La giornata in unione con Maria

Abbiamo inteso quanto sia importante, nell’ordine della vita soprannaturale, la nostra unione con l’Immacolata. Abbiamo anche compreso come esista una dipendenza naturale dell’anima dalla Santa Vergine, ma anche una dipendenza volontaria che l’anima può stabilire con Lei secondo dei gradi più o meno profondi. Questa unione dell’anima con Maria è l’essenza e l’eccellenza della Consacrazione mariana: vivere ogni istante della nostra vita per conoscere, amare, servire la Madonna, per piacere a Lei e, per mezzo Suo, a Suo Figlio Gesù. 

Approfondiamo ora come concretamente si esprime questa vita di unione con Maria, cioè con quali disposizioni interiori ed esteriori e attraverso quali pensieri, atti e parole, deve scorrere la giornata e dunque la vita del devoto, o meglio ancora, del consacrato e figlio di Maria. La prima cosa da dire è che ovviamente l’amore all’Immacolata, l’esercizio della Sua presenza, il cercare di uniformare la nostra volontà alla Sua, non può riguardare solo qualche ambito o aspetto o un tempo limitato della nostra giornata, bensì deve coinvolgere ed informare tutta la nostra vita. Si tratta di una triplice unione: nella mente, nel cuore e nelle opere.  Si può affermare che l’anima viva in unione con Maria quando è abitualmente disposta, rivolta, verso di Lei. S. Massimiliano M. Kolbe usa un’espressione molto bella per definire il modello a cui dobbiamo tendere: “avere un’idea fissa dell’Immacolata, un amore folle all’Immacolata, un’azione febbrile per l’Immacolata, presenza di Lei nella volontà”.

Se Maria è nostra Madre e noi vogliamo essere Suoi figli, allora bisogna che nulla della nostra vita Le sia estraneo. Vediamo dunque come vivere ogni momento della giornata alla presenza della Madonna. Il p. Silvano Giraud, nel suo libro “Vita di unione con Maria”, considera come, per iniziare bene la giornata, sia fondamentale concludere bene quella precedente perché è dalla sera prima che si stabilisce gran parte di come sarà e di quello che si farà l’indomani. E’ dunque necessario concludere la giornata nel raccoglimento, nella preghiera e nell’intimità di Maria. È un momento delicato e il demonio lo sa bene, per questo sferra i suoi attacchi e tentazioni ai quali bisogna rispondere con degli atti di fiducia in Maria. Solo così potremo risvegliarci nel fervore dello spirito.

Anche il risveglio è un momento delicato nel quale il demonio opera grandi tentazioni con pensieri di pigrizia, di inutilità e durezza del cammino intrapreso, ecc. Per respingere questi attacchi bisogna subito immergersi in un clima di preghiera anche con semplici giaculatorie, con un pensiero alla Madonna, baciando una Sua immaginetta, per darLe la stessa gioia che Le dava Gesù bambino quando si svegliava e l’abbracciava e baciava. Non ci faremo mai Santi se non sapremo imporci il sacrificio di alzarsi ad un’ora fissa e per tempo. Il suono della campana o della sveglia deve essere come la voce dì Maria che ci chiama, come  l’angelo custode che ci dice di alzarci. Il primo pensiero, il primo sguardo, la prima parola siano rivolti a Gesù e a Maria. E’ quest’atto iniziale che darà il tono a tutta la giornata, il Signore e Maria sono gelosi delle primizie! Bisogna lottare, farsi violenza per combattere la nostra indolenza. Per vincere la pigrizia usiamo piccoli accorgimenti come accendere subito la luce, sedersi sul letto, fare il Segno di Croce e rinnovare la Consacrazione anche solo con una breve giaculatoria. Quando ci vestiamo facciamolo con prontezza, modestia, pensando di essere alla presenza di Dio e sotto lo sguardo di Maria e dell’Angelo custode.Lavandoci, poi, consideriamo come la Madonna ci purifichi l’anima per renderla degna di comparire davanti a Dio nella preghiera e sopratutto quando lo riceveremo nella S. Comunione.

Recitando le preghiere del mattino, magari davanti al nostro altarino, chiediamo all’Immacolata di insegnarci a pregare proprio come fa la mamma con il suo bambino. In particolare, quando recitiamo l’Ufficio Divino, come prima cosa pensiamo che Maria, prima di noi, ha recitato tante volte quegli stessi salmi e che essi conservano ancora il profumo che hanno attinto al contatto delle Sue labbra verginali e sono come una reliquia del Suo Cuore.

