S. Pasqua 2022 – Anche nelle tempeste, l’animo non si turbi

domenica 17 marzo 2022Dominica Resurrectionis

Oh come gli uomini diventano ridicoli quando vogliono prendersela contro i di­segni di Dio e tentano sbugiardare le sue promesse! Sul mattino del terzo giorno la terra trema, un angelo discende dal cielo, rimuovere la pietra del sepolcro, e la carne del Salvatore, rianimata da una virtù divina, si sprigiona gloriosa e trionfante dalle braccia della morte.”
Gesù nel Rosario – Padre L. Monsabrè O.P.

Sia lodato Gesù Cristo, Ave Maria!

Carissimi fratelli e sorelle,
questo è il giorno che ha fatto il Signore, rallegriamoci ed esultiamo in esso!” Queste le parole del salmista che la Liturgia della Chiesa sapientemente applica al mistero centrale della nostra Fede, quello Pasquale, che oggi celebriamo. Questa è la speranza cristiana che dà un senso e un fine ad ogni umana sofferenza rendendola non solo leggera ma persino dolce nella misura in cui sapremo unirla alla Croce di Nostro Signore Gesù Cristo. E’ utopia, illusione, inganno, presentare un cristianesimo separato da questa dimensione: non vi è Amore, non vi è gioia che non passi per la croce. Gesù è morto per questo: c’era un debito da pagare che l’uomo aveva contratto col Creatore a causa del peccato originale; un debito infinito perché infinito era il “Creditore”, Colui che era stato offeso; è un dovere di giustizia riparare a un’offesa fatta e Dio è Giustizia infinita; un debito che nessun atto o sacrificio umano, nessun nostro sforzo ascetico, per quanto grande e straordinario, nemmeno se compiuto dal più grande dei Santi o dai Santi messi tutti insieme, avrebbe potuto estinguere; solo Dio poteva pagare questo debito sostituendosi all’uomo peccatore per riparare Sé Stesso; per questo il Verbo si è incarnato, per questo Gesù è venuto al mondo, perché la natura umana irrimediabilmente ferita, fosse redenta: Egli è per offrire l’unico Sacrificio che avrebbe potuto restituirci la vita vera. Poteva farlo in infiniti modi, non era necessario che spargesse TUTTO il Suo Preziosissimo Sangue, fino all’ultima goccia o che subisse ogni sorta di umiliazione, per salvarci, per salvare me, per salvare TE! Per dimostrarci il Suo Amore, perché noi non potessimo aver più alcun dubbio di tale Amore, doveva soffrire, perché non c’è vero amore senza sofferenze, perché il vero amore nasce nella e dalla sofferenza, perché il sacrificio di sé è la manifestazione più radicale del vero amore; e poiché Egli era vera Dio e vero Uomo, Egli doveva soffrire infinitamente.

Ma non basta: Egli ci ha lasciato il testamento della SS.ma Eucarestia per essere realmente sempre con noi, e ci ha lasciato in eredità la cosa più preziosa che avesse, la Sua Santissima Madre. Ce l’ha data non come semplice compagna o amica, ma come madre. E l’Addolorata, ai piedi della Croce, ha offerto il Suo estremo sacrificio, il fiat più difficile: mentre ancora la spada del dolore le trapassava l’anima, Ella obbedì alla divina Volontà di scambiare il Suo prezioso, Divino e Unigenito Figlio, con innumerevoli schiere di figli peccatori e ingrati, di diventare la madre degli stessi crocifissori del Figlio Suo. Quello di Gesù nella carne e quello di Maria nell’anima è un unico Sacrificio, una sola Passione: Gesù il Salvatore e Maria Corredentrice! Oh anima quanto devi valere ed essere cara al Tuo Signore e Creatore, se Gli sei costata così tanto! Non dimenticarlo! Cerca di meritarlo con la molta preghiera, meditando su questi divini misteri, facendo quanto puoi per dominare le tue cattive inclinazioni e le passioni per non dispiacere a questo Re dell’Amore che tanto ti ha amato da dare la Sua vita per te! E se ti capita d’inciampare e cadere non disperare, pentiti della tua cattiva condotta, emendati ed accostati alla fonte e abbeverati alla acque della Divina Misericordia col Sacramento della Confessione e attingi allo scrigno nel quale Egli ha depositato i preziosi tesori delle Sue grazie: l’Immacolata Vergine Maria! Noi non immaginiamo nemmeno quando dobbiamo a questa nostra Madre celeste! Noi dipendiamo dalle Sue Sante Lacrime! In queste acque siamo stati misticamente generati e da esse siamo rigenerati nella vita interiore. Meditiamo come Ella non abbia mai abbandonato Gesù lungo tutta la Sua Passione e a come Ella abbia accettato la missione che il Padre aveva affidato al Figlio. Stabat Mater. Forse la tentazione più grande, umanamente parlando (che Egli avrebbe comunque certamente vinto essendo Dio e in quanto in nulla avrebbe potuto discostarsi dalla Volontà di Dio), più grande ancora di quella che ebbe nel Getsemani per cui il Suo Sacrificio sarebbe stato inutile per innumerevoli anime che non l’avrebbero accolto e si sarebbero perse, sarebbe stata quella se la Sua Santa Madre, che Egli amava di un amore puro, perfetto, infinito, Gli avrebbe chiesto di non farsi uccidere in quel modo per amor Suo, per non darle un così grande dolore! Ma Maria non lo fece, obbedì alla Volontà di Dio in tutto, annullando Sé stessa e i Suoi diritti di Madre, sul modello di Gesù. Così noi dobbiamo imitare l’Immacolata, non abbandonare il campo. 

