Necessità della devozione mariana

Per introdurre questo argomento è necessario fare una premessa: per quanto perfetta, Maria è pur sempre una creatura e Dio, bastante a Sé stesso, avrebbe potuto farne a meno per realizzare il suo piano di salvezza degli uomini. Tuttavia Egli ha deciso di coinvolgerla e poiché Dio è immutabile, Maria avrà sempre un ruolo centrale nell’economia della redenzione. Gesù è l’unico mediatore tra l’uomo e Dio, ma tendere direttamente a Cristo non è facile per noi, abbiamo bisogno di una mediazione tra noi e Gesù. Ecco dunque la Vergine Maria, mediatrice di tutte le Grazie per Volontà stessa del Signore. Gesù ha dato a Maria tutti i Suoi beni, le virtù e i meriti del Suo Sacrificio e l’ha resa come un canale attraverso il quale li concede alle anime che li cercano. Nessun dono del Cielo è concesso agli uomini che non passi per le mani e per il Cuore Immacolato di Maria. Maria è la via più sicura, facile e breve per arrivare a Gesù.

S. Luigi Maria Grignion de Montfort, uno dei nostri Santi Patroni, dal quale abbiamo attinto la preghiera per il nostro progetto con la quale iniziamo la recita dell’Ora di Guardia del S. Rosario, entra nel cuore della questione: “E’ mio personale convincimento che nessuno può giungere ad un’intima unione con Nostro Signore e ad una perfetta fedeltà allo Spirito Santo senza una grandissima unione con la SS.ma Vergine (…) Soltanto Maria ha trovato grazia presso Dio senza l’aiuto di alcuna creatura (…) Già piena di grazia quando fu salutata dall’Arcangelo Gabriele (…) l’Altissimo l’ha costituita unica tesoriera dei Suoi tesori e unica dispensatrice delle Sue grazie (…) Dovunque e sempre Gesù è il frutto e il Figlio di Maria, la vera Madre che lo genera (…) Soltanto a Maria Dio ha dato le chiavi che introducono nell’intimità del Suo amore, con il potere di entrare nelle vie più sublimi e segrete della perfezione e di farvi entrare gli altri” (dal Trattato della vera devozione a Maria nn. 43-45). Sono dunque molti i motivi per cui è necessaria la devozione mariana.

Fine della nostra vita, qualsiasi sia lo stato di vita, è la santità: partecipare della vita divina, che la nostra anima sia intimamente conformata a Gesù, che Gesù nasca e dimori nell’anima nostra. Se Cristo, nella sua umanità, è venuto al mondo per mezzo di Maria, Egli potrà “nascere” spiritualmente in noi e lo Spirito Santo potrà operare meraviglie di grazia, quanto più troverà nella nostra anima la Vergine Maria, Sua Sposa.

Inoltre come nell’ordine naturale (della vita umana) per nascere abbiamo bisogno di un padre e di una madre, così anche nell’ordine della grazia (della vita soprannaturale) abbiamo bisogno di un padre e di una madre. Ma quando Maria è diventata nostra madre? Gesù dalla Croce non ha perdonato solo a parole i suoi carnefici (compresi noi coi nostri peccati!) ma, oltre alla Sua stessa vita, ha voluto dare loro, come aiuto, la cosa più cara che aveva su questa terra: Sua Madre! E’ sul Calvario dunque che la Madonna ci ha “partoriti”, mediante un parto che, a differenza di quello verginale del Suo Figlio divino, è stato dolorosissimo: non è possibile nemmeno immagine il dolore di Maria ai piedi della Croce! Ma se lì siamo stati partoriti, significa che Ella già ci portava nel Suo grembo. S. Alfonso Maria De Liguori insegna che fin dall’Annunciazione Ella aveva compreso che sarebbe diventata non solo Madre di Dio ma anche Madre nostra. Consideriamo dunque quanto ci ama Maria: dopo il fiat dell’Annunciazione, ora Gesù Le chiede un altro sì, molto più difficile e doloroso, diventare Madre dei crocifissori di Suo Figlio, dare il Suo Figlio divino in cambio di ciascuno di noi, figli tante volte ingrati! Citando S. Agostino, il Montfort scrive che su questa terra quando un figlio è nel grembo della madre non vede la mamma però è dentro di lei e da lei riceve tutto ciò di cui abbia bisogno per vivere. Così è per noi devoti di Maria: in questa vita Ella ci porta nel Suo grembo, la nostra vita spirituale dipende da Lei, ma non la possiamo vedere; il giorno della nostra morte, sarà il giorno in cui Ella ci darà alla luce alla vita vera, la vita eterna, e finalmente noi la vedremo! 

