La Consacrazione come forma perfetta di devozione mariana

Nei precedenti articoli abbiamo meditato sulla necessità della devozione mariana per essere cristiani e crescere nella vita spirituale. Essere devoti della Madonna significa vivere un rapporto filiale con Lei che è, come abbiamo già visto, la nostra Madre celeste. Ma non solo: Gesù si è donato al mondo, nell’Incarnazione, attraverso Maria e, dopo la Sua morte in Croce, è stato deposto tra le braccia della Madonna: a Lei dunque è stato consegnato il deposito delle grazie e dei meriti sgorgati dalla vita, Passione e morte di Gesù. Da Lei possiamo attingere ogni grazia e partecipare di ogni merito del Figlio, come vediamo chiaramente nel quadro della discesa dello Spirito Santo sugli apostoli che avviene alla presenza orante della Madonna. Pertanto è giusto riconoscere alla Vergine il titolo mediatrice di tutte le grazie. Ecco perché, come avviamo già avuto occasione di vedere, sul piano della vita soprannaturale, nell’ordine della grazia, si può dire che dipendiamo da Lei.    

Tra le tante forme di devozione mariana che la Tradizione della Chiesa propone, la più perfetta, cioè quella più sicura, semplice e che maggiormente realizza quell’unione dell’anima con l’Immacolata che è la condizione per la piena conformazione al Figlio Gesù (fine ultimo di qualsiasi autentica devozione e sostanza della santità) è certamente la Consacrazione mariana. La Madonna, infatti, è la creatura che più perfettamente si è conformata a Gesù e la cui Volontà si è maggiormente uniformata a quella di Dio fino quasi a diventare un’unica volontà, pertanto quanto più l’anima nostra sarà unita a Lei, tanto più essa sarà certa di conformare la propria vita e la propria volontà a quella di Dio.

Dal punto di vista etimologico la parola “consacrare” vuol dire  “rendere sacro” ossia destinare, dedicare interamente una cosa a Dio, al Suo servizio o culto. La Consacrazione è molto più del semplice atto di affidamento dal quale si distingue per la radicalità dell’offerta e degli impegni che ne derivano. Si può dire che l’affidamento corrisponde ad un farsi prendere per mano dalla Mamma, mentre la Consacrazione, se vissuta con fedeltà, ci fa entrare nel grembo, nel Cuore dell’Immacolata. Essa realizza, nell’anima che si lascia condurre e non oppone resistenze, una vera e propria trasformazione in Maria affinché essa possa essere realmente trasfigurata nella Vergine: è ciò che S. Massimiliano Maria Kolbe chiama “Marianizzazione”: volendo fare un’analogia nell’anima consacrata alla Madonna che corrisponde radicalmente e fedelmente alle esigenze e al dono della Consacrazione avviene, sul piano spirituale e non sostanziale, ciò che si verifica sull’altare, questa volta nella sostanza, con la “Consacrazione” del pane e del vino che divengono realmente il Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo (cd. “transustanziazione”. Ancora, la Consacrazione è un passaggio di proprietà, l’offerta della propria vita, la donazione di tutto sé stessi alla Vergine, ma Maria è tutta relativa a Dio, quindi la Consacrazione è un atto di devozione, di culto a Dio stesso. In cosa consiste questa offerta totale di sé stessi? L’uomo dipende in tutto e in modo assoluto, sul piano della natura, della sua essenza, da Dio: la Consacrazione comporta, da parte dell’anima, l’accettazione libera e amorosa della realtà di questa dipendenza da Dio e dalla Sua legge; di conseguenza, quasi naturalmente, riconosce che non si appartiene, che tutto le viene da Dio e che è quindi giusto restituire tutto a Lui e metterlo al Suo santo servizio. 

Ci sono varie forme e gradi di Consacrazione mariana. Tutte comportano la volontà di appartenere alla Madonna, di ricorrere a Lei come aiuto nella propria santificazione, la scelta di una spiritualità mariana, la risoluzione di chiudere per sempre col peccato mortale e di combattere anche quelli veniali più frequenti, la frequenza dei Sacramenti, ecc. Le varie forme di Consacrazione presentano poi, ciascuna, delle peculiarità. La Consacrazione semplice è paragonabile alla vita di un buon battezzato che però desidera dare un taglio spiccatamente mariano alla propria vita spirituale con una più profonda devozione all’Immacolata e l’assunzione di qualche impegno nei Suoi confronti. La Consacrazione radicale comporta uno stato di vita molto impegnato, essa è accessibile certamente a tutti gli stati di vita, ma per certi tratti assomiglia alla consacrazione religiosa, pertanto non si può fare se non c’è una forte decisione di puntare al massimo della santità. Le due forme di Consacrazione mariana radicale più importi sono:

  • la santa schiavitù d’amore (S. Luigi Maria Grignion de Montfort)
  • la Consacrazione illimitata all’Immacolata (S. Massimiliano Maria Kolbe).

La santa schiavitù d’amore insegnata da S. Luigi M. Grignion de Montfort comporta la spoliazione completa di sé stessi, di tutti i propri beni materiali, morali e spirituali, presenti, passati e futuri, compreso il valore e il merito di tutte le proprie buone opere. Ci si costituisce schiavi di Maria Santissima avendo la volontà di compiere qualsiasi cosa per mezzo di Lei, con Lei, per Lei, in Lei. Questa Consacrazione comporta il desiderio di tendere alla santità, un generoso impegno nell’orazione e nella mortificazione, nella pratica delle virtù e nel servizio di Maria al fine di servire, attraverso di Lei, Nostro Signore Gesù Cristo. Questa forma di Consacrazione è splendidamente descritta nel capolavoro di spiritualità che è il Trattato della Vera devozione a Maria, scritto dal Montfort, e che sarà oggetto di ampio approfondimento nei prossimi articoli di questa rubrica.

