La Passione di Gesù Cristo – 29 aprile

Gesù è preso nell’Orto dai suoi nemici

Punto VIII– Vedendo Gesù carico di funi, di catene e di oltraggi, dobbiamo dedurre che si è ormai avverato quanto sia Lui che il Profeta avevano predetto, che cioè sarebbe stato catturato dai peccatori solo a causa dei nostri peccati.

Riflessione – Ecco, ora Gesù è nelle mani dei peccatori. Non sono stati i Giudei a prenderlo con le armi e a legarlo, ma è stata la divina carità con i suoi profondi misteri a consegnarlo, perché così Egli stesso aveva predisposto. Anima mia, guardando ancora il tuo Signore così maltrattato da quei malfattori, pensa che Egli si è abbandonato al furore dei peccatori proprio per salvarli. Cerchiamo di penetrare col nostro pensiero riverente nella sua anima santa e vedremo rinchiuse in essa tutte le pene interiori e misteriose che poco prima aveva offerto al Padre; ora Gesù include nella sua offerta anche i dolori del corpo. Arriva al punto di baciare quegli orribili legami e di essere contento che gli sia tolta la libertà, affinché a noi sia restituita la libertà dei figli di Dio. Non pensa affatto a come liberare se stesso ma a come poter liberare e salvare noi dal peccato.

Colloquio– Mio buon Gesù, questi tuoi vincoli sono legami salvifici per me, capaci di fasciare e di far guarire le mie piaghe; la tua debolezza è la mia forza. Ecco il mio cuore, lo pongo davanti a te: vorrebbe ringraziarti ed amarti, ma da solo non ci riesce; concedigli tu la capacità di fare solo e sempre ciò che a te piace. Tu, Gesù, non ti sei consegnato nelle mani dei peccatori soltanto quando i Giudei ti hanno catturato, ma continui a farlo anche oggi, permettendo ai peccatori di calunniarti e di maltrattarti. Molto spesso anch’io, invece di compatirti e di liberarti, ho aumentato i giri di fune moltiplicando i miei peccati. Di questa grande ingiustizia e della mia crudeltà ora mi pento e ti chiedo umilmente perdono. Anima mia, il tuo Signore desidera essere catturato da te, ma solo perché tu ti salvi. Ricorda che la sapienza di Dio e la santità non si conquistano né si conservano con una vita di peccato, ma solo con la carità. Spirito Santo, che sei l’amore del Padre e del Figlio, concedimi, perciò, di amare Dio e di appartenere soltanto a Lui.

Pratica – Farò in modo di dimostrare praticamente il mio amore pentendomi ed umiliandomi davanti alla Maestà divina, accettando la sua volontà e rinnegando il mio amor proprio.

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