La devozione mariana non è un fatto puramente sentimentale o emotivo. In generale la fede non può fondarsi sui sentimenti (che vanno e vengono anche se in certi momenti possono aiutarci e darci qualche consolazione). Occorre piuttosto la volontà, la retta ragione oltre evidentemente alla grazia di Dio. Tutto questo ci dà la necessaria perseveranza per superare i momenti di aridità che possono anche servirci perché di essi il Signore si serve per mettere alla prova la nostra fede e farci meritare il Paradiso. La devozione mariana ha fondamenti teologici nella stessa Rivelazione divina, quindi nella Tradizione della Chiesa e nella Sacra Scrittura. Ricordiamo che la Fede di Maria è costitutiva della Chiesa: la Sua Fede nel Sabato Santo (l’unica che l’ha conservata quando anche gli apostoli erano smarriti dopo il triste “spettacolo” del Calvario) è ciò che ha tenuto unita la Chiesa nascente al Suo Fondatore Gesù Cristo. La Chiesa, attraverso l’insegnamento dei Papi e dei più grandi Santi a partire dai padri, ha da sempre insegnato l’importanza della devozione alla Madonna e in particolare del S. Rosario, preghiera cristologica per eccellenza, in quanto ci fa meditare i misteri della vita di Gesù con gli occhi e il Cuore di Maria.

Ancora, dobbiamo amare la Madonna perché Ella è la nostra Corredentrice avendo vissuto nella Sua anima la medesima Passione che Gesù ha sofferto nel corpo. S. Alfonso M. De Liguori ci ricorda che nel momento della nostra morte, tutte le volte che avremo recitato nell’Ave Maria: “prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte” faranno sì che l’Immacolata sarà lì a difenderci. Maria infatti, assistendo alla morte di Gesù ha acquistato il privilegio di assistere alla morte di tutti i suoi figli.

Maria è inoltre modello di ogni virtù, e quindi riferimento da imitare per il cristiano. Nella Sua Immacolata Concezione, Ella ci ricorda come eravamo, così come Dio ci aveva creato prima che fossimo corrotti dal peccato originale. Maria è il più grande capolavoro tra le creature di Dio: è una creatura, ma le Sue altezze sfiorano il Cielo; è umilissima, ma la Sua grandezza non si può misurare; è nascosta, ma la Sua bellezza è indicibile; è Vergine, ma è Madre di Gesù Uomo-Dio; è Immacolata e misericordiosa coi peccatori; è il sospiro dei Santi e gioia degli angeli; delizia della Santissima Trinità; perla preziosa e scala del Paradiso.

Un altro motivo importantissimo da considerare per comprendere l’importanza di amare la Madonna è che Gesù per primo l’ha amata e noi dobbiamo imitarlo anche in questo: dobbiamo amarla come Egli stesso l’ha amata. Naturalmente non potremo mai raggiungere questo grado di amore, ma proprio per questo non si potrà mai dire di essere “troppo” mariani, come se dando qualcosa a Maria, togliessimo qualcosa a Cristo. In realtà Ella non tiene nulla per sé e, come uno specchio purissimo, tutto riflette a Dio (come vediamo chiaramente nell’episodio della Visitazione a Elisabetta, nel quale, al saluto della cugina, Ella risponde con la preghiera del Magnificat). Gesù e Maria non si possono separare: la volontà di Maria si identifica perfettamente con quella di Gesù, ecco perché non dobbiamo stupirci se alcuni Santi, come S. Massimiliano M. Kolbe, parlano di “fare la Volontà dell’Immacolata”. Gesù ha voluto glorificare la Sua libertà e la Sua potenza nel vedersi “racchiuso” nel seno della Vergine purissima, nel dipendere da Lei in tutto: nella concezione, nella nascita, nella fanciullezza, nella vita nascosta dei Suoi primi trent’anni, finanche nella Sua morte quando, deposto dalla Croce, verrà posto ancora una volta tra le braccia della Madre. Da Lei fu allattato, nutrito, cresciuto, allevato e offerto in sacrificio per noi.

Infine, pensando ai motivi della devozione mariana, come dimenticare che è la Vergine stessa che, nelle Sue numerose apparizioni, fermandoci a quelle riconosciute dalla Chiesa, ci chiede di consacrarci al Suo Cuore Immacolato. Pensiamo, su tutte, alle apparizioni di Fatima. 

Concludendo, la presenza della devozione mariana in un’anima è sempre segno che si è sulla buona strada: come l’aurora precede il sorgere del sole, così la devozione mariana in un’anima preannuncia la conversione, la nascita del Sole di giustizia: Gesù Cristo! Nel Suo libro “Il segreto di Maria”, S. Luigi M. Grignion de Montfort fa questa bellissima analogia: il nostro cuore è come un giardino nel quale dobbiamo piantare la pianta della devozione alla Madonna, difenderla dall’erbaccia dei vizi e dei peccati ed irrigarla con la preghiera quotidiana. Così questa pianta porterà come frutto Gesù (“il frutto benedetto del suo seno”): la Madonna è il fiore e Gesù è il frutto di questo fiore immacolato.

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