La Consacrazione illimitata insegnata da S. Massimiliano M. Kolbe prevede, a sua volta, un itinerario per gradi che, partendo dall’esercizio costante di vivere alla presenza di Maria e di lasciarsi condurre da Lei, giunge fino alle sue massime espressioni quale l’emissione del cd. “voto mariano” con cui l’anima, formalmente e volontariamente, decide di sottomettersi docilmente alle ispirazioni e direzioni della Madonna, affinché sia da Lei posseduta e usata come strumento, e diventi una sola cosa con Lei, quasi Lei stessa. Questo è l’ideale dell’itinerario mariano di S. Massimiliano: “avvicinarsi a Lei, rendersi simili a Lei, permettere che Ella prenda possesso del nostro cuore, di tutto il nostro essere, che Ella viva e operi in noi, per mezzo nostro, che Ella stessa ami Dio con il nostro cuore, che noi apparteniamo a Lei senza alcuna restrizione”. Quest’unione così profonda, secondo padre Kolbe, la si ottiene più con le ginocchia, cioè con la preghiera, che con il cervello. Il principio fondamentale del suo pensiero è che più l’anima si avvicina all’Immacolata, più e meglio essa troverà Dio. L’anima deve tendere ad identificarsi a tal punto con l’Immacolata fin quasi a scomparire per lasciar posto a Maria. Questa sostituzione ha come fine e conseguenza di rendere l’anima un docilissimo strumento nelle mani di Maria, come un pennello nelle mani di un pittore, una penna nelle mani di uno scrittore. E quanto più essa sarà strumento nelle mani di Maria tanto più l’anima potrà compiere meraviglie perché sarà la Madonna stessa ad operare in lei. Nella spiritualità Kolbiana la donazione alla Madonna deve essere illimitata ed incondizionata, ci si consacra come Sua cosa e proprietà affinché Ella disponga dell’anima come più Le piace: “consacriamoci a Lei totalmente, senza alcuna limitazione, per essere servi Suoi, figli Suoi, Sua proprietà incondizionata, così da essere in certo qual modo Lei stessa vivente, operante, parlante in noi”. Inoltre la Consacrazione mariana secondo lo spirito di S. Massimiliano deve avere un taglio militante e sociale: il consacrato deve essere disponibile all’apostolato, alla missionarietà affinché si possano conquistare quante più anime all’Immacolata, e alla battaglia contro il male e in difesa delle Verità di Fede; per questi fini potrà utilizzare qualsiasi mezzo lecito. La Consacrazione, secondo il pensiero kolbiano si può definire come la somma di cinque totalità per cui essa è: “dono totale di sé all’Immacolata (totalità di donazione), per la conquista di tutto il mondo a Lei convertendo e santificando tutte le anime, ogni nazione e tutto il mondo (totalità di spazio), al più presto (totalità di tempo), con il massimo impegno (totalità di servizio) e con l’impiego di qualsiasi mezzo lecito  (totalità di mezzi)”.

Si capisce che, una realtà così profonda come la Consacrazione, sopratutto nelle sue forme più radicali, essendo in fondo una vera e propria chiamata, non può non avere delle esigenze, a cominciare dall’impegno ad un radicale cambiamento di vita e al distaccamento dal peccato, pertanto richiede anche una certa consapevolezza dell’atto che si pone in essere e quindi un’adeguata preparazione con la preghiera e la formazione spirituale. Tuttavia essa non è un punto di arrivo, ma una tappa, un nuovo inizio del cammino spirituale. È sempre più urgente che tutti gli uomini, le famiglie, le comunità, le nazioni si consacrino a Maria. Siamo certi che questa è la via più sicura per raggiungere la salvezza. Sì, è necessario consacrarsi a Maria: la Consacrazione è la più alta forma di tributo di pietà e di ossequio che si possa offrire alla Madonna, è il vertice del culto mariano perché racchiude in sé tutti gli atti di culto verso di Lei cioè la venerazione, l’invocazione, l’amore, l’imitazione, la schiavitù, l’offerta totale di sé, ecc. Il motivo è presto detto: è Gesù stesso che vuole la Consacrazione a Maria, come Ella stessa ha rivelato a Fatima: “il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato (…) a chi abbraccia la devozione al mio Cuore Immacolato prometto la salvezza eterna, queste anime saranno predilette da Dio come fiori posti innanzi al Suo trono (…) La guerra sta per finire ma se gli uomini non cesseranno di offendere il Signore, non passerà molto tempo e ne incomincerà un’altra peggiore; per impedire ciò verrò a chiedere la Consacrazione del mondo al mio Cuore Immacolato”. La Consacrazione è un’esigenza del nostro autentico bene spirituale: quando la Vergine Maria getta le Sue radici in un’anima, vi produce meraviglie di grazia; quando lo Spirito Santo trova Maria in un’anima, vola in essa, la riempie e le si comunica abbondantemente. Ma la Consacrazione è un’esigenza anche per salvare i peccatori dall’inferno! Sempre a Fatima la Madonna stessa, dopo aver fatto vedere l’inferno ai tre pastorelli, dice: “avete visto l’inferno dove vanno a finire le anime dei peccatori; per salvarli il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”. La Consacrazione mariana è quanto mai necessaria proprio per noi che viviamo in tempi di scatenamento satanico: essa è il mezzo che Dio ha scelto per salvare le anime, il mondo, la Chiesa, e il Suo Cuore Immacolato è il nostro “rifugio sicuro”.

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