Oltre alla preghiera, possibilmente sempre al mattino, è fondamentale la meditazione (o orazione mentale) che può essere definita come l’ascolto del maestro interiore. Quando preghiamo parliamo a Dio, quando leggiamo è Dio che parla a noi. S. Teresa d’Avila diceva: “datemi un quarto d’ora di orazione mentale e chiuderò l’inferno” e S. Massimiliano M. Kolbe ricordava che il demonio ha paura della meditazione, perché noi potremmo fare anche mille S. Comunioni (e certamente la S. Comunione di per sé è superiore all’orazione mentale), ma rimanere lo stesso nel peccato, in quanto senza la meditazione non sapremo nemmeno riconoscere i nostri peccati. Il p. Silvano Giraud la definisce come “la scuola della santità”. Per un devoto di Maria, il primo maestro interiore, la vera scuola di santità, deve essere l’Immacolata stessa! Per ben meditare occorre mettersi ai piedi di Maria con un atteggiamento umile e confidente e prepararsi bene con il raccoglimento e la preghiera.

Ma cos’è che veramente fa più felice la Madonna se non quando ascoltiamo la S. Messa, Sacrificio di Cristo che si fa presente sull’altare e al quale Ella stessa partecipa vivnedolo nel Suo Cuore Immacolato, e quando ci accostiamo alla S. Comunione sacramentale in grazia di Dio? Chiediamo all’Immacolata la grazia di parteciparvi con le Sue stesse disposizioni e, nel silenzio contemplativo, di vedere Gesù che muore per noi. Cerchiamo di stare uniti a Lei durante la S. Messa, per essere ai piedi della Croce con l’Addolorata mentre offre il Figlio Suo diletto per la nostra salvezza! Facciamo la S. Comunione con l’intenzione di farle rivivere dentro di noi gli stessi affetti che Ella avvertì nel primo istante in cui avvertì la Presenza di Gesù nel Suo grembo verginale! Anche quando siamo nell’aridità non temiamo di accogliere Gesù nella freddezza del nostro cuore perché, se ci siamo donati a Lei, sarà Lei stessa ad accoglierlo dentro di noi. Con le Comunioni spirituali, poi, ancora più frequentemente possiamo avere Gesù spiritualmente in noi e così ogni giorno dare a Maria l’immensa gioia di trovare il Figlio Suo in noi! E, sempre in noi, Gesù potrà amare la Madre Sua! Ma anche al di fuori della S. Messa, Gesù continua ad essere realmente presente nel Tabernacolo. Non dimentichiamo di farGli delle visite con l’Adorazione: con Lui, vi troveremo sempre anche la Madonna perché dov’è il Figlio, là è anche la Madre!

Un altro pilastro della giornata del devoto e consacrato di Maria è la recita del S. Rosario. A Fatima la Madonna ha detto ai pastorelli che non esiste problema che il S. Rosario non possa risolvere. S. Luigi M. Grignon de Montfort, nel suo libro “Il segreto meraviglioso del S. Rosario” offre alcuni importanti consigli per recitare bene e con frutto questa preghiera: pensare che Maria è presente; fermarsi qualche istante per configurarsi nella propria mente la scena del mistero che si sta meditando e pensare ad una virtù ad esso collegata; esprimere delle precise intenzioni, ecc.

Il lavoro e lo studio occupano una buona parte della nostra giornata, e anche se non si tratta di pratiche di pietà o di devozione nel senso stretto, è della massima importanza santificarlo e “marianizzarlo”, perché il compimento dei doveri di stato è quanto più ci dà la certezza di fare la Volontà di Dio.

Ma è certamente nelle sofferenze, fisiche e spirituali, che maggiormente l’Immacolata non fa mancare la Sua presenza materna addolcendo le nostre croci e dandoci la forza per superare le difficoltà e i patimenti e affrontare le tentazioni e le persecuzioni. E sono proprio le anime più afflitte, per la loro capacità di offrirsi come vittime e di riparare i peccati, che maggiormente sono unite all’Immacolata nella sua missione di Corredentrice e per questo le sono più care.

Dobbiamo essere di Maria totalmente, sempre, in ogni luogo, e quindi occorre santificare, vivendoli alla Sua presenza, anche i momenti dei pasti e di svago, la ricreazione, il tempo libero e le vacanze, evitando le mormorazioni e le malignità nelle conversazioni e tutte le occasioni di peccato. Ringraziamo Maria per questi momenti attraverso i quali, se vissuti santamente, ritempriamo le forze per proseguire il cammino; approfittiamo del maggior tempo a disposizione per pregare e meditare di più, far visita ai Santuari ed evitiamo l’ozio.