Meditare sulla Croce nel giorno di Pasqua non è andare fuori tema, né un tentativo di deprimere quello che dovrebbe essere un giorno in cui si celebra la gioia. Tutt’altro! Meditare sulla Croce è necessario per capire la causa e l’oggetto di questa gioia! Il Signore ci ha salvati! Egli ha pagato il nostro debito! A noi non resta che accogliere questo dono, disporre la nostra anima (e la nostra vita!) affinché possiamo ricevere questo dono ineffabile della vita eterna. Se comprendiamo questo, cari fratelli, sapremo dare il giusto peso e anche il corretto significato, a quanto anche di più grave possa opprimere la nostra anima anche in questi tempi che viviamo! Comprenderemo come anche la prova, la sofferenza, fa parte di quel meraviglioso disegno della Divina Provvidenza che non vuole far altro che donare all’anima il bene massimo, il bene ultimo, preparandola, purificandola, abituandola a distaccarsi da tutte le cose e le creature che possono allontanarci dal conseguimento di questo Bene infinito che è Dio, il Paradiso! E allora nessun problema, nessuna privazione, nessuna malattia potrà togliere all’anima la pace interiore, quella gioia che oggi celebriamo nella sua massima espressione: la Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo che è pegno e promessa che anche noi risorgeremo!  

Cari fratelli, non riduciamo e non scambiamo questa gioia vera, imperitura, che è capace di resistere a qualsiasi tempesta interna ed esterna della nostra vita, con qualche effimero sentimento umano di allegrezza o piacere che il demonio, il mondo, le passioni disordinate, ci promettono con le loro tentazioni. Nulla c’è di più grande di quello che ci attende e che in fondo già in questa vita possiamo sperimentare se davvero sapremo comprendere, ma soprattutto vivere, queste realtà.

Viviamo in un epoca, in un modo, che ha completamente bandito Dio dal suo modo di pensare e di agire; la Chiesa stessa sembra, attraverso i suoi pastori, non essere più in grado di una proposta alta, autentica, veramente alternativa a quella del mondo. I cristiani sembrano essere afflitti da una sorta di sudditanza psicologica che li porta quasi a nascondersi. Peggio, talvolta, anche coloro che si professano cristiani, sembrano vivere esattamente come gli atei, i pagani, nel modo di pensare, nello stile di vita, nei costumi, ecc. Al contrario il cristiano, che nella Fede Cattolica possiede la Verità, è il solo che può e deve portare un messaggio di gioia e di pace a questo povero mondo. Non nascondiamo la luce sotto il moggio o sotto il letto, siamo chiamati ad essere sale e lievito della terra! Impegniamoci a diffondere, con un santo apostolato, come c’insegna uno dei Santi protettori ed ispiratori di Exsurge Christianitas, S. Massimiliano Maria Kolbe, un pensiero cristiano, una cultura cattolica! Dobbiamo, con l’aiuto di Dio e dell’Immacolata, ciascuno secondo il proprio stato di vita, i propri talenti e possibilità, collaborare alla restaurazione, meglio alla rinascita di una nuova civiltà cristiana, la sola capace di garantire quella pace oggi tanto invocata! Non accodiamoci agli appelli moderni che pretendono la pace senza conversione e quindi vogliono la pace solo per continuare a “peccare in pace”! No, la pace, insegna il dottore angelico S. Tommaso d’Aquino, è la tranquillità dell’ordine. La pace sarà possibile solo se ricostruiremo una società in cui ogni cosa è rimessa al suo posto, ordinata a ciò per cui è stata creata dal Buon Dio.

Forze oscure, tenebrose, orchestrano ai danni di quella che fu la culla del Cristianesimo, quella Europa che, pur tra le tante umane contraddizioni, nei tempi gloriosi della civiltà cristiana, è stata segnata da grandi regni cristiani, dai grandi ordini monastici, da grandi segni della presenza e predilezione divina per queste nostre terre: dalle maestose Cattedrali ai grandi Santuari Mariani, fin alle più piccole chiesette di campagna e alle graziose edicole e maestà disseminate lungo le più sperdute contrade dei nostri paesi e città! Finché l’Europa non ritroverà le sue radici cristiane e non si piegherà al dolce impero di Nostro Signore Gesù Cristo, smettendola di farGli guerra con legislazioni e correnti di pensiero contrarie alla Fede e al diritto naturale, non riavrà mai la pace. E allora tocca a noi pregare, offrire sacrifici, riparare, perché un giorno tutto questo rifiorisca. E’ per questo che è nata Exsurge Christianitas! Nel solco degli appelli di Nostra Signora a Fatima, vogliano le nostre anime e la nostra vita essere un unico grido: Risorgi, Sorgi Cristianità! Te lo chiediamo, per l’intercessione dell’Immacolata, nel giorno della Resurrezione del Suo Figlio Gesù Cristo Nostro Re! 

Grazie per la battaglia che combattete con noi, usiamo largamente e sempre più le armi che abbiamo a disposizione: l’ora di guardia alla Regina delle Vittorie e l’Adorazione! Che Dio ve ne renda merito.
Santa Pasqua a tutti voi ed alle vostre famiglie.
Lo staff di Exsurge Christianitas
 

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