penitenza per espiare le pene dei peccati nostri e dei fratelli e riparare alle offese a Dio, ricordando che tutto quello che non avremo espiato in questa vita, dovrà essere purificato in Purgatorio. E’ Gesù stesso che indica la croce come via per seguirlo, quindi Suor Lucia ricorda che, per salvarci, dobbiamo bere il calice del sacrificio, della rinuncia ai piaceri illeciti, alle comodità e alle inclinazioni che ci trascinano sulla via del male.

Un altro appello di Fatima è quello a considerare la vita eterna perché la nostra anima è immortale, ma la nostra eternità sarà decisa tra due realtà opposte: Paradiso o inferno. La Madonna è chiara sull’esistenza dell’inferno, sul fatto che esso non è vuoto, anzi che sono molte le anime che vi finiscono (sopratutto a causa dei peccati della carne) e sull’azione del diavolo che tenta continuamente gli uomini per farli cadere: orgoglioso e invidioso, egli non sopporta che Dio abbia destinato creature (gli uomini) aventi una natura inferiore alla sua (angelica) a godere un giorno in cielo la felicità che lui aveva definitivamente perso per la sua ribellione.

Gesù vuole che noi siamo consacrati nella Verità, per questo Sr. Lucia ci mette anche in guardia dai falsi profeti che, osannati dal mondo, vengono a noi in veste di pecore, negando le Verità rivelate da Dio, introducendo dottrine nuove e sbagliate e inducendo gli uomini a camminare su vie larghe che lasciano libere le proprie passioni e i vizi che contraddicono la legge di Dio.

La Madonna c’invita inoltre all’apostolato in ogni sua forma: preghiera, sacrificio, carità per il prossimo, perdono, ecc. ma chiarisce che, prima di ogni apostolato, è necessaria una nostra unione con Cristo nella preghiera, poiché senza di Lui non possiamo fare e dare nulla e ogni nostra opera sarebbe inefficace.

Infine Suor Lucia spiega il significato delle tre visioni dell’ultima apparizione (13 ottobre 1917). Prima visione: l’apparizione della Santa Famiglia è un’esortazione alla santificazione della famiglia (vediamo quanto ciò sia attuale oggi; Seconda: l’apparizione della Madonna Addolorata ci mostra il valore della sofferenza e dell’immolazione per amore, che ci purificano dal peccato; Terza: l’apparizione della Madonna del Carmelo ci richiama alla bellezza e grandezza della vocazione religiosa e di tutte le virtù che essa esige, oltre all’importanza, per consacrati e Sacerdoti, di indossare l’abito religioso (e la talare) per ricordare a tutti chi sono, chi rappresentano e a Chi appartengono.

In definitiva possiamo dire che tutti gli appelli della Madonna si possono sintetizzare in un grande appello rivolto a tutti gli uomini: la santità! Questa è la vocazione universale di ogni uomo, a prescindere dallo stato di vita.

Si conclude qui la nostra serie di articoli su Fatima: non abbiamo ovviamente la presunzione di averne esaurito i contenuti, ma la speranza, almeno, di aver fornito alcuni spunti utili per la vita spirituale. La portata spirituale, teologica e storica di questo straordinario evento, come tutto ciò che in qualche modo tocca il Mistero divino, non può essere certo racchiusa in poche pagine, né in un libro. Come disse Benedetto XVI a Fatima, crediamo che il contenuto profetico di questi messaggi non sia ancora pienamente realizzato, così come siamo convinti che Fatima, sia oggi molto scomoda, in quanto richiama a valori e Verità spesso messi in discussione o occultati, a causa della secolarizzazione della società, ma anche di una certa apostasia all’interno dello stesso mondo cattolico che ne scuote le fondamenta della Fede. Tuttavia noi poniamo la nostra fiducia e speranza nella promessa della Madonna: “Il mio Cuore Immacolato trionferà!

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