La giornata ci può offrire anche tante piccole occasioni per coltivare la nostra vita di unione con Maria: il tempo è un dono che non dobbiamo sprecare. Le ore, i giorni, gli anni passano velocemente e non torneranno mai più: quale pazzia perdere anche una sola ora di questo tempo che Dio ci ha dato per farci Santi e conquistarci il Cielo! Per santificare ogni momento serviamoci di pratiche semplici, che non vanno sottovalutate né trascurate, come la devozione al Nome di Maria e alle feste e ai mesi Mariani, l’indossare alcuni segni della nostra appartenenza alla Madonna (come lo Scapolare o la medaglia miracolosa), la devozione dei primi sabati del mese, il digiuno e qualche mortificazione il sabato o nelle vigilie delle feste mariane, la devozione alle immagini sacre raffiguranti la Santa Vergine, il fermarsi per qualche istante di preghiera davanti alle piccole maestà di cui sono ricche le strade delle nostre città, le vie di campagna, i sentieri dei boschi e di montagna, ecc. Una volta se ne incontrava un po’ dappertutto e come era bello vedere i contadini scoprirsi il capo e salutare Maria andando e tornando dal lavoro, le madri andare a sfogare le loro pene ai piedi della Vergine, i bambini portarvi dei fiori, i vecchi domandare la grazia di una guarigione o di una santa morte! Quante lacrime consolavano, quanti peccati impedivano, quanti traviati erano ricondotti sulla retta! Leggiamo dal libretto “La giornata con Maria”: “Chi può dire l’influenza spirituale di quel mazzo di fiori infitto sulla grata di quel rustico pilone, o di quel saluto giornaliero, di quei Rosari recitati nelle belle serate di maggio o d’ottobre fra il profumo dei fiori o dei mosti ed il canto dei grilli? L’anima abituata a scandire la propria giornata con questi piccoli atti di amore alla Sua Madre, era quasi naturalmente trasportata in un mondo superiore. Quanti celebri santuari debbono la loro origine a prodigi operati da Maria proprio presso qualche suo povero pilone! Oh, chi lo può, restauri o edifichi quei e cari piloni; non potrebbe fare cosa più gradita alla Madonna e più utile alle anime!

Così come è cominciata, la giornata deve anche concludersi: a Maria dobbiamo consacrarne gli ultimi istanti. Quanti frutti porta la bella pratica del S. Rosario recitato alla sera in famiglia! Procuriamo di avere accanto al letto l’acquasantiera, aspergiamo il letto di acqua santa, facciamo il segno di Croce, baciamo il Crocifisso, la Medaglia o la corona del S. Rosario. Una pratica importantissima è certamente l’esame di coscienza “generale” (cioè su tutte le azioni della giornata) che è parte integrante delle preghiere della sera: “Come ho fatto le mie pratiche di pietà? Come mi sono comportato col prossimo? Come ho compiuto i miei doveri? Colpe di pensieri, parole, opere ed omissioni … Oggi ho servito davvero la mia Padrona? Mi sono sforzato di vivere in Sua unione?” Non c’è forse pratica più utile per il progresso spirituale e allo stesso tempo tanto trascurata, come l’esame di coscienza. Alla natura umana ripugna rientrare in sé e constatare la propria miseria e incostanza, le continue ricadute. L’esame di coscienza ci rivela dove siamo, quale direzione vogliamo prendere, quali pericoli possiamo incontrare sul cammino e quali sono i mezzi per evitarli. Il punto di partenza per fare un buon esame di coscienza è mettersi alla presenza di Dio e della Madonna e pregare per ottenere la grazia di vedere i propri peccati. Anche il demonio ce li fa vedere, ma per farci cadere nella disperazione. Il vero esame di coscienza, invece, porta la pace interiore, la confidenza in Dio e la ferma risoluzione di non peccare più. Il consacrato a Maria si rivolgerà in modo particolare a questa buona Madre, affinché Ella stessa gli mostri i suoi peccati e gli doni la luce per vedere le sue miserie e la forza per contrastarle. “Tutto passa! Dopo tutte le feste, i piaceri, i trionfi bisogna morire e comparir davanti a Dio! Saresti pronto se questa notte Dio ti chiamasse? Puoi dire d’aver servito davvero la tua Padrona?” Infine, prima di addormentarci, chiediamo a Maria, come faceva Gesù, di darci la Sua benedizione materna e il Suo bacio affinché Ella vegli sul nostro sonno e possiamo placidamente riposare avendo come ultimo pensiero Gesù e la nostra cara Mamma!    

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