La Passione di Gesù Cristo – 13 gennaio

Entrata di Gesù in Gerusalemme

Punto IV – Vedendo Gesù che va a Gerusalemme accompagnato dagli Apostoli e dalle folle che lo riveriscono e lo onorano gridando ad alta voce: «Osanna al Figlio di Davide! Viva il Messia benedetto», dobbiamo consolarci perché nella sua natura di uomo viene riconosciuta la Persona di Dio. Ma non possiamo fare a meno di restare perplessi se pensiamo che non passeranno cinque giorni che uno degli Apostoli lo tradirà, che un altro lo rinnegherà, che tutti lo abbandoneranno e che quella stessa gente lo giudicherà un ribelle più pericoloso di un assassino ed esigerà la sua crocifissione.

Riflessione – È questa un’immagine di ciò che succede nel mondo: dall’onore al disonore, osanna al crucifige c’è poca distanza. Molto presto svanisce il piacere con tutto ciò che si chiama gloria, prosperità, allegria, ed ogni dolcezza diventa amara. Vedi, anima mia, che cosa si guadagna a dare tanto valore al mondo! Prendi come norma della tua condotta questa grande massima: tutto al mondo è vanità, e somma vanità è l’attaccarsi ad essa. Tutto passa, e non c’è gioia che duri se non nella felicità eterna, promessa a chi serve fedelmente Dio. Ma questa è un’immagine anche della mia condotta. Ogni volta che mi accosto ai Sacramenti della Confessione e Comunione, quante dichiarazioni di lode, di amore e di onore faccio a Gesù! Lo stimo sopra tutte le cose e dico di amarlo più di tutte le creature; ma troppe volte, poco dopo, lo pospongo ad una meschina soddisfazione e mi rivolgo a Lui per offenderlo. Oggi grido a Lui “osanna” e domani contro di Lui “crucifige”. Questa instabilità è una pessima conseguenza, non tanto della mia natura corrotta, quanto della mia abituale malizia.

Colloquio – Mio Dio, tu vedi nel mio intimo, perciò sai che non m’impegno seriamente per tenermi stretto a te e che anzi mi allontano sempre di più. Ma, visto che è solo l’amore che ci tiene legati a te, è proprio vero che io non ti amo affatto. E per quale motivo? Perché sono troppo attaccato alla vanità del mondo. O Verità eterna, ora che ti ho confessato la mia miseria, vera causa del mio male, fa’ che la pianga. Distruggi in me questo attaccamento, concedimi di amarti e fortificami in questo amore, in modo che siano saldi in me anche il tuo santo timore e la determinazione a fare sempre la tua volontà.

Pratica – La ragione per cui non osservo i miei buoni propositi è sempre l’eccessiva fiducia in me stesso. D’ora in avanti confiderò solo in Dio, unica mia fortezza.

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